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Endri Zaimi riposerà a Farra d’Alpago, la magistratura ha chiuso le indagini

Lunedì una cerimonia laica, aperta a tutti. Il sindaco Soccal: «Disgrazia pesantissima per una famiglia molto stimata»

FARRA. Endri riposerà nel cimitero di Farra. Il 25enne operaio di origine albanese, morto giovedì mattina nello schianto frontale con un camion sulla statale 51 di Alemagna, rimarrà nel paese dell’Alpago, che aveva adottato lui e la sua famiglia, quando aveva appena tre anni. Ieri mattina il sostituto procuratore Katjuscia D’Orlando ha concesso il nulla osta alla sepoltura, dopo che sul corpo di Endri Zaimi era stata eseguita l’ispezione cadaverica esterna.

L’uomo è deceduto sul colpo per i gravissimi traumi riportati nell’incidente di La Secca e, dai rilievi effettuati dalla Polizia stradale di Belluno e Sedico, non sono emersi profili di colpa a carico di Moreno Da Pra, il conducente del camion della Geobau, che trasportava sacchi di cemento.

Il fascicolo aperto, come atto dovuto, per l’ipotesi di reato di omicidio stradale non ha iscritti nel registro degli indagati ed è stato archiviato. La Volvo station wagon del giovane dipendente della Luxottica di Agordo rimane, per il momento, sotto sequestro, in attesa di ulteriori accertamenti necessari. La famiglia Zaimi è di fede musulmana e lunedì, alle 15.30, ci sarà l’ultimo saluto di parenti, amici e paesani con una cerimonia laica, aperta a tutti. La salma passerà lungo le strade di Farra, per fermarsi nella piazza davanti alla chiesa dei santi Filippo e Giacomo, prima di essere tumulata.

Ci sarà anche il sindaco Umberto Soccal che, sempre nella giornata di ieri, è andato a far visita alla famiglia: «Gli Zaimi sono molto conosciuti e stimati nella nostra comunità. Endri aveva pochi anni, quando la famiglia si è trasferita in Italia. Ha frequentato tutte le scuole da noi e qui si è sposato con Sabina ed è diventato padre di due maschietti. Era un grande lavoratore e, nel corso di questa settimana, stava facendo il turno di notte in azienda. Forse è stato un colpo di sonno a causare l’impatto, di sicuro è una disgrazia pesantissima».

La moglie, in questo momento, non ha un posto di lavoro e i bambini sono piccolissimi: «Lei ha partorito solo l’anno scorso e il figlio più grande va all’asilo. Non possiamo nasconderci il fatto che la situazione sia molto delicata, non solo per il grandissimo dolore, ma anche dal punto di vista economico. Il padre di lui dovrà cercare di occuparsi di tutti e poi c’è il fratello Donald, con il quale Endri si sentiva tutte le mattine al telefono. Erano davvero molto uniti. Noi non possiamo che essere il più possibile vicini a questo nucleo familiare, che era pienamente integrata nel tessuto sociale dell’Alpago. Tutti gli hanno sempre voluto un gran bene».

Nell’incidente avvenuto alle 7.10, all’altezza del bivio con la strada provinciale 422 (località Secca Vecia), il 55enne autista del camion ha riportato contusioni leggere. Portato all’ospedale San Martino di Belluno, è stato dimesso nel tardo pomeriggio in buone condizioni fisiche: «Conosciamo molto bene anche lui», sottolinea Soccal, «è una persona molto impegnata in paese, ad esempio all’interno della nostra Protezione civile. Non avrà delle responsabilità, però è chiaro che, quando ti succede una cosa così grave, in qualche maniera ne risenti e il peso non ti abbandona per un po’ di tempo. Siamo accanto anche a lui. Devo dire che questo è un periodo molto difficile per la comunità dell’Alpago. Prima è deceduta la giovane rugbysta Lisa Collazuol, sulla cui morte aspettiamo che la magistratura faccia tutta la chiarezza necessaria e adesso Endri Zaimi, un altro giovanissimo, che ci ha lasciati». —

 

Pubblicato su Corriere delle Alpi