Chiese in Provincia di Trento - città di Civezzano: Chiesa di Santa Maria Assunta

Chiesa di Santa Maria Assunta
S. Maria Assunta

TRENTO / CIVEZZANO
piazza Santa Maria, 7 - Civezzano (TN)
Culto: Cattolico
Diocesi: Trento
Tipologia: chiesa
La chiesa arcipretale di Santa Maria Assunta, pieve ab immemorabili, domina il paese di Civezzano con la sua struttura interamente rivestita in pietra rossa. Gli scavi archeologici condotti nel 1990 hanno portato in luce le fondazioni di due precedenti edifici sacri risalenti rispettivamente al V e all'VIII-X secolo, che testimoniano una tradizione devozionale antica, di molto antecedente alla prima menzione dell'edificio (1202). Divenuto famoso all'inizio del XVI secolo per il fatto di... Leggi tutto
Fonte: BeWeB - Beni Ecclesiastici in Web

Dettagli

La chiesa arcipretale di Santa Maria Assunta, pieve ab immemorabili, domina il paese di Civezzano con la sua struttura interamente rivestita in pietra rossa. Gli scavi archeologici condotti nel 1990 hanno portato in luce le fondazioni di due precedenti edifici sacri risalenti rispettivamente al V e all'VIII-X secolo, che testimoniano una tradizione devozionale antica, di molto antecedente alla prima menzione dell'edificio (1202). Divenuto famoso all'inizio del XVI secolo per il fatto di custodire un'immagine mariana miracolosa capace di attirare pellegrini provenienti da ogni parte del principato vescovile, il santuario civezzanese fu interamente ricostruito su iniziativa del principe vescovo Bernardo Cles tra il 1522/1533 (la data di inizio lavori è incerta) e il 1537, mantenendo l'orientamento ad est della pieve medievale. In assenza di documenti, il progetto della nuova arcipretale è stato assegnato prima ad Antonio Medaglia e poi ad Alessio Longhi. La facciata è delimitata lateralmente da paraste coronate da capitelli abitati da teste leonine e coppie di delfini affrontati, sostenenti un cornicione modanato oltre il quale si erge un frontone triangolare centrato da oculo. La zoccolatura in pietra a vista è interrotta da un portale architravato attribuito al Longhi, nel cui fastigio ricorre l'arme del cardinale promotore del rifacimento; l'ingresso è affiancato da due finestre a luce rettangolare e sormontato da un rosone a sei lobi. Le fiancate laterali sono scandite da una successione di paraste in pietra calcarea bianca nascenti da una zoccolatura continua, eminente in corrispondenza delle stesse. Il lato destro reca ampie monofore archiacute, aperte in corrispondenza della prima, seconda e quarta campata; un portale secondario, architravato e frontonato, si dispone all'altezza della terza campata. Ulteriori monofore archiacute si aprono sul lato sud del presbiterio e sulle pareti oblique dell'abside. La fiancata sinistra, cieca, si caratterizza per la presenza della sacrestia emergente e della torre campanaria, la cui edificazione si ritiene coeva a quella dell'edificio sacro. Lo svettante campanile a base quadrangolare presenta il medesimo rivestimento della chiesa, della quale condivide anche il cornicione marcapiano; la cella campanaria, illuminata da strette bifore centinate è sormontata da un ballatoio aggettante retto da mensoloni. La cuspide ottagonale presenta quattro timpani triangolari centrati da monofore archiacute. L'interno si sviluppa a navata unica ripartita in quattro campate da coppie di semipilastri a fascio in pietra a vista, alle quali si raccordano i costoloni dell'insolita volta a botte unghiata e reticolata. Il presbiterio, rialzato su un gradino, è introdotto da un arco santo a luce ogivale e si conclude in un'abside poligonale. Negli angoli si dispongono semipilastri a fascio in pietra a vista, raccordate alle nervature della volta reticolata.

Preesistenze

Gli scavi archeologici condotti nel 1990 hanno riportato in luce le fondazioni della chiesa medievale a pianta rettangolare a tre navate, conclusa da tre absidi semicircolari. Il perimetro settentrionale dell'antico edificio correva esattamente in corrispondenza della fiancata sinistra della chiesa attuale. Gli scavi hanno inoltre messo in evidenza la presenza di numerose tombe in corrispondenza della navata.

Pianta

Pianta rettangolare ad asse maggiore longitudinale; presbiterio rettangolare e abside poligonale.

