Chiese in Provincia di Trento - città di Flavon: Chiesa della Nativita di San Giovanni Battista

Chiesa della Nativita di San Giovanni Battista
Natività di S. Giovanni Battista

TRENTO / FLAVON
via San Giovanni - Flavon (TN)
Culto: Cattolico
Diocesi: Trento
Tipologia: chiesa
Orientata regolarmente ad est, la pieve di Flavon, dedicata alla Natività di San Giovanni Battista, sorge a oriente del nucleo abitativo, non lontano dalla strada principale che lo attraversa, ed è circondata dal terreno dell’antico cimitero, delimitato da un muretto e tenuto quasi interamente a prato. Le notizie documentarie e i resti archeologici rinvenuti durante l’ultimo restauro concordano in una datazione originaria del tempio alla metà del XIII secolo, mentre la chiesa nel suo aspetto... Leggi tutto
Fonte: BeWeB - Beni Ecclesiastici in Web

Dettagli

Orientata regolarmente ad est, la pieve di Flavon, dedicata alla Natività di San Giovanni Battista, sorge a oriente del nucleo abitativo, non lontano dalla strada principale che lo attraversa, ed è circondata dal terreno dell’antico cimitero, delimitato da un muretto e tenuto quasi interamente a prato. Le notizie documentarie e i resti archeologici rinvenuti durante l’ultimo restauro concordano in una datazione originaria del tempio alla metà del XIII secolo, mentre la chiesa nel suo aspetto attuale risente dei rifacimenti absidali anteriori al 1485 e di un successivo ampliamento seicentesco che ha originato le cappelle speculari della navata maggiore, oltre che del collegamento della struttura principale con il corpo di fabbrica alla sua sinistra, un tempo probabilmente indipendente, chiamato “cappella Spaur”. La facciata a due ripidi spioventi è rinforzata da una coppia di contrafforti emergenti a parallelepipedo; al centro si apre il portale maggiore architravato con finestra a lunetta inserita nell’attico e timpano affrescato. Isolato alla sua sinistra si eleva il campanile a pianta quadrata, con accesso sul lato sud, fusto intonacato con i cantonali sfalsati in pietra a vista, feritoie e mostre di orologio su ogni lato; quattro monofore centinate caratterizzano la cella, senza soluzione di continuità con il fusto, mentre la copertura a losanghe presenta frontoncini triangolari forati da aperture centinate allungate e cimati da sfere dorate. Il fianco sinistro della chiesa è caratterizzato dalla presenza di un largo contrafforte in corrispondenza della prima campata e dall’emergere del corpo della navata minore, con una finestra quadrata corrispondente al ripostiglio, accesso indipendente architravato sormontato da una piccola finestra e un contrafforte a parallelepipedo adiacente alla monofora dell’abside poligonale. Sul fianco destro si apre una finestra a lunetta nella prima campata, emerge poi la cappella della seconda campata con una coppia di finestre rettangolari e un ingresso con tettuccio a spiovente unico sul lato ovest e si addossa infine la sacrestia. Sul lato orientale si dispongono le due absidi poligonali, la minore illuminata da un oculo sulla parete di fondo, la maggiore da finestre acute sui lati obliqui e da una finestra a tutto sesto sul lato sud. L’interno è asimmetrico, con la navata maggiore coperta da volte a crociera costolonate e divisa in tre campate da coppie di pilastri in pietra calcarea a vista sorreggenti le arcate trasversali a sesto acuto; due cappelle simmetriche a pianta rettangolare irregolare, elevate di un gradino, si aprono in corrispondenza della seconda campata e ospitano gli altari laterali. Nella terza campata a sinistra un’arcata a pieno centro mette in comunicazione la navata principale con quella minore, corrispondente alla “cappella Spaur”, anch’essa coperta da volte a crociera costolonate, divisa in due campate da pilastri e arcate ogivali e terminante in un’absidiola poligonale con volta a ombrello e altare in pietra e muratura. Due gradini conducono allo spazio presbiteriale, avanzato oltre l’arco santo a sesto acuto, a cui si appoggiano altri due altari minori gemelli; le pareti e la volta a ombrello dell’abside poligonale, centrata dall’altare maggiore ligneo, sono ornate da graziosi affreschi di Angelo Baschenis del 1485 con storie della vita del santo titolare.

Preesistenze

Gli scavi compiuti all’interno del corpo principale e di quello secondario hanno rivelato la presenza delle due absidi primitive, di cui la principale databile presumibilmente alla metà del Duecento e appartenente quindi al primo edificio di culto, completato da una navata di larghezza corrispondente a quella odierna.

