Chiese in Provincia di Trento - città di : Chiesa di San Vigilio

Chiesa di San Vigilio
S. Vigilio

TRENTO
Cles (TN)
Culto: Cattolico
Diocesi: Trento
Tipologia: chiesa
La chiesa di San Vigilio di Cles, situata in località Pez, è tradizionalmente ritenuta la chiesa più antica tra quelle presenti nella zona di Cles, in virtù della sua dedicazione vigiliana e dell'orientamento con abside a est. La prima menzione della chiesa risale, ad ogni modo, ad un documento di investitura risalente al 1191; nel corso dei secoli il sagrato della chiesa venne utilizzato a più riprese come luogo d'adunanza dei regolani di Cles; la chiesa subì diversi rimaneggiamenti nel... Leggi tutto
Fonte: BeWeB - Beni Ecclesiastici in Web

Dettagli

La chiesa di San Vigilio di Cles, situata in località Pez, è tradizionalmente ritenuta la chiesa più antica tra quelle presenti nella zona di Cles, in virtù della sua dedicazione vigiliana e dell'orientamento con abside a est. La prima menzione della chiesa risale, ad ogni modo, ad un documento di investitura risalente al 1191; nel corso dei secoli il sagrato della chiesa venne utilizzato a più riprese come luogo d'adunanza dei regolani di Cles; la chiesa subì diversi rimaneggiamenti nel corso dei secoli: un accurato restauro conclusosi nel 2012 ha riportato all'antico splendore l'edificio. La facciata, a ripidi spioventi, presenta un portale d'accesso lapideo, elevato da un gradino. A fianco del portale sono poste due finestre quadrangolari dotate di cornice lapidea e inferriate. In centro alla facciata è situata una finestra lunettata; al di sotto del punto di incontro delle falde di copertura è presente un'apertura cruciforme. La fiancata destra è aperta da una finestra archivoltata a livello della navata; quella sinistra non reca aperture, è caratterizzata dalle tracce dell'accesso originario, ora tamponato, e dal volume del campanile, posto a livello del presbiterio. Il prospetto orientale rivela il profilo semicircolare dell'abside, aperta da tre finestre a feritoia strombate; un oculo si apre sul corpo del presbiterio. Il campanile, parzialmente incassato nel corpo della chiesa all'altezza del presbiterio, presenta un fusto quadrangolare aperto su tutti i lati da una monofora a tutto sesto all'altezza della cella campanaria. La cuspide è a piramide quadrangolare, coperta da scandole in larice e coronata da sfera, bandiera segnavento e croce apicale. L'interno presenta una navata unica, ritmata dalle capriate lignee a vista. Al fondo della navata due gradini introducono al presbiterio, la cui porzione sinistra è occupata da parte del corpo della torre campanaria, dotato di accesso sul prospetto meridionale. L'abside, semicircolare, è aperto da tre strette finestre strombate e presenta una nicchia centinata sulla parete laterale destra. Le pareti laterali della navata, del presbiterio, e dell'abside con la relativa volta presentano ampie porzioni affrescate, appartenenti a importanti cicli stesi tra il secolo XIV ed il XV.

Pianta

La chiesa è a pianta rettangolare ad asse maggiore longitudinale; l'abside è a pianta poligonale.

Facciata

La facciata, a ripidi spioventi, presenta un portale d'accesso lapideo, elevato da un gradino, dotato di piedritti ornati da specchiature e capitelli, e architrave composto da fregio liscio e cornice. A fianco del portale sono poste due finestre quadrangolari dotate di cornice lapidea e inferriate. In centro alla facciata è situata una finestra lunettata; al di sotto del punto di incontro delle falde di copertura è presente un'apertura cruciforme. Le finiture sono ad intonaco tinteggiato.

Prospetti

La fiancata destra è aperta da una finestra archivoltata a tutto sesto a livello della navata; quella sinistra non reca aperture, è caratterizzata dalle tracce dell'accesso originario, ora tamponato, e dal volume del campanile, posto a livello del presbiterio. Il prospetto orientale rivela il profilo semicircolare dell'abside, aperta da tre finestre a feritoia strombate; un oculo si apre sul corpo del presbiterio. Le finiture sono ad intonaco tinteggiato.

Campanile

Il campanile, parzialmente incassato nel corpo della chiesa all'altezza del presbiterio, presenta un fusto quadrangolare aperto su tutti i lati da una monofora a tutto sesto all'altezza della cella campanaria. La cuspide è a piramide quadrangolare, coperta da scandole in larice e coronata da sfera, bandiera segnavento e croce apicale. Le finiture sono ad intonaco tinteggiato.

