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Parenti, amici e colleghi Centinaia di persone ai funerali di Denis Lovatel

Il ricordo di chi lo ha conosciuto «Eri determinato e sempre pronto ad aiutare gli altri» Don Centa: «Due punti fermi nella vita, amicizia e impegno»

CESIOMAGGIORE. Ad un certo punto, durante la funzione, si è messo anche a piovere. Poche gocce in un afoso pomeriggio, ma era come se il cielo volesse unirsi al clima di dispiacere. E d’altronde ieri Pez ha vissuto uno dei suoi giorni più tristi. Difficile, incomprensibile dover dare l’addio così presto a Denis Lovatel, il 42enne residente a Boschi di Pez e dipendente del Gruppo Argenta scomparso tragicamente venerdì, mentre faceva un giro in bici nei sentieri della Valle di Lamen. . Inutile soffermarsi su quante persone siano passate per l’ultimo saluto, tra parenti, amici e colleghi. Ben prima della messa celebrata dal parroco don Claudio Centa, sono state posizionate numerose panchine e pure qualche ombrellone sul sagrato della Chiesa, in modo da accogliere adeguatamente centinaia di persone. Pur in un periodo di festa, perché a Pez sono i giorni della nota Sagra di San Rocco, il divertimento e la spensieratezza han lasciato doverosamente spazio a dolore e commozione. Ed ai ricordi degli amici, ad inizio celebrazione.

«Eri determinato e sempre pronto ad aiutare gli altri. Non c’era posto per i “se” ed i “ma” nella tua vita. Evidentemente dovevi insegnarci qualcosa ed ora forse il tuo obiettivo l’avevi raggiunto. Fai un buon viaggio su quelle montagne che tanto amavi e rispettavi». Le lacrime sgorgano, le emozioni prendono il sopravvento. L’abbraccio di una comunità va a mamma Mariangela, papà Franco e le altre persone care a Denis.

Nell’omelia, don Centa ha posto in risalto due aspetti fondamentali della vita di Lovatel. «Amicizia ed impegno. Sapeva costruire relazioni umane di un certo spessore, ben testimoniate dalla vostra vicinanza in questa giornata. All’apparenza poteva sembrare freddo, poi invece notavi il suo sincero lato umano. In lui poi spiccava questa capacità di parlare nei momenti e nei modi opportuni. D’altronde, non è brillante chi parla tanto, ma chi usa questo dono in maniera corretta. La vita di Denis è stata breve ma intensa ed a quanti gli vogliono bene deve restare la consolazione che un giorno ci si potrà riabbracciare».

All’uscita, in tanti si sono trattenuti per le condoglianze, poi la salma di Denis è proseguita per la cremazione. –

Gianluca Da Poian

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Pubblicato su Corriere delle Alpi