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Sbanda con la moto e muore nella scarpata

Daniele Pandrin, 37 anni, di Pianiga era con un gruppo di amici sul passo Giau quando è volato per cento metri finendo in un torrente

Colle Santa Lucia. Perde il controllo della moto e vola giù nella scarpata per 100 metri. Incidente mortale ieri pomeriggio, poco prima delle 17 sul passo Giau. La vittima è un motociclista di 37 anni, Daniele Pandrin, residente a Pianiga, in gita con alcuni amici.. Scendendo con un gruppo di amici dal Passo Giau verso Selva di Cadore, sulla provinciale 638, in prossimità di una curva in località “In som le crepe”, Pandrin ha perso il controllo della moto, finendo contro il guardrail. Nell’urto, la motocicletta, una Moto Guzzi, è rimasta sulla carreggiata, mentre il giovane è stato sbalzato al di là, finendo contro una parete di roccia per poi precipitare nella ripida scarpata sottostante dentro il torrente Ru Codalonga. Erano le 16.45, quando un automobilista che aveva assistito all’incidente ha dato l’allarme al 118, che ha inviato l’elicottero del Suem di Pieve di Cadore, allertando il Soccorso alpino della Val Fiorentina e di Cortina.

Sbarcato con un verricello poco sotto la strada, il tecnico di elisoccorso ha iniziato a scendere e a cercare l’uomo, aiutato subito da un soccorritore e dal personale di un’ambulanza sopraggiunta.

Sul posto sono arrivati il soccorso alpino della Guardia di finanza di Cortina, i vigili del fuoco di Belluno e di Agordo con la squadra alpina fluviale e i volontari di Colle Santa Lucia e di Selva di Cadore. Sul luogo dell’incidente anche i carabinieri della Radiomobile di Cortina, mentre stavano sopraggiungendo anche i tecnici forristi del Soccorso alpino.

Le ricerche si sono concentrate sia sul torrente che sulla scarpata boschiva. Ci sono volute circa due ore prima di poter individuare il corpo del giovane che era finito dentro un mulinello sotto la cascata del torrente Codalonga, in questi giorni molto impetuoso per lo scioglimento della neve. Il centauro, quindi, non era per nulla visibile ai soccorritori.

Ad un certo punto, mentre la squadra alpina fluviale dei vigili del fuoco stava perlustrando la zona, il corpo esanime di Pandrin, ancora con il casco allacciato, è risalito per un attimo in superficie. Con grande prontezza i soccorritori lo hanno afferrato per portarlo a riva. Una volta constatato il decesso da parte del medico dell’eliambulanza, la salma del motociclista è stata ricomposta, imbarellata e trasportata a spalla dai soccorritori fino alla strada per essere affidata al carro funebre che lo ha trasportato all’obitorio di Colle Santa Lucia a disposizione dei familiari che sono stati avvisati in serata dalle forze dell’ordine, dopo che loro stessi avevano tentato a lungo di telefonare al figlio. Daniele Pandrin lascia nel dolore i genitori e un fratello che abitano a Caltana di Santa Maria di Sala. Lui, da qualche anno si era spostato a Pianiga in una casa di via Sante Ferronato. —

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Pubblicato su Corriere delle Alpi