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Morì asfissiata nell’incendio imprudenza e fatalità le cause

Maria Doriguzzi voleva accendere la stufa con una torcia di carta ed è inciampata  La Procura ha chiesto l’archiviazione dell’inchiesta aperta per omicidio colposo

Inciampò e diede fuoco alle tende. Quella domenica d’estate Maria Doriguzzi voleva accendere la stufa in cucina e aveva in mano una specie di torcia fatta con dei fogli di giornale. La mattina del 28 luglio è morta così l’81enne di Candide, secondo la ricostruzione fatta dai vigili del fuoco, che è finita in una consulenza depositata nel fascicolo della Procura della Repubblica. Il pubblico ministero Roberta Gallego ha chiesto l’archiviazione dell’inchiesta, aperta per le ipotesi di reato di omicidio colposo e incendio colposo. Toccherà al giudice per le indagini preliminari l’ultima decisione.

Nel frattempo sono state esclude le altre ipotesi, dall’incendio doloso, al corto circuito, al surriscaldamento della canna fumaria, alla pentola lasciata sul fuoco. Doriguzzi aveva già inserito della carta nella cucina economica e poi ha ripetuto un’operazione che aveva fatto chissà quante altre volte, dando fuoco a delle pagine di giornale. In quel momento, l’anziana era sola nella casa di piazza De Cassan, perché la figlia era appena uscita per fare al spesa e sbrigare delle commissioni e sarebbe rientrata nel giro di qualche minuto. Per una qualche ragione, ha perso l’equilibrio e non è riuscita a rialzarsi in tempo, per evitare che la fiamma viva alla fine della carta coinvolgesse le tende e il tappeto. La stanza è stata, in pochi istanti, invasa dal fuoco e per la donna non ci sono state speranze di salvezza. È deceduta per asfissia. I primi ad arrivare sul posto sono stati i vigili del fuoco del distaccamento di Santo Stefano, che hanno dovuto cominciare a domare le fiamme che uscivano dalle finestre del piano terra e stavano avvolgendo anche l’ingresso dello storico palazzo di Comelico Superiore. Quando l’incendio è stato estinto, con l’aiuto di otto automezzi e ventuno operatori tra permanenti e volontari provenienti anche da Pieve, Belluno, Auronzo e Dosoledo e il fumo più denso si è diradato, i pompieri hanno potuto entrare nell’abitazione: nella cucina, hanno trovato il corpo senza vita di Maria Doriguzzi. Per la donna non c’era più niente da fare: morta nella stanza, in cui trascorreva buona parte della sua giornata.

La figlia ha scoperto la tragedia quando è rientrata e ha visto gli operatori impegnati nello spegnimento delle fiamme e nella bonifica dei luoghi. Operazioni che si sono protratte per circa tre ore. La Procura ha concesso subito il nulla osta alla sepoltura di Maria Doriguzzi, ma è stata aperta un’inchiesta, che ha dato le risposte che servivano. Non ci sono responsabilità da parte di terze persone e le cause dell’incendio sono state da una parte l’imprudenza e dall’altra la fatalità. —

Pubblicato su Corriere delle Alpi