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Addio all’ex primario Domenico Mongillo

Scompare a 85 anni un protagonista della sanità cadorina Guidò il Lions club aprendo l’associazione alle donne

calalzo

Cadore in lutto per la scomparsa dell’ex primario di Medicina dell’ospedale di Pieve Domenico Mongillo, 85 anni, un protagonista della sanità cadorina ma anche una figura di primo piano nell’associazionismo, che ha portato nel volontariato la sua competenza e la sua passione per le tematiche della salute.

Originario del Beneventano, si era laureato a Napoli, specializzandosi poi a Parma e a Roma. «Medico internista, cardiologo e pediatra, per parecchi anni negli ospedali del Cadore come direttore della divisione di Medicina»: così si era presentato lui stesso quando, nel maggio del 2006, era passato ad un altro incarico di rilievo: quello all’istituto Pio XII di Misurina, dove era stato chiamato a coordinare come direttore sanitario la squadra di professionisti impegnata nella diagnosi e cura delle patologie respiratorie dei più piccoli.

Una lunga carriera nella sanità cadorina alla quale aveva affiancato l’impegno sociale.

A salutare con commozione Mongillo è stato infatti ieri l’ex sindaco di Pieve Roberto Granzotto dalla pagina Facebook del Lions club Cadore Dolomiti, associazione in cui hanno condiviso entrambi l’impegno per la collettività.

«È sempre molto difficile dire addio ai soci che sono amici e persone con le quali si condividono principi morali ed etica, percorsi di crescita ed arricchimento personale, opere ed interventi a fin di bene», ha sottolineato Granzotto ricordando l’ex presidente. «Il dottor Domenico Mongillo è sempre stato attivo e presente nel Lions Club Cadore Dolomiti, uno di quei soci che hanno reso il nostro club conosciuto ed apprezzato anche fuori dall’orizzonte delle nostre montagne».

Un impegno di primo piano nell’associazione, sottolinea Granzotto: «È stato il trentesimo presidente del nostro club nell’anno sociale 1998-1999 e durante la sua presidenza ha rivolto grande attenzione alla tematica della medicina e della prevenzione che per tanti anni lo hanno visto stimato professionista e primario ospedaliero. Sotto la sua presidenza, con grande attenzione e lungimiranza, fu modificato lo statuto sociale che per la prima volta aprì il club anche alle donne. Sempre positivo e propositivo ha sempre saputo mantenere un aplomb invidiabile che non era solo di forma, ma anche di sostanza. Ciao Domenico, il tuo esempio è nostro faro ed il tuo ricordo scalda i nostri cuori». —

Pubblicato su Corriere delle Alpi