Chiese in Provincia di Trento - città di : Chiesa di Sant'Antonio

Chiesa di Sant'Antonio
S. ANTONIO abate Chiesa di Sant'Antonio Abate S. Antonio

TRENTO
Preghena, Livo (TN)
Culto: Cattolico
Diocesi: Trento
Tipologia: chiesa
La chiesa di Sant'Antonio Abate a Preghena di Livo è attestata a partire dal 1384, anno in cui Giovanna fu Bonaventura da Bresimo menziona l'edificio nel proprio testamento. Questo viene poi ricostruito a fine XV secolo, per via di un incendio, e ampliato nel corso del secolo successivo con una loggia esterna detta "glesiot"; un secondo incendio è a causa della ricostruzione a fine XVII secolo. A metà XX secolo viene aggiunta una campata in stile moderno, coprendo in questo modo la... Leggi tutto
Fonte: BeWeB - Beni Ecclesiastici in Web

Dettagli

La chiesa di Sant'Antonio Abate a Preghena di Livo è attestata a partire dal 1384, anno in cui Giovanna fu Bonaventura da Bresimo menziona l'edificio nel proprio testamento. Questo viene poi ricostruito a fine XV secolo, per via di un incendio, e ampliato nel corso del secolo successivo con una loggia esterna detta "glesiot"; un secondo incendio è a causa della ricostruzione a fine XVII secolo. A metà XX secolo viene aggiunta una campata in stile moderno, coprendo in questo modo la facciata antica. La facciata odierna è costituita da due porzioni di muratura separate da una parte centrale arretrata, la quale accoglie il portale di ingresso, sovrastato da una fascia con un fregio dipinto, e un'ampia vetrata inferriata. Ai lati dell'ingresso è presente una colonna con base quadrata e capitello corinzio inserita in una nicchia. La fiancata sinistra presenta in successione l'avancorpo, seguito dal corpo dell'aula originaria, mosso all'estremo destro da un contrafforte a profilo quadrangolare e aperto da una finestra. Presso l'estremo sinistro del corpo dell'aula si impone il volume del campanile, seguito da quello della sacrestia, culminante a livello del prospetto orientale dell'abside. La fiancata destra presenta il prospetto meridionale dell'avancorpo, aperto da un oculo inferriato, seguito dal corpo dell'aula originaria, scandito da tre contrafforti con rilievi al sommo, corrispondenti alla scansione interna in campate. La seconda campata è aperta da una finestra sotto la quale è posto un ingresso laterale dotato di portale lapideo con piedritti modanati al sommo e arcata ogivale. La terza campata è aperta da una monofora archiacuta. A seguire, si impone il volume arretrato del presbiterio e dell'abside poligonale; il prospetto orientale di questa presenta un oculo strombato con cornice lapidea. Il campanile, ad affusto quadrangolare, presenta un quadrante sul prospetto orientale. Il prospetto settentrionale rivela la presenza di un accesso sopraelevato alla torre, connesso ad una strada contigua, tramite un camminamento dotato di parapetti. La cella campanaria è aperta, sui quattro lati, da una bifora a tutto sesto con colonnina lapidea sovrastata da una trifora a sesto pieno con colonnine in pietra. Il piano sommitale, marcato da una cornice, è sormontato dalla cuspide ottagonale in calcestruzzo. La navata è scandita in tre campate: la prima corrisponde all'ambiente interno dell'avancorpo, coperta da soffitto piano; la seconda e la terza campata sono scandite da due arcate a tutto sesto poggianti su pilastri semi addossati alle pareti laterali e sono coperte da una volta a crociera, le cui nervature sono sostenute da peducci lapidei. All'altezza della terza campata, presso la parete laterale sinistra, è presente una nicchia aperta da un'arcata a tutto sesto e voltata a crociera. L'arco santo a tutto sesto sostenuto da piedritti lapidei introduce all'ambiente, elevato da tre gradini, del presbiterio; questo presenta un accesso alla sacrestia sul lato sinistro ed è coperto da una volta a spicchi, le cui nervature poggiano su peducci posti ai punti di intersezione delle pareti. È presente un impianto decorativo ad affresco a carattere figurativo, consistente in cicli stesi in interventi non contemporanei, presso le pareti laterali, la nicchia e la volta della terza campata dell'aula, le pareti laterali e la volta del presbiterio, la parete esterna destra dell'aula all'altezza della terza campata.

