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È morto Fabio Demegni appassionato di sport: «È stato un vero atleta»

Nonostante fosse malato da tempo aveva partecipato e vinto la Vascalonga

BELLUNO

Amore per lo sport e per il suo elemento naturale: l’acqua. Fabio Demegni se n’è andato a testa alta, continuando a fare quello che più lo appassionava, alla faccia di un male che atterrisce e non lascia scampo.

«Fabio ha avuto un comportamento esemplare e da vero atleta di fronte alla malattia, combattendola fino all’ultimo», ricorda il medico e amico Gianluca Rossi, che ha seguito fino all’ultimo Demegni, «nonostante il tumore inguaribile ai polmoni che lo aveva colpito, Fabio continuava ad andare in piscina. Lo ha fatto per anni dopo aver scoperto la propria malattia e nell’ultimo periodo, proprio per le difficoltà respiratorie che lo opprimevano, aveva cominciato a nuotare prevalentemente a dorso. Senza per questo fare meno di un chilometro a nuoto ogni volta».

Nel 2018 Demegni, nonostante il parere contrario dei medici, aveva partecipato e vinto la Vascalonga over 60, competizione non certo alla portata di tutti, specialmente in quelle particolari condizioni di salute: «L’augurio e l’invito che lancio, quando questo trofeo riprenderà, è che la coppa di categoria venga intitolata a lui», continua Rossi, «perché la sua tenacia resti nella memoria».

La piscina, però, non era l’unico amore di Demegni, conosciuto anche nell’ambiente della pallavolo e per la sua grande passione per il Milan; ma è per inseguire il suo elemento che andava spesso ad esplorare i mari tropicali: «Due anni fa abbiamo fatto assieme l’ultimo viaggio in Mar Rosso», continua Rossi, «mi ricordo che nuotava almeno due ore la mattina e due il pomeriggio, proprio perché in acqua si sentiva bene e nel suo mondo». Intervistato all’indomani dell’incredibile vittoria alla Vascalonga, di Fabio restano il sorriso, la tranquillità e la voglia di godersi la vita nonostante tutto e come lo sport rappresentasse per lui una linfa irrinunciabile che gli permetteva di affrontare al meglio la malattia.

Il funerale del 64enne avrà luogo domani in Duomo alle 14.30, da dove, per volontà dello stesso, si proseguirà per la cremazione. La famiglia ha voluto porgere un ringraziamento al personale delle cure palliative, a quello della struttura “Casa tua due”, oltre che ai dottori Giuseppe Fornasier e Giuseppe Zanne. —

 

Pubblicato su Corriere delle Alpi