Chiese in Provincia di Trento - città di Carano: Chiesa di San Nicolò

Chiesa di San Nicolò
S. Nicolò da Bari, Vescovo di Mira S. NICOLÒ vescovo Chiesa di San Nicolo S. Nicolò

TRENTO / CARANO
via Radoe - Carano (TN)
Culto: Cattolico
Diocesi: Trento
Tipologia: chiesa
La chiesa di San Nicolò, documentata fin dal 1193, sorge al centro del paese di Carano con orientamento a est. Nulla si è conservato della fabbrica medievale, che venne cancellata dai numerosi rimaneggiamenti che interessarono l'edificio nel corso dei secoli. Particolarmente devastante fu l'ultimo ampliamento condotto dall'architetto Giovanni Tiella (1925-1926), che determinò l'atterramento della navata gotica e mutò per sempre l'aspetto della fabbrica, conferendole l'attuale impianto a tre... Leggi tutto
Fonte: BeWeB - Beni Ecclesiastici in Web

Dettagli

La chiesa di San Nicolò, documentata fin dal 1193, sorge al centro del paese di Carano con orientamento a est. Nulla si è conservato della fabbrica medievale, che venne cancellata dai numerosi rimaneggiamenti che interessarono l'edificio nel corso dei secoli. Particolarmente devastante fu l'ultimo ampliamento condotto dall'architetto Giovanni Tiella (1925-1926), che determinò l'atterramento della navata gotica e mutò per sempre l'aspetto della fabbrica, conferendole l'attuale impianto a tre navate. La facciata è ripartita in tre settori, di cui quello centrale, a due ripidi spioventi, reca in basso un avancorpo rivestito in porfido, che accoglie il portale maggiore e due nicchie cuspidate. Oltre la finestra lunettata centrale si dispone una finta architettura dipinta, comprendente un'edicola centrale con l'immagine del santo titolare, eseguita da Camillo Bernardi nel 1926 come fedele riproduzione degli affreschi eseguiti dal Longo nel 1816 sulla precedente facciata. Al corpo centrale si affiancano due ali arretrate, corrispondenti all'ampiezza delle navate minori. Lungo le fiancate laterali si aprono due finestre e un accesso secondario per lato. Il campanile, scampato alle demolizioni novecentesce, conserva la cella campanaria gotica a monofore e trifore sovrapposte e i timpani dell'originaria cuspide a losanghe. L'interno si sviluppa a tre navate, di cui la centrale di ampiezza doppia rispetto alle laterali, ripartite in quattro campate da coppie di colonne e pilastri liberi. L'arco santo archiacuto introduce al presbiterio rialzato su due gradini, che conserva le murature della chiesa gotica, mentre i costoloni della volta stellata sono stati ripristinati nel corso degli anni venti.

Preesistenze

Della chiesa gotica sopravvivono solo il presbiterio e il campanile.

Pianta

Pianta rettangolare ad asse maggiore longitudinale, ripartita in tre navate; presbiterio rettangolare concluso da abside poligonale.

Facciata

La facciata presenta una partizione in tre settori, di cui quello centrale monocuspidato e caratterizzata in basso dalla presenza di un avancorpo interamente rivestito in porfido, che accoglie portale maggiore sormontato da una lunetta e due nicchie cuspidate all'interno delle quali sono allocate delle lapidi commemorative. Oltre la finestra lunettata centrale si dispiega la decorazione a fresco del timpano disegnato dagli spioventi del tetto, comprendente un finto cornicione su mensoloni e l'immagine del santo titolare entro un'edicola centinata affiancata da volute cedenti. A questo corpo centrale si affiancano due ali laterali arretrate e di minore altezza, corrispondenti all'ampiezza delle navate minori, percorse in basso da una zoccolatura in pietra a vista e contenute da contrafforti angolari, in corrispondenza delle quali si aprono due finestre rettangolari inquadrate da arcate a pieno centro.

Prospetti

Fiancate laterali simmetriche, caratterizzate dall'emergere dei corpi delle navate laterali, recanti ciascuno due aperture finestrate in corrispondenza della prima e della quarta campata. Due accessi secondari gemelli sormontati da lunette (finestrata quella di destra) si collocano all'altezza della seconda campata. Il presbiterio è affiancato su entrambi i lati da ambienti di servizio (sacrestia e deposito), mentre sul lato est è visibile la struttura poligonale dell'abside rivestita in pietra a vista, nei cui lati obliqui si aprono ampie monofore archiacute.

