Chiese in Provincia di Trento - città di Cloz: Chiesa di Santo Stefano

Chiesa di Santo Stefano
S. STEFANO protomartire S. Stefano

TRENTO / CLOZ
Via Santo Stefano - Cloz (TN)
Culto: Cattolico
Diocesi: Trento
Tipologia: chiesa
L'odierna chiesa di Santo Stefano di Cloz è il frutto di una serie di interventi architettonici operati tra il 1940 ed il 1942, che hanno visto la demolizione di parte della chiesa originaria e l'erezione di un nuovo corpo, trasversale ad essa, progettato da Efrem Ferrari. La pieve di Cloz, per altro, è testimoniata dalla fine del secolo XI, e la chiesa pievana, prima degli interventi del XX secolo, è stata oggetto di diversi ampliamenti tra la metà del XV e la fine del XVII secolo.... Leggi tutto
Fonte: BeWeB - Beni Ecclesiastici in Web

Dettagli

L'odierna chiesa di Santo Stefano di Cloz è il frutto di una serie di interventi architettonici operati tra il 1940 ed il 1942, che hanno visto la demolizione di parte della chiesa originaria e l'erezione di un nuovo corpo, trasversale ad essa, progettato da Efrem Ferrari. La pieve di Cloz, per altro, è testimoniata dalla fine del secolo XI, e la chiesa pievana, prima degli interventi del XX secolo, è stata oggetto di diversi ampliamenti tra la metà del XV e la fine del XVII secolo. L'edificio sacro originario, con abside a sud est, compone il transetto della nuova fabbrica. Il prospetto nord occidentale conserva la facciata a spioventi con il portale lapideo sovrastato da un oculo e affiancato da quattro finestre; il prospetto sud orientale rivela il profilo poligonale dell’abside. Il braccio destro del transetto della chiesa odierna, ora cappella laterale, reca ancora le balaustre, la volta reticolare e l'altare maggiore della chiesa originaria. Le facciata della nuova fabbrica, a spioventi, presenta al centro un portale a profilo rettangolare cuspidato, elevato da quattro scalini, un oculo strombato e un'apertura cruciforme; uno zoccolo in conci lapidei a bugnato percorre il prospetto e le fiancate. La fiancata destra presenta tre finestre aperte sulla navata. A livello della terza campata è presente un portico aperto da due arcate a tutto sesto sostenute da pilastri e da una colonna con capitello semplice, ad accogliere l'ingresso laterale. Oltre il transetto emerge un corpo aggiunto all’altezza del presbiterio su entrambe le fiancate, seguite dal corpo dell'abside a profilo poligonale. La fiancata sinistra è aperta da due finestre sulla navata; seguono il volume del campanile, del transetto e del presbiterio. Il campanile presenta un fusto quadrangolare con un accesso elevato da sei gradini ed è ritmato da due cornici. Sotto la seconda è presente un quadrante sul prospetto sud ovest e su quello nord orientale. La cella campanaria è aperta da una monofora archiacuta sui quattro lati; il piano sommitale reca doccioni angolari e frontoni ribassati aperti da una seconda monofora archiacuta, sui quali si innesta la ripida cuspide a piramide ottagonale, coperta da scandole in larice e coronata da sfera e croce apicale. L'interno presenta una navata unica, scandita in quattro campate dai pilastri murali posti presso le pareti laterali, a sostegno delle arcate paraboliche che l'attraversano trasversalmente e delle arcate a sesto rialzato che ritmano le pareti laterali. A livello della quarta campata, le pareti laterali sono aperte sui bracci del transetto; l'arco santo parabolico immette nell’ambiente del presbiterio, dotato di accessi ai locali di sacrestia e di servizio presso le pareti laterali. Una fascia di lastre lapidee riveste la parte inferiore delle pareti interne; le pareti interne recano un impianto decorativo ad affresco avente carattere figurativo.