Struttura

Strutture portanti verticali: muratura in pietrame intonacata; strutture di orizzontamento: capriate lignee sulla navata, abside coperto da volta a catino in muratura.

Coperture

Copertura a due falde sulla navata e sul

1100 - 1191 (costruzione intero bene)

La costruzione del primo edificio sacro si può collocare, approssimativamente, nel XII secolo; tuttavia, non esistono fonti certe in merito (incerta).

1191/12/14 - 1191/12/14 (menzione carattere generale)

La chiesa di San Vigilio è menzionata a partire dal dicembre del 1191, quando il vescovo di Trento Corrado II investe i fratelli Giovanni e Vitale, figli del vicedomino Bertoldo "in Cleis, iuxta tribunam capelle Sancti Vigilii [...] de viginti duobus modiis et dimidio siliginis supra terra runcorum novellorum". La tradizione vuole che la chiesa sia la più antica della zona; è documentato che anticamente presso il sagrato avevano luogo le adunanze dei capi famiglia di Cles.

XIV - XV (impianto decorativo interno)

I diversi cicli di affreschi che decorano le pareti della navata, della controfacciata, del presbiterio e dell'abside vengono stesi nell'arco di questi due secoli. All'epoca la chiesa era dotata di un soffitto presumibilmente ligneo e di sei finestre aperte verso il sommo delle pareti laterali; l'ingresso era collocato sul prospetto settentrionale.

1535 - 1535 (menzione carattere generale)

Un documento citato da Weber (1937) ricorda come ancora nel 1535, presso il sagrato della chiesa di San Vigilio, si tenessero le adunanze dei regolani di Cles.

1579 - 1579 (menzione carattere generale)

Gli atti visitali riportano che la chiesa versava in cattivo stato e che vennero ordinati lavori di ripristino presso la chiesa e il campanile; non sappiamo se detti lavori vennero poi effettuati.

1640 - 1699 (ampliamento interno )

La volta che copriva la navata e le due finestre aperte sull'abside vengono presumibilmente realizzate in questo periodo, al tempo del decano Nicolò Gezio, secondo Negri (1904); secondo Lenzi (2013), gli interventi vengono effettuati verso il 1672. Gli affreschi interni vengono probabilmente coperti da uno strato di scialbo. Presumibilmente in questo periodo l'ingresso a settentrione viene tamponato, in favore dell'ingresso presso il prospetto occidentale, e la copertura viene sostituita con un nuovo sistema a capriate zoppe, per rendere possibile l'erezione delle volte; a tal fine, anche le pareti laterali vengono ribassate e rinforzate, così come l'imposta della copertura. Il campanile viene elevato e dotato di un accesso dalla navata; viene realizzata una fontanella a catino entro l'abside e viene elevato l'altare maggiore; una finestra lunettata viene aperta presso la facciata.

1851 - 1854 (restauro intero bene)

Grazie a una richiesta perpetrata dal decano Antonio Clavi nel 1845, nell'anno 1851 si procede ad un restauro generale della chiesa.

1900 - 1907 (rifacimento pavimentazione)

Lancetti (1989) riporta che la pavimentazione a piastrelle in graniglia di cemento con trama a croci, risalirebbe al principio del XX secolo, ipotesi confermata anche dalla relazione tecnica del progetto di restauro conservativo stesa da Ruggero Mucchi nel 2011.

1932 - 1932 (restauri intero bene)

Il rinvenimento di alcuni affreschi interni innesca l'interesse di molti, tra cui l'allora soprintendente alle belle arti di Trento Giuseppe Gerola, che predispone alcuni interventi di restauro effettuati nel 1932, durante i quali viene eliminata la volta a crociera ed i semi pilastri su cui poggiava in favore di un soffitto ligneo fissato alle capriate lignee, che vengono in quell'occasione ricollegate con nuove catene (gli interventi di realizzazione della volta avevano reso necessario l'utilizzo di capriate zoppe); durante i lavori le finestre absidali vengono riconfigurate, gli altari laterali vengono rimossi. Gli interventi sono mirati al rinvenimento di ulteriori affreschi, i quali vengono riportati alla luce e ne viene ricostruita la lettura con intregrazioni a secco.

1975 - 1976 (restauro intero bene)

Lancetti (1989) riporta di un'avvenuta opera di restauro in quest'anno, confermata di recente da Ruggero Mucchi (relazione tecnica de

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