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E' morto Gianni Secco, cantore della cultura bellunese

Musicologo ed esperto di tradizioni locali, la sua notorietà è stata legata ai Belumat

BELLUNO

E' stato il cantore dell'identità culturale bellunese. L'ha riscoperta, studiata, analizzata, fissata nei libri e nelle canzoni. E' scomparso Gianni Secco, voce storica dei Belumat ma anche attento studioso delle tradizioni e dell'identità bellunese. Le sue ricerche sull'emigrazione veneta in Brasile, per esempio, hanno permesso di riscoprire un patrimonio di detti popolari, filastrocche, di tradizione che altrimenti sarebbero andate perdute. Prezioso anche il suo lavoro di catalogazione e studio dei carnevali di montagna.

Insieme a Giorgio Fornasier per trentacinque anni ha cantato la bellunesità in tutto il mondo: i Belumat sono stati un'icona del secolo scorso, a partire dagli anni '70. Per anni hanno intrattenuti i veneti con la trasmissione "A merenda coi Belumat", in onda su Antenna Tre Nordest, ospitando le più importanti realtà culturali popolari della regione. Insieme hanno ideato e condotto alcune rubriche anche su Telebelluno.

Scrittore, ma anche etnomusicologo e gastronomo, Gianluigi, ma per tutti Gianni, Secco era malato da alcuni anni. Si è spento all'età di 74 anni.

Pubblicato su Corriere delle Alpi