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Le Pro loco commemorano la figura di Gianni Secco

Dagli anni Settanta era forte il legame con la “Monti del Sole” Anche il sodalizio di Trichiana piange l’amico scomparso

BELLUNO

La scomparsa di Gianni Secco ha toccato profondamente le Pro loco bellunesi e non solo. Cordoglio per la scomparsa di Secco, uomo di cultura, punto di riferimento per le tradizioni della terra bellunese, persona schietta e sincera e fondatore dei Belumat con l’amico Giorgio Fornasier, è stato espresso dall’Unpli Veneto che l’ha ricordato con un commosso messaggio sul social.

A Sospirolo la Pro loco “Monti del Sole” si unisce al cordoglio. Fin dagli anni Settanta l’associazione sospirolese ha collaborato con lui nell’organizzazione della festa dei marangoni (falegnami) a Borgo Pra. Negli anni Ottanta Secco ha preso parte con serate culturali alla festa campestre in Canal del Mis. Molte anche le serate di poesia dialettale e di tradizioni locali costruite col suo apporto negli anni, sempre in collaborazione con il Comune di Sospirolo e l’associazionismo locale. Due anni fa ha reso possibile l’allestimento a Sospirolo della mostra di maschere lignee dell’associazione Arca dei volti. Dal 2014 è stato inoltre presidente della giuria del concorso letterario “Sospirolo tra leggende e misteri”, realizzato con la biblioteca civica, sempre a titolo volontario.

Appena il 5 gennaio scorso è stato ospite al Centro civico con Loris Santomaso in una serata-omaggio al pittore Claudio Nevyjel (la cui mostra, insieme a quadri di Megi Pepeu e Tarcisio Postogna era stata realizzata sempre grazie a lui).

Dall’altro lato del Piave, anche la Pro loco Trichiana ha voluto ricordare la figura di Secco.

«Era il 1971, Gianni Secco e Giorgio Fornasier che sarebbero diventati i Belumat l’anno dopo», è il ricordo pubblicato sulla pagina Facebook dell’associazione, «si esibirono in una serata come ospiti della Pro loco Trichiana forse in occasione della “Festa della mamma”». E fu dopo quel concerto, attorno al tavolo con gli amici e un buon bicchiere – ricordano dalla Pro loco Trichiana – che nacque uno dei brani più belli, “Tango della Valbelluna”. —

F.B.

Pubblicato su Corriere delle Alpi