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Turista feltrino muore a Santo Domingo e il suo conto scende: ha un’altra famiglia?

Sedicente figlia caraibica telefona a Fonzaso per comunicare il decesso per un infarto. Sono già stati prelevati dei soldi

FONZASO. Famiglia parallela a Santo Domingo. Prende un aereo, ufficialmente per affari, e non torna più. In un giorno dello scorso luglio i familiari di Fonzaso ricevono una telefonata con un prefisso troppo strano per non essere intercontinentale e scoprono come prima cosa che l’uomo aveva una compagna e una figlia nei Caraibi e, secondo, che sarebbe morto, probabilmente per un infarto. Le due donne hanno ancora il suo bancomat, oltre che il codice segreto, e si stanno “mangiando” la pensione.

In Italia l’avvocato Eleonora Secco presenterà, tanto per cominciare, una denuncia di scomparsa. Un atto preliminare per avere un certificato di morte e far rientrare la salma. Non solo: bloccare il conto e tagliare i prelevamenti.

G.S. aveva 76 anni, moglie regolarmente sposata e un figlio. Ai primi di luglio si attrezza con un visto (si scoprirà turistico e non per affari) e parte per una meta non meglio identificata. Quando lavorava era spesso in giro per affari e nessuno poteva sospettare dell’esistenza di una doppia vita.

Il giorno 27 squilla il telefono nella sua abitazione di Fonzaso e risponde il figlio legittimo. Dall’altra parte una voce femminile gli rivela in spagnolo una verità mai saputa: «Ciao, noi non ci conosciamo, ma io sono tua sorella e qui c’è anche mia madre. Papà, purtroppo, è morto. Volevo avvertirvi di questo».

Non si sa se il dolore prevalga sulla sorpresa o viceversa, di sicuro G.S. era partito per la Repubblica Dominicana, dove aveva una compagna e una figlia di 24 anni. Non erano affari, semmai affetti.

La prima preoccupazione della famiglia italiana è quella di capire cosa è successo di preciso e cercare di far ritornare in Italia il corpo, un’operazione questa per niente semplice e immediata. Non è ancora il momento di mettersi a discutere di questioni ereditarie, anche perché bisognerà prima fare qualche indispensabile indagine.

L’avvocato Secco si è già rivolta all’ambasciata dominicana a Roma, dalla quale ha ottenuto una lista di colleghi di quelle latitudini, ai quali delegare gli accertamenti e tutte le formalità burocratiche, che non si possono sbrigare da remoto. Da parte sua, in mancanza di un certificato di morte che non si sa se arriverà mai, presenterà una denuncia di scomparsa.

Non ha la prova che G.S. sia deceduto, certo l’uomo non risponde al telefono, tenendo conto del fuso orario, e non si sa con precisione dove possa essere il corpo.

L’unica certezza riguarda il fatto che il conto in banca sta scendendo. È quello in cui gli viene accreditata la pensione e ci sono senz’altro stati dei prelevamenti attraverso la carta bancomat. È intestata soltanto a lui e la famiglia originale non ha alcun potere di bloccare le operazioni, a meno che la banca di riferimento non abbia un documento che certifichi la morte del correntista e lo blocchi, prima di estinguerlo. I tempi non si prospettano brevissimi, compresa la burocrazia dei Caraibi.

Pubblicato su Corriere delle Alpi