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Sergiu e Marian, due vite appese a un filo

Gravissime le condizioni degli operai con ustioni su tutto il corpo. Un morto sul lavoro a La Spezia

PADOVA. Due vite appese a un esile filo di speranza: Sergiu Todita, 39 anni, moldavo che abita all’Arcella con moglie e figlia, e Marian Bratu, romeno, 43 anni, che con la compagna vive a Cadoneghe, sono di due operai delle Acciaierie Venete che da domenica mattina stanno combattendo tra la vita e la morte. Entrambi nel terribile infortunio hanno riportato ustioni gravissime e profonde su tutto il corpo. Meno drammatica la situazione di David Frederic Di Natale, italo-francese di 39 anni, dipendente di una ditta d'appalto, ricoverato in Rianimazione al Borgo Trento a Verona, con ustioni al 16 per cento del corpo: non è in pericolo di vita.

Todita è stato trasferito all’ospedale Bufalini di Cesena, Bratu è in Azienda ospedaliera a Padova, tutti e due ricoverati in Terapia intensiva e seguiti dai rispettivi reparti Grandi ustionati. Non sono coscienti e vengono ventilati. Le prime 24-48 ore sono importanti per capire la reazione dell’organismo alle ustioni e ai traumi anche interni che ne derivano. All’unisono il bollettino medico emesso ieri dai due ospedali: situazione gravissima, pericolo di vita e prognosi riservata. I medici temono per le vite dei due pazienti, perché le ustioni riportate dai due colleghi sono molto gravi. Al capezzale di Todita e Bratu ci sono le rispettive famiglie per le quai ogni minuto sembra interminabile.

I due colleghi erano i più vicini alla vasca di acciaio fuso che è caduta e sono stati investiti dalla devastante ondata di calore. Un muro incandescente che si è abbattuto su di loro. Non hanno avuto il tempo di reagire anche se forse sono riusciti a capire quello che stava succedendo: una frazione di secondo per vedere quell’enorme calderone barcollare e piombare giù. Le conseguenze erano immaginabili, terrificanti. E così sono state. Oltre all’ondata di calore i due operai son stati colpiti anche da alcuni schizzi di acciaio fuso: il metallo era a una temperatura di almeno 1.350 gradi. Il contato del metallo con le tute, poi, ha provocato anche delle fiamme.

E un altro incidente mortale sul lavoro ha fatto ieri una vittima nei cantieri navali a La Spezia: un operaio croato di 56 anni, residente in provincia di Treviso, schiacciato da una lastra di cemento.

Pubblicato su Corriere delle Alpi