Chiese in Provincia di Trento - città di Tesero: Chiesa di Sant'Eliseo

Chiesa di Sant'Eliseo
S. Eliseo

TRENTO / TESERO
via Noval, 1 - Tesero (TN)
Culto: Cattolico
Diocesi: Trento
Tipologia: chiesa
Costruita con orientamento a est e affaccio sulla scoscesa piazza della Chiesa, la parrocchiale di Sant'Eliseo a Tesero sorprende per la mole imponente delle sue strutture, che denunciano la successione di varie fasi costruttive. La facciata monocuspidale, caratterizzata unicamente dalle aperture del portale carenato e dell'oculo centrale, risale all'epoca della ricostruzione dell'edificio in forme gotiche (1450-1458), che cancellò la fabbrica romanica consacrata nel 1135. Sulla sinistra è... Leggi tutto
Fonte: BeWeB - Beni Ecclesiastici in Web

Dettagli

Costruita con orientamento a est e affaccio sulla scoscesa piazza della Chiesa, la parrocchiale di Sant'Eliseo a Tesero sorprende per la mole imponente delle sue strutture, che denunciano la successione di varie fasi costruttive. La facciata monocuspidale, caratterizzata unicamente dalle aperture del portale carenato e dell'oculo centrale, risale all'epoca della ricostruzione dell'edificio in forme gotiche (1450-1458), che cancellò la fabbrica romanica consacrata nel 1135. Sulla sinistra è presente la torre campanaria, eretta nel 1499, la cui cella a bifore archiacute e trifore centinate fu sopraelevata tra il 1804 e il 1806 su progetto di Antonio Longo, con la realizzazione di una seconda cella neoclassica a quattro monofore strette tra lesene e cimate da frontoni triangolari, del tamburo con quadranti di orologio e della lanterna quadrangolare. Le fiancate laterali si presentano scandite da contrafforti (tre sul lato sinistro e uno su quello destro) e recano ciascuna tre finestre aperte in corrispondenza della prima, seconda e quarta campata. Un portale secondario si dispone sul lato sud; lungo la fiancata nord sale una scala coperta che conduce alla cantoria (1882). Ulteriori due accessi si collocano sui lati ovest dei bracci del transetto, la cui costruzione, progettata dal roveretano Giovanni Tiella nel 1925, determinò la demolizione del presbiterio barocco costruito nel 1694-1695 su progetto del pittore locale Giuseppe Alberti. A est emerge il corpo del presbiterio con abside poligonale, al quale si affiancano le due absidi semicircolari del transetto. L'interno conserva l'impianto quattrocentesco a tre navate di quattro campate, sormontate da una volta reticolata, le cui nervature convergono lateralmente su peducci antropomorfi e al centro su tre coppie di colonne lapidee. Quattro pilastri delimitano lo spazio della crociera del transetto, nei cui bracci si aprono quattro cappelle simmetriche, di cui quelle rivolte a est absidate e le altre a pianta rettangolare. Il presbiterio è rialzato su due gradini.

Pianta

Pianta a croce latina triabsidata.

Facciata

Facciata monocuspidale, asimmetrica a causa della presenza del campanile sul lato sinistro, delimitata a destra da cantonali in pietra a vista in corsi alternati. Sistema di forature determinato dalle aperture sovrapposte del portale ad arco carenato e dell'oculo circolare strombato.

Prospetti

Le fiancate laterali, scandite da contrafforti in pietra a vista (uno sul lato destro e tre su quello sinistro), presentano ciascuna una monofora a profilo sagomato disposta in corrispondenza della prima campata (quella sul lato sinistro è stata trasformata in un portale) e due monofore archiacute aperte in corrispondenza della seconda e quarta campata. Un portale secondario a profilo archiacuto si dispone sul lato destro, all'altezza della terza campata. Lungo il fianco sinistro è presente inoltre una ripida scala in pietra di venti gradini coperta da una tettoia lignea, che sale parallelamente al muro e conduce alla cantoria. I bracci del transetto, simmetrici, sono dotati a ovest di portali triliti sormontati da monofore centinate; sul lato est, caratterizzato dall'emergere delle strutture delle due absidi minori, si dispongono due polifore centinate, mentre a nord e a sud emergono i corpi rispettivamente della sacrestia e di un ambiente adibito a deposito. Il corpo del presbiterio/abside è definito da cantonali in pietra a vista disposti in corsi alternati e reca finestre quadrangolari sormontate da altre lunettate aperte sui lati nord e sud. Lunette cieche sormontate da croci si dispongono sui tre lati dell'abside.

