Chiese in Provincia di Trento - città di : Chiesa di Sant'Antonio di Padova

Chiesa di Sant'Antonio di Padova
S. Antonio di Padova

TRENTO
via Aquilino Weber, 16 - Molina di Fiemme, Castello-Molina di Fiemme (TN)
Culto: Cattolico
Diocesi: Trento
Tipologia: chiesa
La chiesa parrocchiale di Sant'Antonio di Padova, orientata a sud-est, sorge presso il "croz del Cogol", su di un'esigua spianata delimitata da muri di contenimento, sul tornante della strada statale, tra gli abitati di Molina e Predaia, le cui comunità concorsero alla sua costruzione tra il 1846 e il 1852. L'edificio venne pesantemente modificato da un restauro nel 1957, che cambiò la cuspide del campanile, i soffitti e le aperture delle finestre e aggiunse le cappelle laterali. La facciata... Leggi tutto
Fonte: BeWeB - Beni Ecclesiastici in Web

Dettagli

La chiesa parrocchiale di Sant'Antonio di Padova, orientata a sud-est, sorge presso il "croz del Cogol", su di un'esigua spianata delimitata da muri di contenimento, sul tornante della strada statale, tra gli abitati di Molina e Predaia, le cui comunità concorsero alla sua costruzione tra il 1846 e il 1852. L'edificio venne pesantemente modificato da un restauro nel 1957, che cambiò la cuspide del campanile, i soffitti e le aperture delle finestre e aggiunse le cappelle laterali. La facciata a due spioventi è serrata tra ampi pilastri angolari tinteggiati in giallo; il portale a luce rettangolare in pietra bianca e la sovrastante bifora con luci a centinatura rientrante sono entrambi dotati di cornice tipo bugnato in granito. Lungo le fiancate emergono le cappelle laterali a pianta rettangolare e la sacrestia (a destra); il campanile si trova sul lato sinistro ed è caratterizzato da monofore centinate nella cella e nel tiburio ottagonale e dalla copertura piramidale cuspidata di sostituzione (un tempo a cipolla). La chiesa è conclusa da una profonda abside semicircolare. All'interno le pareti sono rivestite da doghe in legno nella parte bassa e percorse da una mantovana sempre in legno all'altezza dell'imposta dell'arco santo; al di sopra si aprono le finestre circolari. Lungo i fianchi dell'unica navata si aprono le due cappelle laterali speculari, precedute da un accesso architravato, ospitanti la custodia eucaristica (a sinistra) e il fonte battesimale (a destra). Un'ampia arcata a sesto ribassato conduce al presbiterio, elevato di due gradini, illuminato da una finestra circolare sul lato destro e concluso dal catino absidale. L'intera chiesa è coperta da soffitto ligneo piano a cassettoni, parzialmente dipinto.

Pianta

Navata a pianta rettangolare con asse maggiore longitudinale; due cappelle speculari a pianta rettangolare emergono sui fianchi. Profonda abside semicircolare.

Facciata

Facciata a due spioventi, serrata tra due ampi pilastri angolari, su cui poggia la cornice inferiore del frontone triangolare. Portale a luce rettangolare in pietra bianca, sormontato da finestra bifora, con luci a centinatura rientrante, entrambi dotati di cornice tipo bugnato in granito. Finiture a intonaco tinteggiato.

Prospetti

Zoccolo perimetrale in porfido; fiancate lisce, delimitate in alto dal cornicione tinteggiato in giallo. Corpi emergenti delle cappelle laterali e della sacrestia (sul lato destro). Profonda abside semicircolare. Finiture a intonaco tinteggiato.

Campanile

Torre a pianta quadrangolare posta sul lato sinistro, in corrispondenza dell'attacco della navata al presbiterio. Fusto intonacato e tinteggiato, profilato da cornici angolari dipinte in giallo; quadrante di orologio sul lato nord-ovest. Cella campanaria segnata da più cornici orizzontali sempre tinteggiate in giallo, dotata di ampie monofore a luci centinate; tiburio ottagonale forato da altre aperture centinate allungate. Cuspide piramidale a quattro falde con frontoncini aguzzi, sormontato da globo, croce apicale e segnavento.

Struttura

Strutture portanti verticali: muratura in pietrame. Strutture di orizzontamento: soffitto ligneo piano.

Coperture

Tetto a due falde sulla navata e sul presbiterio, che gira semiconico sull'abside; tetto a falda unica sulle cappelle laterali. Struttura portante in legno e manto di copertura in tegole in laterizio a coda di castoro; copertura del campanile in lamiera metallica.

