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«Era il solito Paolo pieno di vita Di sicuro non si è suicidato»

/ torcello

«Paolo stava bene, lo avevo visto in forma e pieno di entusiasmo come al solito. Di sicuro non si è suicidato e non penso ad un malore. Chissà cosa è successo», la pittrice di origini ungheresi Liselotte Hohs, è l’ultima persona amica che ha visto Paolo Andrich vivo. Hanno trascorso insieme la giornata di mercoledì nella casa dell’artista ungherese, alle Zattere.

«Era venuto da me per aiutarmi a compilare la richiesta da presentare alla Sovrintendenza per dichiarare che anche la mia casa è uno studio “Casa d’artista” e quindi vincolarla. Poi c’era l’idea che fosse lui a curare la mia biografia – continua Liselotte –. Avevamo lavorato alcune ore al mattino per visionare documenti vari, poi eravamo andati a pranzo al ristorante “Ai artisti” e quindi siamo rientrati in casa. Lui era sempre il solito Paolo pieno di idee e voglia di fare. Quando siamo rientrati gli ho pure scattato alcune foto di profilo. Stava proprio bene. Era contento perché lunedì si era concluso l’iter per ottenere il vincolo di “Casa d’artista” sulla sua abitazione di Torcello che rimane un luogo veramente particolare. Ci siamo lasciati con l’impegno che sarebbe ripassato per terminare la richiesta che dovevo presentare alla Sovrintendenza. A piedi si è diretto alle Fondamente Nuove dove prendeva il vaporetto per rientrare a Torcello – ricorda l’amica Liselotte –. Non riesco a capacitarmi di quanto è successo. Io non credo a un malore, chissà cosa è successo».

In attesa dell’esito dell’autopsia affidata dal pm Giorgio Gava alla dottoressa Cristina Mazzarollo, i carabinieri hanno terminato gli accertamenti nella casa-museo di Torcello dove Andrich viveva. Non sono stati riscontrati elementi per dire che Andrich si sia ucciso. Quindi le uniche piste che rimangono in piedi sono un malore che lo ha fatto cadere in acqua oppure una caduta accidentale. Di certo questo è successo a Torcello, dove Paolo era arrivato dopo aver trascorso la giornata con l’amica Liselotte. Nessuno ha visto o sentito qualche cosa che possa aiutare i carabinieri nel ricostruire l’accaduto.

Paolo Andrich, 57 anni, diplomatosi al Follador e poi laureato a Venezia, che gestiva la casa museo Andrich, sull’isola di Torcello, è stato ripescato morto giovedì davanti all’imbarcadero dei vaporetti a Burano. Era morto dalla notte precedente. Almeno stando ad una prima ispezione. Ad accorgersi del suo corpo un pescatore di passaggio. Paolo diceva di vivere “nel più bel posto al mondo”. Viveva a Torcello, nella casa che ha trasformato in museo e che fino al 2003 fu dello zio Lucio e della moglie Clementina De Luca.—

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Pubblicato su Corriere delle Alpi