Campanile

Torre a pianta quadrangolare, inserita tra il corpo della navata destra e la sacrestia. Fusto rifinito da cantonali angolari in pietra a vista a corsi alternati, recante una mostra di orologio sul lato ovest. Cella campanaria in pietra a vista, organizzata su due livelli ripartiti da cornici in pietra e recanti su ogni lato monofore e trifore centinate; negli angoli superiori della cella emergono dei doccioni zoomorfi. Sul tutto insistono quattro timpani centrati da monofore trilobate, costituenti la base di una cuspi

1150 - 1150 (costruzione intero bene)

L'edificazione della chiesa di San Nicolò a Carano risale presumibilmente al 1150.

1193/09/26 - 1193/09/26 (consacrazione carattere generale)

Il vescovo trentino Corrado II di Beseno consacrò l'edificio il 26 settembre 1193

1372/12/02 - 1372/12/02 (consacrazione carattere generale)

Una seconda consacrazione è ricordata il 2 dicembre 1372.

1515 - 1515 (ampliamento intero bene)

L'edificio fu ampliato e ridefinito in forme gotiche nel 1515.

1516 - 1516 (consacrazione carattere generale)

In seguito all'ampliamento la chiesa venne nuovamente consacrata nel 1516.

1550 - 1599 (decorazione presbiterio)

Nel corso della seconda metà del XVI secolo la volta del presbiterio venne decorata a fresco con figure di angeli reggenti i simboli della Passione.

1572 - 1572 (costruzione campanile)

Il campanile venne costruito nel 1572, data che compare sul fronte sud della torre campanaria.

1608 - 1608 (costruzione sacrestia)

La sacrestia fu costruita o ampliata nel 1608, come ricordato dal millesimo presente sul suo portale d'accesso.

1722 - 1722 (concessione del fonte battesimale carattere generale)

La chiesa di San Nicolò ottenne la concessione del fonte battesimale in occasione della visita pastorale del 1722.

1723/08/26 - 1723/08/26 (erezione a curazia carattere generale)

San Nicolò a Carano, già cappella della pieve di Cavalese, fu ufficialmente eretta a curazia il 26 agosto 1723.

1816 - 1816 (ampliamento intero bene)

Nel 1816 la navata fu prolungata verso ovest. Contestualmente a tali lavori venne edificata una nuova sacrestia.

1816 - 1816 (decorazione facciata)

Nel 1816 don Antonio Longo decorò il timpano della facciata con l'immagine affrescata del santo titolare della chiesa.

1846 - 1846 (ristrutturazione intero bene)

Nel 1846 la chiesa subì un intervento di ristrutturazione molto invasivo. I costoloni della volta del presbiterio furono demoliti e venne posata una nuova pavimentazione (a quadrotte bianche e nere nel presbiterio e in pietra calcarea nella navata), causando la rimozione del sepolcro dei sacerdoti che esisteva presso l'altare della Madonna.

1847 - 1847 (costruzione cimitero)

Il cimitero fu costruito attorno alla chiesa nel 1847.

1894 - 1894 (ampliamento cimitero)

Il cimitero fu ampliato nel 1894; era collegato alla chiesa attraverso il portico un tempo presente in facciata.

1907/06/22 - 1907/06/22 (erezione a parrocchia carattere generale)

La parrocchia di San Nicolò a Carano fu ufficialmente eretta il 22 giugno 1907.

1907/06/22 - 1915 (fase preliminare alla riedificazione navata)

Successivamente alla fondazione della parrocchia di Carano (1907) il paese si pose il problema dell'ampliamento della chiesa. Nel 1914 il comitato promotore dei lavori aveva ottenuto il permesso alla demolizione della vecchia chiesa, che doveva essere ricostruita secondo un progetto preparato dall'architetto trentino Emilio Paor. Tuttavia lo scoppio della prima guerra mondiale bloccò l'avvio del cantiere.

1922 - 1922 (progetto di riedificazione navata)

L'idea dell'ampliamento venne ripresa nel 1922 con la fondazione di un nuovo comitato. Venne allora selezionato un nuovo progetto di ampliamento, redatto dall'architetto roveretano Giovanni Tiella, che si atteneva alle disposizioni date dalla locale Soprintendenza ai Monumenti in merito all'ampliamento. Se da un lato veniva imposto il ripristino dei costoloni della volta del presbiterio e il mantenimento del campanile gotico, dall'altro veniva concessa la facoltà di demolire la vecchia navata, che secondo il Tiella si presentava come "un'ibrida oscenità architettonica compiuta nel 1867", fermo restando che l'affresco del Longo presente sopra il portale maggiore doveva essere fedelmente riprodotto sulla nuova facciata. Durante la fase progettuale riemerse la decorazione a fresco della volta del presbiterio, scialbata in epoca imprecisata. Considerato lo stato f

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