Facciata

Facciata interamente rivestita in pietra, delimitata lateralmente da paraste angolari coronate da eleganti capitelli con teste leonine e coppie di delfini affrontati, caratterizzata dal portale architravato centrale, affiancato da due finestre rettangolari chiuse da grate e sormontato da un rosone a sei lobi. Sul tutto insiste un frontone triangolare, centrato da oculo circolare.

Prospetti

Fiancate laterali interamente rivestite in pietra calcarea rossa, ritmate da una successione di paraste in pietra

V - V (preesistenze intero bene)

Si ignora l'epoca di fondazione della chiesa di Santa Maria Assunta, ricordata dalle fonti come pieve ab immemorabili. Gli scavi archeologici condotti nel 1990 hanno però messo in luce le fondazioni di un edificio sacro absidato risalente al V secolo.

VIII - X (preesistenze intero bene)

Le indagini archeologiche hanno permesso di appurare che il piccolo sacello paleocristiano fu ampliato in epoca carolingia (VIII-X secolo) con la costruzione di due absidi laterali e di una nuova navata, successivamente ripartita in tre navi. In questo stesso periodo il presbiterio fu sopraelevato su una predella.

XII - XIII (preesistenze intero bene)

I rilevamenti degli scavi archeologici hanno evidenziato che in epoca romanica (XII-XIII secolo) il tempio medievale fu ridotto di una navata, con conseguente trasformazione del colonnato settentrionale in un nuovo muro perimetrale. Tale intervento si ritiene eseguito in seguito a un incendio. Nella stessa epoca il presbiterio fu ribassato a livello delle navate.

1202/04/19 - 1202/04/19 (menzione carattere generale)

La prima menzione dell'edificio si riscontra nella carta di regola del 19 aprile 1202, i cui estensori si riunirono "in Civicane ante ecclesiam Sanctae Mariae".

1513 - 1545 (origine della devozione per la Madonna miracolosa carattere generale)

La fama del piccolo borgo di Civezzano, situato poco lontano da Trento lungo la via che attraverso la Valsugana portava a Venezia, crebbe moltissimo all'inizio del XVI secolo, in quanto la sua chiesa custodiva un'immagine miracolosa della Madonna, che attirava pellegrini provenienti da ogni parte del principato vescovile. La pieve di Civezzano è ricordata nei diari del segretario del Concilio di Trento, Agnolo Massarelli, che nel 1545 a tal proposito riferisce che "Sono 32 anni, che incominciò la gloriosa Madonna ad operare miracoli in detto luoco, l'origine dei quali, per esser longo, non la porrò".

1522 - 1533/08/10 (avvio lavori di ricostruzione intero bene)

Il tempio medievale ormai cadente e insufficiente a reggere il flusso dei pellegrini attirati dalla Madonna miracolosa fu completamente ricostruito su iniziativa del principe vescovo Bernardo Clesio. L'epoca dell'apertura del cantiere viene genericamente collocata tra il 1531 e il 1533, ma alcuni storici locali ritengono di dover retrodatare l'avvio dei lavori al 1522, anno in cui è attestata la presenza a Civezzano di Alessio Longhi, scultore e architetto di primissimo piano nel panorama artistico trentino del tempo. Secondo gli stessi studiosi, i lavori di Santa Maria Assunta sarebbero stati ritardati dagli intensi impegni lavorativi del Longhi nei cantieri cittadini del Magno Palazzo clesiano e di Palazzo Tabarelli, nonché per il verificarsi della rivolta contadina del 1525. La costruzione era certamente in corso nell'agosto del 1533, come attestato da una lettera del Clesio, in cui si fa riferimento al cantiere della pieve. Il campanile è ritenuto coevo al resto della fabbrica.

1533/10/08 - 1534/11/12 (lettere di Bernardo Cles carattere generale)

L'interesse del principe vescovo Bernardo Cles per il cantiere civezzanese è documentato da due lettere, nelle quali si fa riferimento alla costruzione in corso. Con la prima missiva, datata 8 ottobre 1533, il cardinale sollecita la ripresa dei lavori, che in quell'anno erano stati interrotti per qualche mese. Con la seconda lettera (12 novembre 1534) il Cles dispone di affidare la raccolta delle elemosine destinate a finanziare la fabbrica a un questuante ufficiale, munito di certificato di riconosciumento scritto, al fine di evitare che alcuni malintenzionati potessero a falso titolo raccogliere le offerte dei fedeli e disperdere così le risorse destinate al cantiere civezzanese.

1537 - 1537 (completamento intero bene)

La fabbrica fu portata a termine entro il 1537, data riportata su una delle vetrate dell'abside.

1538 - 1538 (decorazione arco santo)

L'arco s

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