Preesistenze

L'edificio sacro originario, anteriore ai lavori del XX secolo, disposto con abside a sud est, è stato inglobato nella nuova fabbrica, della quale compone il transetto. Il prospetto nord occidentale conserva la facciata a spioventi con il portale lapideo a tutto sesto inquadrato da lesene ribattute e concluso da cornice aggettante, sovrastato da un oculo strombato e affiancato da quattro finestre di cui due cieche, queste ultime recanti lacerti di un impianto decorativo ad affresco. Il prospetto sud orientale rivela il profilo poligonale dell’abside, illuminata da due finestre archiacute strombate e da un oculo. Il braccio destro del transetto della chiesa odierna, ora cappella laterale, reca ancora le balaustre, la volta reticolare e l’altare maggiore della chiesa originaria.

Pianta

La chiesa presenta una pianta a croce latina: la navata è a pianta rettangolare ad asse maggiore longitudinale, i bracci del transetto sono a pianta quadrangolare a nord ovest e a pianta poligonale a sud est. Il presbiterio, rettangolare, è concluso dall'abside poligo

1183 - 1183 (menzione carattere generale)

La prima menzione della chiesa pievana e del territorio ad essa pertinente, risale ad una fonte del 1183, citata dalla bibliografia.

1320 - 1320 (menzione carattere generale)

Curzel (1999) riferisce di un documento datato al 1320 a riprova dell'esistenza delle pievi di Cloz e Revò già sotto la reggenza della diocesi di Trento da parte del vescovo Adelperone (1084-1104).

1400 (?) - 1451/07/18 (ricostruzione intero bene)

Secondo la bibliografia la chiesa originaria, del cui aspetto e della cui data di erezione non si dispone di dati certi, viene probabilmente ricostruita nella prima metà del XV secolo. Nel 1451 viene consacrata, insieme agli altari, dal vescovo suffraganeo di Trento Alberto da Tridino.

1575 - 1579 (ricostruzione intero bene)

Weber (1937) riporta come i sindici di Cloz ottennero dal vescovo suffraganeo Gabriele de Alessandri il permesso di ricostruire parte della chiesa, che versava allora in cattivo stato. Gli atti visitali del 1579 riportano note sulla presenza di affreschi presso il coro, di modo che è presumibile che i lavori entro quell'anno, fossero già stati terminati.

1620 - 1620 (costruzione campanile)

Il campanile viene costruito da una famiglia di artigiani della Val Camonica.

1626 - 1629 (restauro coro)

In questi anni si procede ad un restauro conservativo della chiesa, durante il quale viene rinnovata la volta del coro.

1709 - 1709 (restauro campanile)

Il campanile viene restaurato da Bortolameo Pancheri da Brez.

1893 - 1893 (costruzione cappella laterale)

La chiesa subisce un ampliamento, grazie all'aggiunta di una cappella laterale dedicata a San Giuseppe.

1940/04/30 - 1942/07/26 (ricostruzione intero bene)

All'operato di don Guido Bortolameotti va riferita la ricostruzione della chiesa, su progetto di Efrem Ferrari. Si procede alla demolizione delle cappelle laterali e di parte della chiesa precedente, che viene integrata nel nuovo edificio come transetto. Le maestranze locali sono impiegate nell'erezione delle pareti in muratura, mentre ad opera di Giovanni e Silvio Cescolini viene realizzata la copertura; grazie alla ditta Mario Redi di Trento si provvede alla posa della pavimentazione e alla sistemazione degli spazi presbiteriali. Agli stessi anni risalgono anche l'impianto decorativo presso le volte e le pareti interne ad opera di Carlo Bonacina e l'organo della ditta Vincenzo mascioni di Cuneo. La chiesa, ultimata, viene consacrata dal vescovo Carlo de Ferrari nel 1942.

1975/12/07 - 1975/12/07 (consacrazione altare maggiore)

L'altare maggiore, modificato in seguito alle disposizioni del Concilio Vaticano II, viene consacrato.

2005 - 2005 (restauro intero bene)

Viene effettuata un'opera di restauro conservativo che interessa l'orologio, il sommo della torre campanaria ed il portale d'ingresso in facciata.

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