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Nulla osta ai funerali di Rab Ia Lammari: «Ragazzo prudente»

PONTE NELLE ALPI

La salma di Rab Ia Lammari è a disposizione della famiglia. La Procura della Repubblica di Pordenone ha dato il nulla osta ai funerali del 28enne motociclista di Ponte nelle Alpi, che ha perso la vita sabato, in un incidente stradale a Barcis, lungo la regionale 251. È bastata l’ispezione cadaverica esterna e non è servita l’autopsia, dopo lo schianto prima contro un guard rail e poi una macchina, che proveniva dal senso opposto. Il padre a Balhaj e la madre Fatma stanno decidendo dove a allestire la cerimonia funebre con rito islamico e non è escluso che Rab Ia riposi a Udine.

Qui era stato ricoverato dopo lo schianto, nell’ospedale Santa Maria Misericordia. Era arrivato in codice rosso e purtroppo le speranze di poterlo salvare non erano molte per le gravi ferite riportate soprattutto alle braccia. Nonostante tutti i tentativi dei medici friulani, Lammari è deceduto. Gli amici di fede musulmana l’hanno salutato pubblicamente con un epitaffio in arabo: «Se n’è andato il nostro amico Rabih all’ultima dimora. Che Dio gli conceda la sua misericordia e che lo accolga nel suo paradiso. Apparteniamo a Dio e a lui faremo ritorno».

Il 28enne originario di Kenitra lavorava come mecca nico nell’officina dell’autosalone Mitsubishi di Ponte nelle Alpi. Aveva una grande passione per i motori e molti amici bellunesi: «Ho pianto tutta la domenica, non appena ho saputo della sua morte», sospira Michele Quero, «andavamo spesso in giro in moto insieme, ma stavolta io non c’ero, perché avevo altre cose da fare. Gli piaceva molto percorrere quella strada, che da Barcis va verso la diga del Vajont. La conosceva benissimo e quella dello schianto è una curva nota a tutti i centauri. Deve aver sbagliato qualcosa e mi dispiace tantissimo, perché ho perso un grande amico. Leale e generoso, oltre che prudente, quando era in sella alla sua Honda Cbr 650. Purtroppo può capitare di andare fuori strada in maniera autonoma e, quando vai addosso a un guard rail, c’è la possibilità che ti ferisca anche in maniera molto grave». —

GIGI SOSSO

Pubblicato su Corriere delle Alpi