Pianta

Navata principale a pianta rettangolare con asse maggiore longitudinale, comunicante in corrispondenza della terza campata a sinistra con una navata minore a pianta rettangolare, corrispondente alla “cappella Spaur”. Sia la navata principale che quella minore sono co

1240 - 1260 (preesistenze intorno)

Gli scavi compiuti nel 2004-2005 hanno riportato alla luce, nell’area presbiteriale attuale, i resti dell’abside semicircolare della prima chiesa di Flavon e del suo altare in muratura, presumibilmente coevi alle prime attestazioni documentarie e risalenti alla metà del Duecento; la navata doveva corrispondere in larghezza a quella odierna, essendo forse di lunghezza minore.

1242 - XIV (menzione carattere generale)

La prima menzione della pieve risale al 1242, quando la formula “plebs Flaoni” viene usata per indicarne il territorio; il primo nome di un pievano, Tommaso, compare in un documento del 1290. La pieve era di libera collazione vescovile: a metà del Duecento Egnone di Appiano la assegnò al monastero di Santa Maria Coronata presso Cunevo, mentre nel 1283 il suo successore Enrico II liquidò il patrimonio del monastero in favore dell’Ordine Teutonico, riservandosi i diritti sulla chiesa. L’intitolazione a San Giovanni Battista è attestata dal 1309, mentre traccia di collegialità clericale si trova in documenti dell’ultimo quarto del Trecento.

1390 - 1410 (decorazione cappella Spaur)

Sempre gli scavi effettuati nel 2004-2005 hanno rivelato la presenza di una seconda abside semicircolare a sesto ribassato sotto l’attuale arco santo della “cappella Spaur”, a nord dell’edificio principale. Conservato per un’altezza di 80 cm, il setto murario reca le tracce di una decorazione ad affresco realizzata tra la fine del XIV e l’inizio del XV secolo.

1450 - 1485 (ricostruzione intero bene)

Nella seconda metà del Quattrocento la chiesa primitiva e la cappella Spaur vennero presumibilmente ampliate e collegate fra loro, con la costruzione del presbiterio e delle due absidi poligonali tangenti; l'edificio assunse così l’aspetto attuale. Il cantiere doveva essere concluso entro il 1485, data della decorazione ad affresco. A testimonianza indiretta di lavori in atto nella zona presbiteriale, il vescovo Hinderbach, postillando il Dittico Udalriciano, riportò la notizia del rinvenimento sotto l’altare maggiore dell’epigrafe di Massimino, tuttora patrimonio della chiesa, che egli ritenne appartenere al vescovo omonimo dell’VIII secolo, ma che gli studiosi moderni assegnano al IV d.C.

1485 - 1485 (decorazione interno)

In base a un’iscrizione rinvenuta sulla cornice di un riquadro affrescato sulla parete destra della navata, è possibile datare l’intero ciclo pittorico, che ricopre anche le pareti e la volta dell'abside e il lato interno ed esterno dell'arco santo, attribuito ad Angelo Baschenis, al 1485.

1558 - 1558 (consacrazione carattere generale)

La chiesa venne consacrata da Mariano Mano, suffraganeo del cardinale Cristoforo Madruzzo, nel 1558.

1579 - 1579 (rifacimento tetto)

Nel 1579 la chiesa aveva sei altari; tra le altre disposizioni, i visitatori vescovili ordinarono di rinnovare il coperto.

1616 - 1616 (ristrutturazione intero bene)

Il visitatore Pietro Belli dispose nel 1616 che fossero erette le balaustre ai gradini del coro, che fossero rimossi gli altari vicini al coro e quello a destra dell’ingresso, che fosse imbiancata la chiesa e rinnovato il muro di cinta del cimitero.

1676 - 1676 (ampliamento navata)

Intorno al 1676 furono erette le due cappelle speculari nella seconda campata.

1740 - 1760 (decorazione intero bene)

A metà Settecento il trentino Giuseppe Poda realizzò dipinti murali sia all’esterno (sopra il portale maggiore) che all’interno (nella nicchia dell’altare della Madonna).

1795 - 1795 (fusione campana)

Innocenzo Maggi di Brescia realizzò una delle campane della pieve nel 1795.

1844 - 1844 (ristrutturazione campanile)

L’aspetto attuale del campanile, con copertura aguzza, si deve ad un intervento di ristrutturazione del 1844.

1853 - 1854 (lavori sagrato)

Nel 1853-1854 furono pagati i pilastri e le catene di delimitazione del sagrato.

1863 - 1863 (costruzione cimitero)

Nel corso del 1863 iniziò l’uti

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