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Domani l’ultimo saluto a Elvi Sandon C’è un medico indagato



L’autopsia ha confermato l’infarto. Questa la causa della morte di Elvi Sandon, come aveva diagnosticato il medico legale la mattina del 30 giugno. C’è un dottore del Pronto soccorso dell’ospedale San Martino, in servizio nella notte tra sabato e domenica, indagato per omicidio colposo, nel frattempo sono stati fissati i funerali del 62enne ex dipendente di una ditta di scavi e movimento terra: domani, alle 15.30, nella chiesa di Piandelmonte. C’è il nulla osta della magistratura.

La famiglia Sandon, in particolare la moglie Francesca, ha presentato un esposto, nel quale chiede che venga fatta chiarezza su quello che è successo. L’hanno firmato i legali di Arealegis, che con l’esame autoptico eseguito dal dottor Cirnelli, hanno avuto una prima conferma di quello che temevano sulle cause dell’arresto cardiaco. Il pensionato residente alle Ronce era cardiopatico e l’Usl 1 lo sapeva fin dal 2006. Senza contare che c’è stato un ricovero nel marzo scorso per un’aritmia cardiaca.

Secondo i legali di parte civile, insomma, il paziente non è stato trattato nella maniera adeguata. Ci sarebbe voluto come minimo un elettrocardiogramma. Meglio ancora sarebbe stato trattenerlo in osservazione, invece di mandarlo a casa, dove morirà un paio di ore dopo la visita. Diversa la lettura della difesa dell’imputato, che ha partecipato all’autopsia con il consulente di parte, dottor Michele Cottin. Secondo la sua ricostruzione, alle 4 di domenica mattina, Sandon si è presentato al Pronto soccorso di viale Europa con un dolore sotto l’ascella e la scapola sinistra. Deve aver detto di essere caduto, questo il motivo per cui, dopo il triage preliminare, il medico non ha provveduto a sottoporlo a esami specifici per il cuore e non l’ha trattenuto per qualche tempo.

Verso le 6 Sandon è deceduto per arresto cardiaco a casa sua. Sul posto, è intervenuta l’ambulanza del 118, ma non c’è stato più niente da fare. Sono arrivati anche i carabinieri della stazione di Ponte nelle Alpi, che hanno avviato indagini, che sono ancora in corso.

Per i Sandon, c’è una colpa medica evidente, mentre per la controparte è stato fatto quello che era richiesto dalle circostanze. Ci vorranno dei mesi per arrivare a una richiesta di rinvio a giudizio o di proscioglimento. Intanto, è in svolgimento anche l’indagine interna avviata dall’azienda sanitaria. —





Pubblicato su Corriere delle Alpi