Chiese in Provincia di Trento - città di : Chiesa di San Floriano

Chiesa di San Floriano
S. FLORIANO martire S. Floriano

TRENTO
piazza Italia - Chiesa, Lavarone (TN)
Culto: Cattolico
Diocesi: Trento
Tipologia: chiesa
La parrocchiale di San Floriano a Lavarone Chiesa è il frutto di più interventi di ampliamento che interessarono, a partire dal 1520, il primo edificio sacro, regolarmente orientato, a navata unica e concluso da abside poligonale, che oggi costituisce la cappella destra della costruzione. E’ in particolare nel 1837 che, ad opera di Antonio Conci di Calceranica, la chiesa venne ampliata lungo l’asse nord-sud, mutando quindi orientamento, e assunse l’aspetto attuale; anche il campanile... Leggi tutto
Fonte: BeWeB - Beni Ecclesiastici in Web

Dettagli

La parrocchiale di San Floriano a Lavarone Chiesa è il frutto di più interventi di ampliamento che interessarono, a partire dal 1520, il primo edificio sacro, regolarmente orientato, a navata unica e concluso da abside poligonale, che oggi costituisce la cappella destra della costruzione. E’ in particolare nel 1837 che, ad opera di Antonio Conci di Calceranica, la chiesa venne ampliata lungo l’asse nord-sud, mutando quindi orientamento, e assunse l’aspetto attuale; anche il campanile preesistente venne sopraelevato, ampliato nelle dimensioni della cella (forata da bifore allungate con luci centinate separate da colonnine) e dotato del tiburio ottagonale e della copertura a cipolla. La facciata tipo tempio tetrastilo è scandita da paraste su alti plinti; il portale architravato è sormontato da una nicchia con dipinto murale; il frontone triangolare è dotato di cornice modanata emergente rispetto al timpano. Il fianco sinistro, rinforzato da una serie di contrafforti a parallelepipedo, è caratterizzato da tre finestre a lunetta, da un ingresso secondario al centro della prima campata e dall’emergere del volume quadrangolare della cappella sinistra in corrispondenza della seconda campata. Il terzo ingresso alla chiesa si apre nella prima campata del fianco destro, illuminato da un’unica lunetta; in corrispondenza della seconda campata emerge qui l’antica cappella della Madonna, poligonale, con monofora archiacuta sul lato sud-est, addossata ad ovest alla sacrestia. L’abside semicircolare è illuminata da una coppia di monofore centinate. All’interno la navata unica con gli angoli smussati è coperta da volte a botte semplice alternate a volte a botte unghiata, divisa in due campate separate da settori intermedi mediante coppie di paraste addossate, che si raccordano in alto mediante il cornicione perimetrale modanato. Ogni campata è centrata longitudinalmente da arcate a pieno centro leggermente rilevate, cieche per la prima, aperte all’accesso delle due cappelle per la seconda. La cappella di sinistra, a pianta semicircolare schiacciata e coperta da volta a botte, ospita il fonte battesimale; quella di destra, che costituisce il nucleo originario della chiesa, è a pianta rettangolare con abside poligonale e contiene la custodia eucaristica. La parete di controfacciata, sfondata da un’arcata centrale, ospita nell’atrio che la precede la cantoria, sorretta da due colonne, e piccoli ambienti di servizio ai lati del portale maggiore. Il presbiterio, elevato di due gradini, è introdotto da un alto arco santo; continua qui e nell’abside semicircolare il motivo delle paraste intonacate. Tutto l’interno è ornato da dipinti murali realizzati da Sebastian Anton Fasal tra il 1930 e il 1931.

Preesistenze

L’odierna cappella eucaristica che si apre sul fianco destro, in corrispondenza della seconda campata, costituisce il primo nucleo della chiesa.

Pianta

Navata a pianta rettangolare con asse maggiore longitudinale, segnata dall’emergere di una cappella a pianta rettangolare sul lato sinistro e una poligonale su quello destro, parzialmente inglobata nella sacrestia quadrangolare. Presbiterio a pianta rettangolare concluso da abside semicircolare.

Facciata

Facciata tipo tempio tetrastilo scandita da paraste su alti plinti; portale centrale architravato sormontato da nicchia con dipinto murale. Frontone triangolare con cornice modanata emergente rispetto al timpano; finiture a intonaco tinteggiato.

