Chiese in Provincia di Trento - città di Fondo: Chiesa di San Martino

Chiesa di San Martino
S. MARTINO vescovo S. Martino

TRENTO / FONDO
via San Martino - Fondo (TN)
Culto: Cattolico
Diocesi: Trento
Tipologia: chiesa
La chiesa di San Martino a Fondo, a lungo chiesa di riferimento dell'omonima pieve, eretta al centro dell'abitato con tradizionale orientamento absidale ad est, viene presumibilmente eretta nelle forme primigenie nel corso del XII secolo. Nella prima metà del XVI secolo viene riedificata con il contributo di alcuni maestri comacini, i quali all'epoca sono testimoniati alla fabbrica della vicina chiesa di San Nicolò di Castelfondo. Di questa chiesa basso medievale nulla rimane, in quanto le... Leggi tutto
Fonte: BeWeB - Beni Ecclesiastici in Web

Dettagli

La chiesa di San Martino a Fondo, a lungo chiesa di riferimento dell'omonima pieve, eretta al centro dell'abitato con tradizionale orientamento absidale ad est, viene presumibilmente eretta nelle forme primigenie nel corso del XII secolo. Nella prima metà del XVI secolo viene riedificata con il contributo di alcuni maestri comacini, i quali all'epoca sono testimoniati alla fabbrica della vicina chiesa di San Nicolò di Castelfondo. Di questa chiesa basso medievale nulla rimane, in quanto le forme odierne dell'edificio derivano da una totale ricostruzione operata nella seconda metà XIX secolo su progetto dell'ingegnere trentino Dal Bosco. La facciata presenta un fronte gradonato al sommo, attraversato da una cornice recante dentelli sul margine inferiore. Al centro del prospetto emerge un avancorpo timpanato, elevato da una scalinata, sostenuto da due pilastri quadrangolari con capitello ionico e da quattro colonne ioniche a fusto liscio. In posizione centrale è situato il portale lapideo architravato dell'ingresso; la cornice della trabeazione è raccordata ad una cornice continua in facciata. Le fiancate sono attraversate dallo zoccolo, dalla cornice corrente e dalla fascia superiore dentellata visibili in facciata e sono aperte da tre ampie finestre lunettate; il prospetto settentrionale presenta un ingresso laterale dotato di portale lapideo con architrave retto da modiglioni, così come il prospetto opposto, il cui ingresso è però elevato da una scalinata. A livello dell'abside è collocato un basso corpo aggiunto raccordato alle pareti orientali del presbiterio da altri due locali. L'abside è aperta da due finestre lunettate contrapposte.Il campanile, discosto dalla chiesa, a sinistra della facciata, presenta un fusto quadrangolare attraversato da una cornice rifinito a raso sasso, così come la cella campanaria, delimitata da due cornici, che sovrasta il quadrante sul prospetto occidentale ed è aperta sui quattro lati da una monofora a sesto acuto. La cornice superiore reca doccioni zoomorfi angolari; sulla piattaforma sovrastante sono presenti quattro elementi lapidei a vaso ed un corpo innestato a sezione ottagonale rifinito a intonaco tinteggiato, ritmato da lesene angolari e aperto su ogni lato da una monofora. Da questo corpo si diparte la cuspide a bulbo ottagonale. L'interno presenta un'ampia navata, scandita in tre campate da profonde arcate longitudinali a tutto sesto, sostenute da coppie di colonne ioniche a fusto liscio dotate di basamento, dalle quali si dipartono due arcate trasversali a tutto sesto, le quali ritmano la volta a botte che copre l'ambiente. Tra l'atrio e la prima campata si impone il volume della cantoria, sostenuta da due pilastri a sezione quadrangolare tra i quali sono presenti quattro colonne simili a quelle a sostegno delle arcate longitudinali; l'ambiente della cantoria è sovrastato da una terza arcata a tutto sesto. Le pareti laterali presentano lievi rientranze tra le coppie di colonne, le arcate longitudinali ospitano finestre lunettate profondamente strombate; all'altezza della terza campata sono presenti due altari laterali. Le pareti a fianco dell'arco santo a tutto sesto, sostenuto da pilastri murali con imposta modanata, presentano nicchie delimitate da paraste sui fianchi e dalla trabeazione corrente al sommo. Il presbiterio, elevato da una scalinata, presenta due accessi dotati di portale lapideo architravato presso le pareti laterali; l'abside semi circolare è coperta da una volta a catino poggiante su una cornice corrente. Gli intradossi delle arcate trasversali e longitudinali, la volta della navata e la porzione della controfacciata presso la cantoria recano un impianto decorativo pittorico e a stucchi avente carattere ornamentale e figurativo; l'intradosso dell'arcata che copre il presbiterio e il catino absidale recano un impianto decorativo pittorico avente carattere figurativo ed ornamentale.

