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Giorgio raggiunto dalla notizia mentre diceva addio a Dante

montebelluna

Claudio D’Agaro stava andando con la sua famiglia a Frassenetto di Forni Avoltri per la tumulazione delle ceneri del fratello Dante quando c’è stato il terribile schianto in cui ha perso la vita.

Aveva 63 anni ed era un architetto parecchio conosciuto a Montebelluna.

Ieri era il giorno in cui si tumulavano le ceneri di Dante D’Agaro, il fratello, che era postino, volontario della protezione civile, alpino, membro di altre associazioni, scomparso agli inizi di marzo di malattia all’età di 64 anni.

Verso Frassenetto, frazione di Forni Avoltri, erano partiti Claudio D’Agaro con la compagna Elena e le due figlie Eva ed Eloisa, il fratello più giovane Giorgio con la moglie, un gruppo di alpini di Montebelluna e Biadene per presenziare alla cerimonia di tumulazione delle ceneri: anche Claudio, come Dante, era socio dell’Ana.

I familiari e gli amici di Dante D’Angaro erano con mezzi diversi. Tutti gli altri sono arrivati a Frassenetto dove alle 17 era prevista la tumulazione delle ceneri di Dante D’Agaro.

Claudio, invece, non è stato visto arrivare. Poi sono cominciate ad arrivare le prime notizie del terribile incidente di Santo Stefano di Cadore, sono cominciate a filtrare le prime indicazioni del nome, poi è arrivata la certezza: Claudio D’Agaro era deceduto nel frontale con l’autobotte e la compagna e le due figlie erano ferite in ospedale.

Una cappa di piombo si è a quel punto abbattuta sul gruppo partito da Montebelluna per la tumulazioni delle ceneri di Dante D’Agaro e al ricordo del postino-alpino morto si è aggiunto il dolore per questa seconda tragedia che si è abbattuta sulla famiglia D’Agaro.

Gli alpini che erano a Frassenetto di Forni Avoltri si sono stretti attorno a Giorgio, che mentre assisteva alla tumulazione delle ceneri di un fratello è stato raggiunto dalla notizia che anche l’altro suo fratello era morto, poco prima, proprio lungo la strada che lo portava proprio a Frassenetto di Forni Avoltri.

«Lo abbiamo appena saputo», dice Amedeo Menegon, ex capogruppo delle penne nere di Montebelluna, anche lui salito dalla provincia di Treviso a Frassenetto di Forni Avoltri con gli altri per la tumulazione delle ceneri. «Siamo tutti sconvolti», dice, «con noi ci sono il fratello e la cognata, lo hanno appena saputo anche loro, sono distrutti da questa tragedia». —

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Pubblicato su Corriere delle Alpi