Campanile

Torre campanaria a pianta quadrangolare, anteposta alla facciata sul lato sinitro e ad essa addossata. Fusto intonacato, rifinito da cantonali in pietra a vista diposti in corsi alternati, segnato da feritoie affacciate a sud; un quadrante di orologio è presente sul lato ovest. La cella campanaria è organizzata su più livelli, che

1134/05/18 - 1134/05/18 (consacrazione carattere generale)

La prima menzione della chiesa di Sant'Eliseo a Tesero si ritrova nell'atto della sua consacrazione del 18 maggio 1134. La fabbrica romanica aveva andamento nord-sud (incerta); il campanile sorgeva sul lato meridionale, in corrispondenza dell'affresco con San Cristoforo.

1390 - 1399 (decorazione campanile)

Verso la fine del XIV secolo il lato sud del campanile della chiesa romanica fu decorato a fresco da un anonimo maestro veneto, forse bellunese, che vi realizzò un gigantesco San Cristoforo. In seguito alle ricostruzioni quattrocentesche l'opera è venuta a trovarsi lungo la fiancata meridionale della chiesa.

1450 - 1458 (riedificazione intero bene)

La chiesa medievale fu totalmente rifabbricata attorno al 1450 circa. Secondo Rasmo la ricostruzione fu condotta da maestranze tirolesi provenienti dalle valli ladine.

1458 - 1458 (consacrazione carattere generale)

In seguito alla ricostruzione l'edificio fu nuovamente consacrato nel 1458.

1499 - 1499 (costruzione campanile)

Il campanile fu costruito nel 1499. Di tale struttura tardo-gotica sopravvivono il fusto e la doppia cella campanaria aperta da bifore archiacute e trifore sovrapposte.

1500 - 1524 (decorazione intero bene)

La decorazione a fresco delle navate laterali, opera di un anonimo pittore locale, fu realizzata nel corso del primo quarto del XVI secolo.

1545/05/16 - 1545/05/16 (erezione a curazia carattere generale)

La chiesa fu eretta a curazia della pieve di Cavalese il 16 maggio 1545.

1656 - 1656 (restauro intero bene)

La data 1656 riportata su una delle chiavi della volta reticolata ricorda, probabilmente, alcuni lavori di restauro.

1689 - 1695 (ricostruzione presbiterio)

Verso il 1689 la fabbriceria della chiesa affidò la ricostruzione del presbiterio al pittore Giuseppe Alberti, nativo di Tesero e attivo anche come architetto. Un primo "disegno delle tre cupole ovver cappelle" presentato dal pittore il 27 marzo 1689 fu rifiutato perché ritenuto troppo costoso. Il secondo progetto albertiano del 1694 fu invece appaltato al maestro architetto Francesco Misconel di Cavalese e portato a compimento entro l'anno successivo, come risulta dai libri dei conti di Sant'Eliseo. In seguito all'intervento albertiano l'edificio venne ad avere un ampio presbiterio concluso da un'abside poligonale, ritmato da paraste intonacate disposte in angolo e sormontato da una volta a spicchi. Al presbiterio così riqualificato fu annessa sul lato meridionale anche una nuova sacrestia. L'intervento dell'Alberti, cancellato dalla ricostruzione novecentesca del Tiella, è documentato da alcune fotografie risalenti al primo quarto del Novecento (Rasmo, 1981; Bonazza, 2005).

1758 - 1758 (restauro intero bene)

La data 1758 dipinta su una delle chiavi di volta della navata ricorda l'esecuzione di imprecisati lavori di ristrutturazione o restauro. In occasione di questo intervento furono probabilmente aperte le finestre a profilo mistilineo affacciate sulla prima campata delle navate laterali.

1800 - 1809 (decorazione facciata)

L'immagine di Sant'Eliseo dipinta sulla facciata della chiesa è un'opera di Antonio Longhi databile all'inizio del XIX secolo.

1804 - 1806 (sopraelevazione campanile)

Nel 1804 fu richiesto al pittore locale Antonio Longo di progettare la sopraelevazione del campanile, che venne effettivamente condotta entro il 1806. All'intervento del pittore si deve la definizione neoclassica della seconda cella campanaria illuminata da monofore centinate, cimate da frontoni triangolari, sulla quale insistono un dado con mostre di orologio e una lanterna circondata da una balconoata.

1822 - 1861 (restauri intero bene)

Imprecisati lavori di restauro furono condotti nel 1822 e nel 1861, date dipinte su due chiavi di volta della navata.

1864 - 1864 (pavimentazione sagrato)

La pavimentazione a ciottolato del sagrato risale al 1864.

1882 - 1882 (costruzion

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