Pianta

Navata a pianta rettangolare, presbiterio a pianta rettangolare conclu

XII - 1188 (costruzione intero bene)

Sulla base dei dati desunti dalla bibliografia, si ipotizza che la costruzione del primo edificio di culto sia da riferire al XII secolo. La chiesa di Fondo viene già citata nel 1188 in un atto di concessione edilizia del vescovo di Trento Corrado di Beseno, ma come ricorda il testamento di Pietro da Malosco, questa faceva riferimento alla pieve di Sarnonico ancora nel 1226.

1272 - 1272 (menzione carattere generale)

La pieve di Fondo figura nell'elenco delle dieci circoscrizioni anauni del 1272; in precedenza la circoscrizione territoriale di Fondo faceva parte della più ampia pieve di Sarnonico, come attesta il testamento di Pietro da Malosco citato da Curzel (1999).

1447 - 1483 (costruzione e innalzamento campanile)

Un'epigrafe recante la data 1447 in numeri romani sull'arco sovrastante l'ingresso alla torre campanaria testimonia l'anno di inizio dei lavori, eseguiti al tempo della reggenza del comune da parte di Antonio Longo. Weber (1937) riporta che nel 1483 i maestri comacini Lorenzo e Domenico della Val d'Intelvi furono pagati per un intervento di elevazione del campanile.

1510 - 1519 (ricostruzione intero bene)

In questo periodo la chiesa viene riedificata in nuove forme, probabilmente simili a quelle della vicina parrocchiale di Castelfondo, ricostruita con il contributo di maestranze comacine approssimativamente nello stesso periodo, sotto l'operato di don Giovanni Paolo Iob (Giovanni Paolo Galvani secondo Inama) di Fondo. A testimonianza dell'intervento rimane un'epigrafe datata, un tempo posta sopra il portale, ora collocata nel cortile della canonica.

1528/06/18 - 1529 (innalzamento campanile)

Un atto citato da Weber (1937) testimonia un lascito al comune di Fondo al fine di elevare di cinque metri il campanile, operazione che si suppone sia stata effettuata nel decennio a seguire.

1616 - 1616 (lavori interno)

Gli atti della visita pastorale di quest'anno riportano che fu ordinato di tinteggiare il coro e di rimuovere le balaustre poste di fronte agli altari minori.

1742 - 1742 (installazione campana facciata)

In questo anno viene collocata una campana in cima alla facciata, dove era stato presumibilmente approntato un campaniletto a vela.

1774 - 1775 (completamento campanile)

Su progetto del comacino Carlo Caminada, si procede al completamento del campanile mediante l'aggiunta di un corpo ottagonale sormontato da una cuspide a bulbo. L'anno successivo viene installato un concerto di otto campane, fuse quatro anni prima dall'artigiano emiliano Giuseppe Ruffini.

1853 - 1865/08/05 (ricostruzione intero bene)

In seguito ad un progressivo aumento demografico, le dimensioni della chiesa parrocchiale vengono ritenute troppo anguste, e si progetta un intervento di ampliamento dell'edificio tramite l'aggiunta, presso la navata, di due bracci trasversali. L'idea, a lavori già principiati, viene abbandonata in favore della completa ricostruzione dell'edificio, su progetto dell'ingegnere Giuseppe Pietro dal Bosco; la ricostruzione viene affidata ai capomastri Giuseppe Stolcis e ai fratelli Giacomo e Pietro Segna. Il 26 di giugno del 1854 avviene la cerimonia della posa della prima pietra della fabbrica; il giorno di San Martino del 1858 la chiesa viene aperta al culto; verrà consacrata sette anni più tardi dal vescovo Benedetto Riccabona.

1916 - 1916 (sostituzione copertura campanile)

In questo anno le forze militari austriache rimuovono la copertura in rame della cuspide a bulbo del campanile per utilizzare il materiale a scopi bellici, sostituendola con un manto di copertura in lamiera di zinco.

1938 - 1938 (impianto decorativo interno)

L'impianto decorativo ad affresco lungo le pareti interne della navata e del catino absidale risalgono ad un intervento di Matteo Tevini.

1963 - 1969 (restauro intero bene)

In questi anni la facciata viene tinteggiata e si procede alla posa di un nuovo manto di copertura in lamiera di r

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