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Trasferita a Treviso la figlia di D’Agaro ferita nello schianto contro l’autobotte

La moglie della vittima ricoverata in Rianimazione a Belluno Cordoglio per il 63enne morto andando al funerale del fratello

SANTO STEFANO

Una tragedia che ha lasciato un segno profondo in Comelico ma anche a Montebelluna e a Castello di Godego quella del tragico scontro di venerdì tra un furgoncino e una autocisterna che ha visto la morte di Claudio D’Agaro, architetto trevigiano 63enne, e il ferimento della compagna Elena Ripoli e delle figlie Eloisa ed Elena.

Probabilmente, non appena in Procura a Belluno arriverà la relazione dei carabinieri, il magistrato aprirà un fascicolo per omicidio stradale per consentire tutti gli accertamenti necessari a chiarire fino in fondo la dinamica del tremendo scontro tra il Caddy su cui viaggiavano i D’Agaro e l’autobotte senza carico a bordo.

Ha commosso tutti la circostanza di quel viaggio, che ha aggiunto dolore a dolore.

Claudio D’Agaro si stava recando infatti a Frassenetto di Forni Avoltri per la tumulazione delle ceneri del fratello Dante, deceduto di malattia agli inizi di marzo.

In cimitero c’erano già Giorgio D’Agaro, l’altro fratello, con la moglie, c’erano gli alpini di Montebelluna e Biadene: attendevano che arrivassero anche Claudio e la sua famiglia, ma tardavano e hanno proceduto alla cerimonia. Solo dopo sono giunte a Frassenetto di Forni Avoltri le prime notizie sul terribile schianto avvenuto poco prima.

E mentre si piange la morte di Claudio D’Agaro, si è in apprensione per le condizioni della compagna e delle figlie. Elena Ripoli, la compagna 60enne, è stata ricoverata in rianimazione all’ospedale di Belluno. Un ricovero in Rianimazione in via precauzionale ma la donna, che appartiene ad una notissima famiglia di Castello di Godego, i Ripoli, non corre pericolo di vita.

La figlia Eloisa, 20 anni, inizialmente ricoverata in prognosi riservata a Belluno, è stata invece trasferita all’ospedale di Treviso ancora nella serata di venerdì. Neppure lei è comunque in pericolo di vita. Ferita lievemente invece l’altra figlia, Eva, 22 anni.

A Castello di Godego si è in ansia per le condizioni di mamma Elena e delle figlie e i Ripoli sono chiusi nel loro dolore, tanto che Domenico Ripoli, il fratello di Elena, si limita ad un «mi dispiace» quando gli si chiede qualche notizia.

A Montebelluna tutta la città è scossa, tutti hanno nel loro ricordo Dante, il fratello che faceva il postino, il volontario, l’alpino. La notizia che Claudio D’Agaro è morto mentre andava alla tumulazione delle ceneri di Dante ha lasciato tutti costernati.

«Il destino è imprevedibile», commenta il sindaco Elzo Severin, «mi dispiace tantissimo per quanto avvenuto, avevo incontrato una sola volta Claudio D’Agaro, in occasione del funerale di un alpino, poi non lo avevo più visto, aveva il suo studio di architetto a Mercato Vecchio e so che operava in una nicchia di altissimo livello, quella del restauro di ville storiche. Purtroppo le strade sono sempre più pericolose e siamo tutti legati ad un filo».

Era anche iscritto agli alpini Claudio D’Agaro, al gruppo di Montebelluna, come il fratello Dante. «È una notizia così dura che ci lascia senza parole», è il commento del capogruppo degli alpini di Montebelluna, Dario Scattolin, «speriamo che almeno le figlie e la moglie possano recuperare al più presto dai traumi dell’incidente, da quelli della disgrazia ci vorrà tanto. Ciao alpino Claudio, salutaci Dante, sarete sempre nei nostri cuori». —

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Pubblicato su Corriere delle Alpi