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Muore nell’abitazione di un amico la polizia sequestra delle siringhe



Muore in piena notte a casa di un amico. La polizia sequestra un paio di vecchie siringhe, nell’appartamento di via dei Fossi, mentre non trova la droga che pensava potesse essere nascosta da qualche parte.

Un 53enne, nato in Germania ma residente da diverso tempo in città, ha perso la vita nella tarda serata di giovedì, nell’area delle case popolari del quartiere di Cavarzano. Il medico legale intervenuto ha certificato l’avvenuto decesso per infarto ed è già stata eseguita l’ispezione cadaverica esterna. Tuttavia, già ieri mattina, in Procura, si parlava della necessità di provvedere all’autopsia, in maniera da capire meglio le cause precise della morte.

Secondo una prima ricostruzione della Squadra mobile della Questura, l’uomo aveva passato la serata insieme ad altre due persone, bevendo parecchi alcolici. I tre sono tornati nell’alloggio alla spicciolata e, sul tardi, questo ospite si è messo a tavola a mangiare qualcosa. Improvvisamente si è sentito male e ha cercato ci raggiungere il bagno, ma qui è stramazzato a terra senza vita. I due amici hanno cercato di soccorrerlo come potevano, allo stesso tempo hanno chiamato il numero di emergenza 118.

L’ambulanza è arrivata a sirene spiegate dall’ospedale San Martino, ma tutti i tentativi dei sanitari di rianimarlo si sono rivelati inutili. Il medico legale non ha potuto fare altro che constatare il decesso. Visti i precedenti di polizia di almeno un paio dei presenti, è stata chiamata anche la polizia, che è arrivata sul posto con la volante di turno e ha cominciato una perquisizione, alla fine della quale sono saltate fuori due vecchie siringhe. Non sono state rinvenute, invece, sostanze stupefacenti e sulle braccia dell’uomo deceduto non sono stati notati segni particolari. In un secondo momento, ecco anche gli agenti della Scientifica.

Le indagini sono in mano alla Squadra mobile, su delega della Procura della Repubblica, in particolare del pubblico ministero Marta Tollardo. Almeno per il momento, non risultano esserci né indagati né un’ipotesi di reato. —



Pubblicato su Corriere delle Alpi