Chiese in Provincia di Trento - città di Lisignago: Chiesa di San Biagio

Chiesa di San Biagio
S. BIAGIO vescovo e martire S. Biagio

TRENTO / LISIGNAGO
piazza della Chiesa - Lisignago (TN)
Culto: Cattolico
Diocesi: Trento
Tipologia: chiesa
La parrocchiale di San Biagio, inserita tra le case del paese di Lisignago, si affaccia sulla stretta piazza della Chiesa, con orientamento a sud-ovest. L'attuale edificio fu costruito tra il 1866 e il 1868 su progetto dell'architetto Leopoldo von Claricini e andò a soppiantare l'antica chiesa del paese che sorgeva nell'area attigua e che fu completamente atterrata, eccezion fatta per il campanile. La facciata a due spioventi è delimitata lateralmente da pilastri intonacati e viene ripartita... Leggi tutto
Fonte: BeWeB - Beni Ecclesiastici in Web

Dettagli

La parrocchiale di San Biagio, inserita tra le case del paese di Lisignago, si affaccia sulla stretta piazza della Chiesa, con orientamento a sud-ovest. L'attuale edificio fu costruito tra il 1866 e il 1868 su progetto dell'architetto Leopoldo von Claricini e andò a soppiantare l'antica chiesa del paese che sorgeva nell'area attigua e che fu completamente atterrata, eccezion fatta per il campanile. La facciata a due spioventi è delimitata lateralmente da pilastri intonacati e viene ripartita orizzontalmente da una cornice intonacata e rilevata che si raccorda agli spioventi del frontone del portale, aperto al centro del livello inferiore. Il settore superiore, definito in alto da una cornice intonacata e dentellata, è occupato al centro da un oculo circolare, a sua volta sormontato da un'arcata a pieno centro con funzione decorativa. Le fiancate laterali, cadenzate dalla presenza di lesene intonacate, riprendono il motivo della cornice mediana della facciata e presentano finestre circolari aperte in corrispondenza delle campate e del presbiterio. Al lato sinistro sono addossati il semplice campanile con cella a quattro bifore centinate e cuspide piramidale in muratura, nonché le strutture della canonica e della sacrestia. L'interno si sviluppa a navata unica di due campate, ripartite da lesene intonacate e raccordate l'una all'altra da un settore mediano più breve. Cappelle rettangolari poco profonde, inquadrate da arcate a pieno centro, si aprono ai lati di ciascuna campata. L'arco santo a pieno centro introduce al presbiterio, rialzato su quattro gradini, definito da lesene intonacate angolari e concluso dall'abside semicircolare.

Pianta

Pianta rettangolare ad asse maggiore longitudinale, con quattro cappelle rettangolari poco profonde inscritte nel perimetro. Presbiterio rettangolare, concluso da abside semicircolare.

Facciata

Facciata a due spioventi, delimitata lateralmente da pilastri intonacati e ripartita orizzontalmente da una cornice intonacata e rilevata che si raccorda agli spioventi del frontone del portale, aperto al centro del livello inferiore. Il settore superiore, definito in alto da una cornice intonacata e dentellata, è occupato al centro da un oculo circolare, a sua volta sormontato da un'arcata a pieno centro con funzione decorativa.

Prospetti

Fiancate laterali della navata e del presbiterio simmetriche, ritmate da lesene intonacate e percorse a media altezza da una cornice intonacata, rilevata; tra le lesene si collocano ampie finestre circolari. Al centro della fiancata destra è presente un portale secondario, mentre sul lato sinistro della fabbrica sono addossate le strutture della canonica e della sacrestia.

Campanile

Torre a pianta quadrangolare, addossata al lato sinistro della facciata. Fusto intonacato, cimato da cella campanaria a quattro bifore. Cuspide piramidale sommitale.

Struttura

Strutture portanti verticali: murature in pietrame, finite a intonaco tinteggiato. Strutture di orizzontamento: campate della navata coperte da volte a crociera, raccordate l'una all'altra da un'arcata a pieno centro; presbiterio voltato a crociera; catino absidale.

Coperture

Chiesa: tetto a doppia falda con struttura lignea e manto di copertura in embrici colorati, componenti un motivo a losanghe. Campanile: cuspide piramidale in muratura.

Interni

Navata unica di due campate, ripartite da coppie di lesene intonacate e raccordate l'una all'altra da un settore mediano breve, nel quale si dispongono l'accesso secondario (a destra) e l'accesso al pulpito (a sinistra). Cappelle rettangolari poco profonde, inquadrate da arcate a pieno centro, si aprono ai lati di ciascuna campata. L'arco santo a pieno centro introduce al presbiterio, rialzato su quattro gradini, definito da lesene intonacate angolari. Abside semicircolare sviluppata oltre la machina dell'altare maggiore.

