Chiese in Provincia di Trento - città di : Chiesa di San Giorgio

Chiesa di San Giorgio
S. Giorgio

TRENTO
Mosana, Giovo (TN)
Culto: Cattolico
Diocesi: Trento
Tipologia: chiesa
Orientata canonicamente a est, la chiesa di San Giorgio sorge in posizione isolata tra i vigneti che sovrastano la strada che collega Lavis alle frazioni di Giovo. L’edificio, documentato fin dal 1309, fu probabilmente rifabbricato in forme gotiche nel corso del primo quarto del XV secolo, intervento in seguito al quale fu nuovamente consacrato (1436). A partire dal 1675 presso San Giorgio fu stabilito un eremo, che fu soppresso dopo poco più di un secolo congiuntamente alla chiesa (1785).... Leggi tutto
Fonte: BeWeB - Beni Ecclesiastici in Web

Dettagli

Orientata canonicamente a est, la chiesa di San Giorgio sorge in posizione isolata tra i vigneti che sovrastano la strada che collega Lavis alle frazioni di Giovo. L’edificio, documentato fin dal 1309, fu probabilmente rifabbricato in forme gotiche nel corso del primo quarto del XV secolo, intervento in seguito al quale fu nuovamente consacrato (1436). A partire dal 1675 presso San Giorgio fu stabilito un eremo, che fu soppresso dopo poco più di un secolo congiuntamente alla chiesa (1785). Seguì un lungo periodo di abbandono, durante il quale l’edificio collassò su se stesso, fino a conservare solo le murature perimetrali. Il restauro condotto dalla Provincia Autonoma a partire dal 1984 ha restituito la chiesa alla comunità di Giovo. La facciata a due ripidi spioventi è profilata da cantonali in pietra a vista; al centro, su tre gradini, si colloca l’accesso principale a profilo archiacuto, affiancato da due finestre quadrangolari e sovrastato da una finestra lunettata e da una rettangolare. Le fiancate, lisce, presentano a sinistra un accesso secondario e a destra una monofora archiacuta tamponata. Ampie monofore a luce ogivale si collocano sul lato destro del presbiterio e su quelli obliqui dell’abside poligonale, la cui parete di fondo presenta anche un oculo circolare. L’interno si sviluppa a navata unica con pareti lisce. L’arco santo gotico introduce al presbiterio.

Pianta

Pianta rettangolare ad asse maggiore longitudinale. Presbiterio rettangolare concluso da abside poligonale.

Facciata

Facciata a due ripidi spioventi, segnata lateralmente da cantonali in pietra a vista. Al centro, preceduto da tre gradini, si dispone l'accesso principale a luce ogivale, al quale si affiancano due finestre quadrangolari; alla sommità si aprono una finestra lunettata e una a luce rettangolare.

Prospetti

Fiancate laterali lisce. Sul lato sinistro, all'altezza dell'innesto tra la navata e il presbiterio, è presente un accesso secondario. Il lato destro presenta un'ampia finestra monofora a luce ogivale tamponata. Ampie monofore archiacute si dispongono sulla parete destra del presbiterio e sui lati obliqui dell'abside, sulla cui parete di fondo è presente un oculo circolare.

Struttura

Strutture portanti verticali: murature in pietrame intonacate a raso sasso. Strutture di orizzontamento: soffitto a capriate lignee.

Coperture

Tetto a doppia falda con struttura in legno e manto di copertura in scandole.

Interni

Navata unica con pareti lisce. L'arco santo a luce ogivale introduce al presbiterio.

Pavimenti e pavimentazioni

Pavimento in terra battuta.

Elementi decorativi

Lungo la parete destra si conservano alcune tracce di una decorazione a fresco.

