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De Menech: «Mi diceva di consumare le scarpe»

L’ultimo saluto nel salone  della struttura di via Roma  nel rispetto delle norme di contenimento del Covid-19 Riposerà a Col di Cugnan

PONTE NELLE ALPI

Consumare le scarpe. Stare in mezzo alla gente e ascoltare i suoi bisogni, in maniera da soddisfarli, per quanto possibile. Dal pontalpino Giovanni Bortot al paesano Roger De Menech ne sono passati tanti di anni. Ieri mattina il parlamentare del Pd è arrivato al municipio di Cadola, per rendere un doveroso omaggio al vecchio maestro del Pci. De Menech e il sindaco Paolo Vendramini hanno ricevuto la moglie Beppina e la figlia Tiziana, concordando le modalità di una cerimonia laica: martedì, dalle 15 alle 18, sarà allestita una camera ardente nel salone della Casa Rossa, in via Roma. Tutti gli amici e i paesani che lo desiderano potranno salutare Bortot, sempre nel pieno rispetto delle norme per il contenimento del Covid-19. La salma sarà cremata e le ceneri riposeranno nel cimitero di Col di Cugnan.

De Menech ha raccolto la sua eredità politica e il confronto tra i due è sempre stato frequente e costruttivo: «Tutta la comunità provinciale, in particolare il Comune di Ponte nelle Alpi perde una figura di sicuro riferimento. Giovanni Bortot è stato per tutti noi una guida e speriamo di poter seguire le sue orme. A me personalmente ha insegnato il valore più alto della politica, che è quello di stare il più possibile in mezzo alla gente. In dialetto mi diceva sempre “te ha da consumar le scarpe”, devi consumare le scarpe. Fin da quando facevo il sindaco, figurarsi adesso che sono anch’io alla Camera dei Deputati. Bisogna stare tra la gente, per capire i problemi e tentare di risolverli con grande umiltà, allo stesso tempo con grande determinazione. Questo era Giovanni Bortot».

Bortot lascia un vuoto molto difficile da colmare e non solo dal punto di vista politico: «Ci mancherà e molto, ma dovremo impegnarci nel mettere in pratica tutto quello che ci ha insegnato nel corso di tanti anni. Soprattutto nella difesa dei beni comuni del nostro territorio e di tutte le risorse che sono a nostra disposizione e dobbiamo valorizzare». —

G.S.

Pubblicato su Corriere delle Alpi