Chiese in Provincia di Trento - città di : Chiesa di San Rocco

Chiesa di San Rocco
s. Rocco confessore Ss. ROCCO pellegrino e SEBASTIANO martire S. Rocco

TRENTO
via San Rocco - Ceola, Giovo (TN)
Culto: Cattolico
Diocesi: Trento
Tipologia: chiesa
Costruita nel 1901 su progetto dell'ingegner Emilio Paor in sostituzione dell'antica chiesa di Ceola divenuta angusta e cadente, la parrocchiale di San Rocco sorge lungo la strada statale della val di Cembra con orientamento a sud-ovest. La facciata a due spioventi è percorsa in basso da una zoccolatura porfirica, interrotta al centro dall'apertura del portale architravato, al quale si sovrappongono una nicchia a centinatura ribassata, decorata con l'immagine del santo titolare, e un rosone a... Leggi tutto
Fonte: BeWeB - Beni Ecclesiastici in Web

Dettagli

Costruita nel 1901 su progetto dell'ingegner Emilio Paor in sostituzione dell'antica chiesa di Ceola divenuta angusta e cadente, la parrocchiale di San Rocco sorge lungo la strada statale della val di Cembra con orientamento a sud-ovest. La facciata a due spioventi è percorsa in basso da una zoccolatura porfirica, interrotta al centro dall'apertura del portale architravato, al quale si sovrappongono una nicchia a centinatura ribassata, decorata con l'immagine del santo titolare, e un rosone a otto lobi. Le fiancate, lisce e simmetriche, riprendono i motivi della zoccolatura e del cornicione sottogronda della facciata. Due contrafforti per lato si alternano alle aperture delle monofore centinate della prima e della seconda campata, mentre ai lati della terza campata emergono i corpi delle cappelle laterali con pareti di fondo a due spioventi, al centro delle quali sono ricavati degli oculi circolari. Un accesso secondario con portale architravato si colloca al centro della fiancata destra. Il presbiterio, cieco, è affiancato a sinistra dal corpo ribassato della sacrestia, e si conclude in un'abside ad andamento esterno poligonale, con monofore centinate aperte nei lati obliqui. L'interno si sviluppa a navata unica voltata a botte unghiata, ripartita in tre campate da coppie di paraste ribattute, raccordate tra loro da arcate trasversali; sulla terza campata si affacciano due cappelle gemelle inquadrate da arcate centinate. L'arco santo a sesto ribassato introduce al presbiterio, rialzato su due gradini e raccordato all'abside internamente semicircolare da un'arcata a pieno centro insistente su paraste ribattute.

Pianta

Pianta a croce latina; abside ad andamento esterno poligonale e interno semicircolare.

Facciata

Facciata a due spioventi profilati da cornici modanate. La zoccolatura porfirica di base è interrotta al centro dall'apertura del portale architravato, al quale si sovrappongono un'ampia nicchia a centinatura ribassata e un rosone a otto lobi con cornice strombata e modanata.

Prospetti

Fiancate lisce, simmetriche, percorse in basso da una zoccolatura in porfido e in alto da un cornicione modanato, nonché scandite da due contrafforti per lato, ai quali si alternano le aperture di due monofore poste in corrispondenza delle prime due campate della navata. Su ambo i lati emergono inoltre i corpi delle cappelle affacciate sulla terza campata, con pareti di fondo a due spioventi, al centro delle quali sono ricavati degli oculi circolari. Lungo la fiancata destra si apre un accesso secondario. A sinistra del presbiterio emerge il corpo ribassato della sacrestia. L'abside presenta un andamento esterno poligonale e reca due monofore centinate aperte nei lati obliqui.

Struttura

Strutture portanti verticali: murature in pietrame, finite a intonaco tinteggiato. Strutture di orizzontamento: navata coperta da volta a botte unghiata, cadenzata da arcate trasversali; presbiterio voltato a crociera; catino absidale.

Coperture

Tetto a doppia falda su navata, presbiterio e cappelle, con manto di copertura in tegole in cemento.

Interni

Navata unica, ritmata da coppie di paraste ribattute raccordate tra loro da arcate trasversali, che determinano una ripartizione interna dell'ambiente in tre campate; sulla terza campata si affacciano due cappelle simmetriche poco profonde, inquadrate da arcate a pieno centro. L'arco santo a sesto ribassato introduce al presbiterio, rialzato su due gradini, il quale a sua volta è raccordato all'abside semicircolare da un'arcata centinata insistente su paraste analoghe a quelle della navata. Lungo la parete sinistra del presbiterio si trova l'accesso alla sacrestia. Un cornicione marcapiano modanato, eminente in corrispondenza delle paraste e dell'arco santo percorre il perimetro del presbiterio e dell'abside.

