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Il Rugby Alpago piange Aldo Aceto, bandiera della palla ovale veneta

L’allenatore gialloverde (dal 2011 al 2013) è morto ieri dopo una lunga malattia. È sempre stato vicino alla società ed era presente ai funerali di Lisa Collazuol

ALPAGO

Il rugby veneto e in particolare quello alpagoto è in lutto per la morte di Aldo Aceto. Una delle bandiere della palla ovale regionale, ex allenatore dei gialloverdi, è venuto a mancare dopo una lunga malattia.

Aceto era stato tecnico a Puos dal 2011 al 2013, poi aveva allenato anche il Conegliano. Dal 2015 aveva iniziato a collaborare con il Comitato Regionale Veneto e attualmente era uno dei tecnici della rappresentativa regionale femminile, le cosiddette “doghesse”.

Aceto, proprio quest’anno, era stato molto vicino alla società ed alla famiglia di Lisa Collazuol, la ragazza scomparsa a fine gennaio ed ex giocatrice alpagota e della rappresentativa regionale. In occasione dei funerali, Aceto consegnò al dirigente Graziano Tollot la maglietta che Lisa indossava nella rappresentativa e poi lo stesso dirigente la consegnò alla madre della ragazza.

Aldo Aceto, infatti, era anche molto amico del padre di Lisa, Enrico Collazuol, allenatore delle squadre femminili dell’Alpago.  Abruzzese di nascita, veneto d’adozione, da giocatore aveva vestito le casacche di Titanus Rugby Vicenza, Monselice, Cus Padova e Mirano.

Il direttore sportivo Giovanni Calvi ha un ricordo assolutamente positivo.

«Si è sempre contraddistinto per il suo carattere e la sua positività. Il venerdì sera, dopo gli allenamenti, ci si incontrava al club con la sua famiglia al completo e quindi lo abbiamo conosciuto con la sua compagna. Nei ragazzi della prima squadra di cui è stato allenatore ha lasciato un buonissimo ricordo. Ha allenato la nostra prima squadra in un periodo difficile, lavoravamo su numeri ristretti, però lui sapeva trasmettere “la voglia di provarci fino in fondo”. Era sempre ottimista e all’epoca aveva dato spazio anche ad alcuni giovani».

Calvi racconta poi il periodo dell’inizio della malattia.

«Ha interrotto all’inizio del secondo anno con noi l’attività principale di allenatore, passando la gestione della prima squadra ad un suo collaboratore, dopo che si era ammalato ed aveva avuto la necessità di curarsi. Malgrado ciò, è sempre stato presente le domeniche e poi ogni tanto si faceva vedere. L’anno successivo non ha continuato con noi la sua esperienza, però negli anni è sempre venuto a trovarci, in occasioni del raggruppamento con i bambini e negli ultimi anni, seguendo il rugby femminile, è venuto spesso ad allenare le nostre ragazze».

Calvi conclude dicendo: «La cosa che colpiva di più di lui è che, nonostante le varie vicende della vita, aveva sempre un sorriso e la capacità di sollevare gli animi delle persone. Mi ricordo questo di lui, oltre all’aspetto tecnico».

Purtroppo il destino si è accanito contro la famiglia Aceto. Infatti nel 2017 il tecnico ha perso la maglie che era medico presso il reparto di Nefrologia dell’ospedale di Conegliano.

Il funerale è fissato per lunedì alle 18, sul campo del CUS Padova. Lascia il figlio Daniele di 10 anni. —

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Pubblicato su Corriere delle Alpi