Pianta

L'edificio presenta una pianta rettangolare ad asse maggiore longitudinale, con abside a pianta poligonale e sacrestia a pianta quadrangolare.

Facciata

La facciata è determinata dal prospetto occidentale dell'avancorpo aggiunto nel XX secolo; è costituita da due porzioni di muratura separate da una parte centrale arretrata, la quale accoglie il portale di ingresso, sovrastato da una fascia con un fregio dipinto, e un'ampia vetrata inferriata. Ai lati dell'ingresso è presente una colonna con base quadrata e capitello

1384/11/13 - 1384/11/13 (menzione carattere generale)

La prima testimonianza scritta attestante l'esistenza della chiesa risale al testamento di Giovanna fu Bonaventura da Bresimo.

1490 - 1499 (ricostruzione intero bene)

A fine XV secolo le fonti bibliografiche riportano l'avvenuta ricostruzione della chiesa in forme gotiche, a seguito della distruzione di quella precedente per via di un incendio.

1531 - 1531 (ampliamento intero bene)

Per volere di Biagio Aliprandini, si assiste ad un ampliamento dell'edificio sacro e alla costruzione di una loggia esterna, detta "glesiot".

1590 - 1599 (impianto decorativo interno)

In questo periodo vengono dipinti gli affreschi di scuola tedesca di fine XVI secolo sulla volta a crociera della seconda campata dell'aula.

XVII - XVII (costruzione cappella laterale)

Nel secolo XVII viene costruita una cappella laterale dedicata a Sant'Antonio da Padova.

1649 - 1651 (dotazione di fonte e tabernacolo carattere generale)

Nel 1649 la chiesa viene autorizzata a essere dotata di custodia eucaristica e fonte battesimale.

1692 - 1692 (ricostruzione intero bene)

L'edificio, in seguito ad un incendio, viene ricostruito.

1758 - 1758 (costruzione sacrestia)

La sacrestia settentrionale viene edificata in questo anno.

1768 - 1768 (impianto decorativo interno)

Le stazioni della Via Crucis vengono dipinte da Mattia Lampi in questo periodo.

1773 - 1773 (erezione a curazia carattere generale)

La chiesa viene eretta a curazia; le fonti bibliografiche riportano che l'esercizio delle sue funzioni viene continuamente ostacolato da parroci di Livo.

1779 - 1779 (orologio campanile)

In questo anno viene installato l'orologio del noto artigiano Bartolomeo Antonio Bertolla.

1957 - 1958 (ampliamento intero bene)

In questi anni si colloca un'estesa opera di restauro ed ampliamento; la facciata viene abbattuta, e viene costruito un avancorpo di moderna fattura con due colonne appartenenti alla cantoria su progetto dell'architetto Giovanni Leo Salvotti de Bindis. Durante la stessa campagna viene effettuata un'estesa intonacazione delle pareti, viene aperto un rosone sopra il portale meridionale, e viene abbattuta la loggetta della cantoria in controfacciata.

1978 - 1978 (restauro intero bene)

Parzialmente finanziata dalla Provincia Autonoma di Trento, viene effettuata un'opera di restauro presso chiesa e campanile.

1979/07/17 - 1979/07/18 (furto carattere generale)

Nella notte tra il 17 ed il 18 luglio 1979 vengono trafugate alcune sculture in legno policromo originariamente poste sugli altari.

2001/08/27 - 2003/07/18 (restauro intero bene)

Su progetto dell'architetto Michele Anderle, si procede ad un'opera di ripristino che vede il recupero degli affreschi della cappella seicentesca di Sant'Antonio di Padova, la demolizione degli intonaci recenti, il rinnovo della pavimentazione, il tamponamento di una nicchia posta nella seconda campata settentrionale; inoltre, vengono riaperti i finestroni delle facciata meridionale e di quella settentrionale, si scoprono gli affreschi sul prospetto esterno meridionale, e si trovano i resti dell'antico fonte battesimale. Si procede allo spostamento dei quadranti dell'orologio, al ripristino della cuspide cementificata del campanile, al consolidamento del castello campanario e del fusto della torre. La copertura viene rinnovata con un manto in scandole di larice, e si ripristinano le lattonerie.

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