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Cade con la bicicletta e sbatte con la testa: muore ciclista

Tragedia sotto le Tre Cime di Lavaredo: 59enne perde la vita durante un’escursione

auronzo

Una gita in bicicletta sotto le Tre Cime si è trasformata in tragedia per una comitiva di turisti stranieri: un ciclista di 59 anni è morto dopo essere caduto a terra sbattendo la testa. Inutili i soccorsi da parte dell’elicottero: ai medici non è rimasto altro da fare che constatare il decesso dell’uomo.



Roman Kubin, proveniente dalla Repubblica Ceca, si trovava sulle Dolomiti insieme ad una comitiva. Il gruppo aveva appena terminato un giro sull’anello delle Tre Cime e stava scendendo lungo la strada carrozzabile quando il 59enne ha perso il controllo della bicicletta, un modello a pedalata assistita, ed è caduto rovinosamente a terra. Non è chiaro cosa abbia causato lo schianto avvenuto lungo la strada che porta verso le Tre Cime, nel tratto a pagamento: in questo periodo la zona è percorsa da moltissimi turisti che, in auto o bicicletta, scelgono come meta uno dei simboli delle Dolomiti. Questa volta, però, la gita si è trasformata in tragedia.



Nella caduta l’uomo ha battuto violentemente la testa e l’urto si è rivelato purtroppo fatale. Sul posto si è immediatamente portata l’eliambulanza ma i soccorritori arrivati a bordo di Falco non hanno potuto far altro che constatare il decesso dell’uomo a causa del grave trauma cranico riportato. Presente anche il Cnsas che ha supportato il medico nelle operazioni di soccorso. Gli agenti del Sagf di Auronzo, intervenuti in supporto alle operazioni e per i rilievi, ottenuto il nulla osta dalla magistratura per la rimozione hanno affidato la salma al carro funebre. Sul posto anche i carabinieri. Secondo una prima ricostruzione il ciclista indossava il casco ma questo non è bastato a salvargli la vita.



«L’attrezzatura è fondamentale quando si affronta la montagna» spiega Alex Barattin, delegato del Soccorso alpino bellunese, «e bisogna dotarsi di mezzi e protezioni adeguate. L’attrezzatura non deve essere solo nuova ma bisogna fare anche un’adeguata manutenzione». —



Pubblicato su Corriere delle Alpi