Prospetti

Fianco sinistro rinforzato da una serie di contrafforti a parallelepipedo, caratterizzato da tre finestre a lunetta, da un ingresso secondario al centro della prima campata e dall’emergere del volume quadrangolare della cappella sinistra in corrispondenza della seconda campata. Addossato alla cappella si trova un ambiente adibito a deposito, con accesso indipendente elevato di cinque gradini e due finestre rettangolari. Il terzo ingresso alla chiesa si apre nella prima campata del fianco destro, illuminato da un’unica

1278/06/24 - 1278/06/24 (menzione carattere generale)

La prima notizia documentaria riguardante San Floriano di Lavarone risale al 24 giugno 1278, quando la chiesa “nei boschi”, appartenente alla pieve di Calceranica, nella diocesi di Feltre, fu affidata dal vescovo Adelgerio a frate Bonora; già due anni prima è documentata l’esistenza di un ospizio per pellegrini, certamente accompagnato da un luogo di culto.

1490 - 1490 (erezione a parrocchia carattere generale)

Durante la dominazione veneziana, nel 1490, il vescovo Angelo Faxolo elevò la chiesa di Lavarone a parrocchia, che manteneva con Calceranica una dipendenza solo formale; tuttavia tale privilegio cessò col tempo di esistere, probabilmente a causa delle ristrettezze economiche.

1520 - 1520 (ampliamento intero bene)

Nel 1520 il primo edificio sacro, corrispondente all’odierna cappella della Madonna, fu ingrandito fino alla frontale cappella di Sant’Antonio Abate, oggi cappella battesimale.

1667/07/11 - 1667/07/11 (erezione a parrocchia carattere generale)

L’11 luglio 1667, durante la visita pastorale all’altopiano, il vescovo di Feltre monsignor Giera decretò l’erezione della chiesa da curaziale a parrocchiale. La comunità si dotò di un primo cimitero intorno al perimetro del tempio.

1757 - 1772 (progetto di ampliamento intero bene)

Nel corso del terzo quarto del Settecento gli abitanti di Lavarone approntarono una calcara e iniziarono a trasportare calcina dietro la chiesa, in previsione di un nuovo ampliamento dell’edificio, troppo angusto per contenere l’accresciuta popolazione. Negli stessi anni tuttavia i lavori furono di fatto bloccati dal desiderio di indipendenza dei masi più distanti dalla parrocchiale, che ottennero nel 1759 di poter erigere la nuova chiesa di Cappella, elevata a espositura di San Floriano. Anche quando, nel 1772, il pievano don Rocco Piccinini benedisse la posa della prima pietra della nuova parrocchiale, di fatto non si eseguirono interventi significativi all’edificio, considerato ancora piccolo, umido e sporco dalla visita pastorale del 1828.

1786/04/16 - 1786/04/16 (cambio di giurisdizione carattere generale)

Il territorio della pieve di Calceranica rimase soggetto alla diocesi di Feltre fino al 16 aprile 1786, quando fu accorpato a quella di Trento.

1837 - 1837 (ampliamento intero bene)

Nel 1837 la chiesa venne ampliata ancora una volta in direzione nord-sud ad opera di Antonio Conci di Calceranica e mutò quindi orientamento. Anche il campanile venne sopraelevato, ampliato nelle dimensioni della cella e dotato della copertura a cipolla.

1840/09/02 - 1840/09/02 (consacrazione carattere generale)

Terminati i lavori, la chiesa fu consacrata dal principe vescovo Giovanni Nepomuceno de Tschiderer il 2 settembre 1840.

1888 - 1888 (installazione orologio campanile)

Nel 1888 fu installato un nuovo orologio sul campanile, per merito di Simone Franceschi di Brazzaniga (Pergine).

1894 - 1894 (apertura finestre abside)

Nel 1894 si aprirono nuove finestre nell’abside, dietro l’altare maggiore, arricchite da vetrate figurate.

1899 - 1899/09/02 (decorazione presbiterio e abside)

Pasquale Bianchi di Brienno terminò dei lavori di stuccatura e decorazione del presbiterio e dell’abside il 2 settembre 1899.

1912 - 1912 (rifacimento intonaci e scoprimento affreschi cappella della Madonna)

Un frammento della decorazione ad affresco della chiesa antica, databile tra la fine del XVI e l’inizio del XVII secolo, emerse durante la stesura dei nuovi intonaci nella cappella della Madonna, nell’ottobre del 1912.

1912/12/31 - 1912/12/31 (cambio di giurisdizione carattere generale)

Il 31 dicembre 1912 le due parrocchie di Lavarone Chiesa e Cappella vennero staccate dal decanato di Levico e aggregate a quello neonato di Folgaria.

1913/02/12 - 1913/02/12 (installazione impianto elettrico intero bene)

Il 12 febbraio 1913 la chiesa venne collegata alla rete elettrica.

1913/06/01 - 1913/06/30

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