1244/05/12 - 1309/01/25 (menzione carattere generale)

L'ipotesi avanzata da Brentari (1895) e poi ripresa anche da padre Stanislao Rizzolli (1969), secondo cui San Giorgio sarebbe stata, dopo San Floriano di Valternigo, una delle sedi primitive della pieve di Giovo è da ritenersi del tutto infondata. Una prima menzione indiretta di quella che doveva essere soltanto una cappella si riscontra nell'atto di una infeudazione rogato a Pressano il 22 maggio 1244, in cui i confini del campo in oggetto sono indicati "sotto il sentiero che va da s. Giorgio fino alla strada di sotto". La prima menzione esplicita della "ecclesiam beati sancti Geori", cappella nella pieve di Giovo, risale invece al 25 gennaio 1309.

1436 - 1436 (consacrazione carattere generale)

La chiesa venne consacrata nel 1436, probabilmente in seguito ad un intervento di ricostruzione.

1538 - 1538 (menzione campaniletto)

Da un atto del 1538 si evince che la chiesa era allora dotata di una campana, probabilmente posizionata entro un campaniletto in legno.

1636 - 1636 (ristrutturazione intero bene)

Nel 1636 furono eseguiti alcuni lavori di riparazione del tetto e delle finestre della chiesa.

1660 - 1660 (riparazione coperture)

Un nuovo intervento di riparazione delle coperture fu eseguito nel 1660.

1662 - 1662 (costruzione volte)

Nei libri dei conti della chiesa di San Giorgio, alla data del 1662 si registra un pagamento ai muratori che hanno fatto il "volto" alla chiesa.

1675 - 1675 (fondazione romitorio carattere generale)

Nel 1674 la comunità di Giovo acquistò dalla chiesa di San Giorgio una piccola costruzione adibita a cantina e un fondo confinanti con la chiesa stessa, per assegnarli al "venerabile eremita Domenico Arnoldi che sta per venire".

1710 - 1710 (descrizione intero bene)

Gli atti visitali del 1710 restituiscono una parziale descrizione della chiesa, allora romitorio. Nel tempio si trovavano l'altare maggiore, consacrato, e un altare laterale privo della mensa, che si diede ordine di eliminare. La suppellettile liturgica era conservata in un piccolo armadio posto dietro l'altare maggiore (probabilmente lo stesso armadio a muro definito "indecente" negli atti della visita successiva del 1742). Il documento segnala inoltre che la facciata era attraversata dal tetto al portale da una pericolosa crepa, che doveva essere sigillata tempestivamente.

1742 - 1742 (manutenzione interno)

Gli atti della visita pastorale del 1742 riferiscono che le murature interne erano da poco state intonacate ma non ancora imbiancate. Il pavimento, invece, era da riparare.

1748 - 1748 (descrizione intero bene)

Gli atti visitali del 1748 riferiscono che la chiesa era dotata di tre altari, di cui il maggiore dedicato al santo titolare e i due laterali rispettivamente a Sant'Urbano e alla Madonna.

1767 - 1767 (ristrutturazione intero bene)

Gli atti visitali del 1767 riferiscono di un restauro del tetto e delle finestre della sacrestia da poco eseguito.

1785 - 1785 (soppressione carattere generale)

L'eremo di e la chiesa San Giorgio furono soppressi nel 1785.

1857 - 1984 (abbandono intero bene)

In seguito alla soppressione la chiesa venne abbandonata e andò progressivamente in rovina. Dalla richiesta inviata nel 1804 la popolazione di Palù di Giovo all'ufficio vicariale di Königsberg di Lavis, per poter "rifabbricare e riaprire" la chiesa di San Giorgio si evince che l'edificio era ormai in stato di degrado. Il coperto della chiesa, conservato secondo Stenico (1984) almeno fino al 1857, crollò a terra entro il 1903 e di lì in avanti seguì un periodo di totale abbandono, testimoniato da numerose fotografie d'epoca pubblicate da Sette (1903) e dallo stesso Stenico (1981, 1984). Il recupero dell'edificio fu avviato solo nel 1984.

1984 - 1984 (ristrutturazione intero bene)

La chiesa è stata ristrutturata nel 1984.

Mappa

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