Pavimenti e pavimentazioni

Navata e presbiterio presentano la stessa pavimentazione in mattonelle di pi

1296/01/09 - 1296/01/09 (menzione carattere generale)

La prima menzione della chiesa di San Biagio a Lisignago si riscontra in un documento del 9 gennaio 1296 conservato presso il locale archivio parrocchiale, attestante l'elezione di un procuratore per la comunità. L'assemblea, alla quale era presente gran parte della popolazione di Lisignago, si era tenuta come di consueto "ante ecclesiam sancti Blasii, in platea comunis".

XIV - XV (ricostruzione intero bene)

Tra la fine del XIV e l'inizio del XV secolo l'antica chiesa menzionata nell'atto del 1296 fu ricostruita (Stenico, 1991). A questa fase costruttiva, probabile quanto non documentata, risale anche l'erezione del campanile.

1330 - 1330 (dedicazione carattere generale)

In un documento del 1330 la dedicazione del tempio è detta dei Santi Biagio e Brigida.

1368 - 1368 (menzione cimitero)

La prima menzione di un cimitero a Lisignago si riscontra nell'atto testamentario di ser Ianes, notaio figlio del defunto ser Ancio detto Moltone originario di Faedo, del 1368. Il camposanto doveva estendersi nell'area circostante la chiesa.

1436 - 1436 (menzione cappella di Santa Caterina)

Nel 1436 Giovanni vescovo di Tino, in qualità di suffraganeo del principe vescovo di Trento Alessandro di Masovia, concesse un'indulgenza alla cappella di Santa Caterina nella chiesa di San Biagio a Lisignago.

XVI - 1580/04/29 (concessione della custodia eucaristica carattere generale)

Si ignora l'epoca della concessione della custodia eucaristica alla cappella di San Biagio. Un sicuro terminus ante quem è costituito dagli atti della visita pastorale madruzziana del 1580, nei quali fu data disposizione di realizzare un tabernacolo per custodire il Santissimo Sacramento, allora posto in una nicchia ricavata in una parete del presbiterio.

1508 - 1508 (decorazione intero bene)

Nel 1508 la chiesa fu affrescata dal pittore Corrado di Pergine, forse in seguito a un intervento di ristrutturazione o ampliamento dell'edificio (Stenico, 1991).

1537 - 1580/04/29 (costruzione sacrestia)

Nel documento dell'indulgenza concessa dal suffraganeo Giovanni vescovo di Tina nel 1436 è fatto riferimento alla licenza di costruire una sacrestia per la chiesa di San Biagio. Per ragioni ignote la costruzione di tale ambiente fu ritardata di oltre un secolo. Non se ne trova accenno negli atti della visita pastorale clesiana del 1537, mentre in quelli del 1580 si segnala la presenza di una sacrestia costruita senza permesso dell'ordinariato vescovile, ricavando un vano nei muri della chiesa.

1580/04/29 - 1580/04/29 (descrizione intero bene)

Stando agli atti della visita pastorale madruzziana del 29 aprile 1580 la chiesa di San Biagio era allora bisognosa di vari interventi di manutenzione straordinaria. In particolare i commissari vescovili ordinano che sia riparato il tetto e spianato il pavimento, allora evidentemente realizzato in terra battuta. Per quanto riguarda gli altari, oltre al maggiore, nel tempio erano presenti anche tre altari laterali, dedicati rispettivamente a San Martino, Santa Caterina e a Sant'Andrea.

1609/03/08 - 1609/03/08 (erezione a curazia carattere generale)

La chiesa di San Biagio a Lisignago, già cappella dipendente dalla pieve di Santa Maria Assunta di Cembra, fu eretta a curazia l'8 marzo 1609.

1710 - 1712 (ristrutturazione campanile)

Lavori di riparazione e stabilitura della torre campanaria sono documentati nel 1710 e nel 1712.

1728 - 1728 (descrizione coperture)

Nel 1728 è registrata una spesa per l'acquisto di tronchi di larice da seccare per confezionare le tavolette per il tetto della chiesa, che doveva essere in scandole.

1738 - 1738 (costruzione cupola)

Nel 1738 la fabbriceria stipulò un contratto con il maestro Giovan Matio dalla Pozza di Badia per la costruzione di una cupola sopra il presbiterio. Lo stesso maestro aveva presentato il progetto e si era impegnato a terminare il lavoro entro il 27 luglio dello stesso ann

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