Pavimenti e pavimentazioni

Pavimento in mattonelle di cemento disposte in corsi diagonali, comune a navata e presbiterio.

Elementi decorativi

Dipinti mur

1471 - 1471 (consacrazione carattere generale)

L'antica chiesa di Ceola sarebbe stata consacrata nel 1471 al titolo dei Santi Fabiano e Sebastiano. Mancando il documento originale della consacrazione, la notizia è desunta dagli atti visitali del 1749.

1483/12/03 - 1483/12/03 (menzione carattere generale)

La prima menzione della chiesa dei "ss. Fabiano e Sebastiano" di Ceola si riscontra nel testamento di Enrico di Giovo del 3 dicembre 1483.

1483 - 1710 (intitolazione carattere generale)

Sono documentate diverse varianti dell'intitolazione dell'antico tempio di Ceola. Nell'atto testamentario del 1483 anzi citato viene definita dei "Santi Fabiano e Sebastiano", ma nel testamento di Caterina del fu Battista da Mezzolombardo, risalente al 23 agosto 1484, il tempio è indicato solo come di "S. Sebastiano". Questa intitolazione è ripetuta ancora negli atti visitali clesiani del 1537 e in quelli del 1652. Successivamente a questa data la dedicazione del tempio dev'essere mutata, cosicché a partire dal 1710 (atti visitali) la chiesa è detta dei "Santi Rocco e Sebastiano".

1797 - 1797 (saccheggio intero bene)

Il tempio fu depredato durante l'invasione francese del 1797.

1841 - 1841 (ristrutturazione intero bene)

Nel 1841 il campanile dell'antico edificio sacro fu ristrutturato da parte di Battista De Zulian. Contestualmente vennero eseguiti altri lavori in chiesa e nel sottotetto della stessa e fu posato il pavimento della sacrestia.

1894/01/30 - 1894/02/15 (fase preliminare alla ricostruzione intero bene)

La necessità di un ampliamento o di una ricostruzione totale della chiesa di Ceola venne prospettata verso la fine del XIX secolo per far fronte all'aumento della popolazione del paese da un lato e alle condizioni diroccate dell'edificio dall'altro. La strada dell'ampliamento, intrapresa nel 1893, fu presto abbandonata e il 30 gennaio 1894 venne costituito il comitato pro erigenda chiesa, che si mise subito in azione, stipulando un accordo con Giovanni Ress per l'acquisto del campo posto tra l'antico tempio e la vicina strada statale, sul quale doveva sorgere il nuovo edificio (2 febbraio 1894). Il permesso dell'ordinariato vescovile alla nuova costruzione giunse il 15 febbraio dello stesso anno.

1895 - 1900/10/06 (iter di approvazione del progetto intero bene)

L'avvio del cantiere del nuovo edificio, che doveva andare a sovrapporsi a quello antico determinandone la demolizione, fu ritardata dall'iter di approvazione del progetto. Un primo disegno, fornito a titolo gratuito dal geometra civezzanese Egidio Filippi nel 1895, fu respinto dal Capitanato distrettuale di Trento, come pure il secondo e il terzo presentati rispettivamente dal geometra Antonio Cembran di Cembra nel 1896 e dall'ingegnere Luigi Obrelli nel 1897. L'incarico passò quindi all'ingegnere Emilio Paor, che finalmente ottenne l'approvazione del Capitanato il 6 ottobre 1900.

1900/11/05 - 1901/04/21 (inizio lavori intero bene)

Ottenuta l'approvazione del progetto da parte del Capitanato distrettuale di Trento, il cantiere poté cominciare subito. Fin dal 5 novembre 1900 sotto la direzione del Paor fu tracciato il perimetro delle fondazioni del nuovo edificio. I lavori di costruzione vennero messi all'incanto il 10 febbraio successivo e furono aggiudicati alla ditta Gaetano Tomasi ed Enrico Pegoretti di Povo. Completata la costruzione delle fondamenta, il 21 aprile 1901 il parroco di Giovo, Giovanni Martinelli, poté benedire la prima pietra.

1901/04/21 - 1901/04/21 (dedicazione carattere generale)

Nel documento di benedizione della prima pietra del tempio (21 aprile 1901) riportato da Stenico (1989) è specificato che l'edificio sacro in costruzione veniva dedicato a San Rocco confessore.

1901/04/21 - 1901/12/21 (costruzione intero bene)

Il cantiere del nuovo edificio sacro fu appaltato interamente a maestranze locali (il rosone e i portali furono realizzati dallo scalpellino trentino Giuseppe Deanesi; il tetto venne m

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