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Schianto mortale allo stop: pizzaiolo rischia due anni

L’uomo è accusato di omicidio e lesioni stradali ma c’è il concorso di colpa Nell’incidente in circonvallazione aveva perso la vita un giovane cameriere

BORGO VALBELLUNA

Un morto e tre feriti. Nello schianto del 26 settembre di tre anni fa, sulla circonvallazione tra Trichiana e Mel, perse la vita il 20enne cameriere Carmine Manzo. Il conducente dell’altra macchina, Salvatore Dell’Amura, rischia una condanna a due anni di reclusione in abbreviato per omicidio e lesioni stradali e un anticipo sul risarcimento danni di 100 mila euro.

La richiesta del pm D’Orlando non poteva andare oltre, perché è stato riconosciuto il concorso di colpa della vittima, che non aveva rispettato lo stop e non indossava le cinture di sicurezza.

Circostanze queste, che sono state sottolineate dall’avvocato Chiara Tartari, il difensore del 31enne pizzaiolo di Trichiana. Il giudice Marson ha rinviato per eventuali repliche e sentenza al 17 dicembre. In caso di condanna, sarà applicata la sospensione condizionale della pena. L’incidente era avvenuto in orario notturno, all’altezza di un incrocio. Secondo la ricostruzione degli investigatori, Manzo viaggiava sulla sua Punto blu e non ha rispettato la precedenza, entrando sulla strada provinciale 635 proprio mentre stava arrivando Dell’Amura sulla sua Mini Cooper. L’impatto è stato inevitabile: nell’urto, Manzo è stato catapultato all’esterno dell’utilitaria e ha battuto la testa contro qualcosa, perdendo la vita.

La Mini con Dell’Amura, il 28enne cubano Davis Suarez e la 27enne bellunese A.T., invece, era finita sulla scarpata opposta. Carmine Manzo era nato a Treviso e aveva abitato ad Alano di Piave, prima di spostarsi a Lentiai, paese dal quale raggiungeva il posto di lavoro, alla pizzeria Charlie di Villa di Villa, il locale gestito dallo zio Giuseppe. Dell’Amura era stato soccorso dall’ambulanza del 118, trasportato all’ospedale San Martino e ricoverato nel reparto di Rianimazione, non in pericolo di vita, ma con un pesante politrauma. All’epoca, lavorava come pizzaiolo alla Tea di Trichiana.

Suarez era stato ricoverato in prognosi riservata nella Terapia intensiva del San Martino, dove aveva dovuto subire un intervento d'urgenza. A. T. era stata invece trasportata all'ospedale di Feltre in prognosi riservata, ma a sua volta non in pericolo di vita. Aveva riportato traumi toracico-addominali con contusione degli organi interni e fratture. Chiuso il procedimento penale, ci sarà quello civile per la quantificazione del risarcimento danni. Nel frattempo, l’avvocato Giuseppe Fantauzzi e un collega di Torre Annunciata hanno chiesto una provvisionale di 100 mila euro. —

Pubblicato su Corriere delle Alpi