Interni

Ampia navata unica, illuminata da due coppie di finestre circolari. Pareti rivestite da doghe in legno nella parte inferiore e percorse da una mantovana sempre in legno all'altezza dell'imposta dell'arco santo. Lungo i fianchi si aprono due cappelle laterali gemelle poco profonde, con accesso architravato, ospitanti i confessionali, la custodia eucaristica (a sinistra) e il fonte battesimale (a destra). Un'ampia arcata a sesto ribassato conduce al presbiterio, elevato di due gradini; qui si trovano gli acces

1846 - 1852 (costruzione intero bene)

Il decano di Cavalese don Casimiro Bertagnolli benedisse la prima pietra della chiesa il 29 ottobre 1846; la costruzione, realizzata ex novo a metà strada tra le due frazioni di Molina e Predaia, terminò nell'estate del 1852. L'edificio sorse su un fondo della famiglia Demattio, grazie al lascito testamentario di 400 fiorini disposto da don Giovanni Battista Monsorno, curato di Castello, e con il concorso della popolazione delle due frazioni interessate e del Comune.

1851/10/26 - 1851/10/26 (benedizione carattere generale)

La benedizione della nuova chiesa avvenne il 26 ottobre 1851.

1852/08/16 - 1852/08/16 (consacrazione carattere generale)

Il 16 agosto 1852 l'edificio fu consacrato dal vescovo Giovanni Nepomuceno de Tschiderer.

1855/05/15 - 1855/05/15 (erezione a primissaria curata carattere generale)

La chiesa passò da cappella a primissaria curata della curazia di Castello, nella pieve di Cavalese, il 15 maggio 1855.

1887/08/03 - 1887/08/03 (erezione a espositura curata carattere generale)

L'erezione a espositura curata della pieve di Cavalese risale al 3 agosto 1887.

1903 - 1904 (ristrutturazione sagrato)

Risale al 1903-1904 circa la prima sistemazione del sagrato, selciato, e della gradinata d'accesso.

1920/11/17 - 1956/07/04 (erezione a parrocchia carattere generale)

La chiesa fu elevata ecclesiasticamente a parrocchia il 17 novembre 1920, ma il riconoscimento civile, con la firma del decreto da parte del Presidente della Repubblica, avvenne solamente il 4 luglio 1956.

1957 - 1957 (ristrutturazione intero bene)

Nel 1957 l'edificio venne pesantemente modificato, con il rifacimento del tetto e del soffitto (disegno del geometra Tarcisio Cembran di Cembra), delle aperture delle finestre (prima a lunetta), della cuspide del campanile (prima a cipolla) e l'aggiunta di due cappelle laterali. Operarono la ditta Vinatzer Antonio di Trodena (per le coperture) e una squadra di muratori capeggiati da Bortolo Dessimoni di Molina. Al termine dei lavori il nuovo soffitto a cassettoni della navata e del presbitero venne ornato da dipinti murali di Giovanni Battista Daprà.

1958 - 1968 (ristrutturazione intero bene)

Tra il 1958 e il 1966, mentre era parroco di Molina don Federico Motter, la chiesa fu dotata di un impianto di riscaldamento; tra 1966 e 1968 il suo successore, don Bruno Zeni, fece elettrificare le campane.

1969 - 1980 (ristrutturazione intero bene)

Sotto la reggenza di don Erminio Secchi (1968-1981), venne realizzato un primo adeguamento liturgico strutturale, distruggendo l'altare storico, modificando l'assetto del presbiterio e dell'abside, spostando il tabernacolo e il fonte battesimale (1969). Tra gennaio 1971 e dicembre 1972 venne ripavimentata l'intera chiesa (già in battuto di cemento); le pareti furono rivestite in perlinato di noce ad altezza d'uomo e venne rifatta la bussola d'entrata (ditta Bortolotti Giuseppe & Figli di Molina). Vennero rinnovati l'impianto elettrico, audio e di riscaldamento; fu modificato l'ingresso alle cappelle laterali (prima ad arco) e vi si collocarono i confessionali. Vennero dipinte delle iscrizioni sacre lungo le pareti della navata e nel catino absidale e la chiesa fu imbiancata; venne infine sostituito l'orologio del campanile (1980).

2002 - 2009 (ristrutturazione intero bene)

Su progetto dell'architetto Maddalena Tomasi, la chiesa venne ristrutturata nuovamente a partire dal 2002: venne realizzato un nuovo adeguamento liturgico strutturale e fu costruita la rampa per l'accesso ai disabili. Nel 2005 la pittrice Marcella Dagostin di Cavalese eseguì una decorazione a colori acrilici lungo le pareti della cappella sinistra (della custodia eucaristica). Nel 2007 fu realizzato su progetto del geometra Elio Vaia il corrimano in ferro posto in facciata, a lato dell'ingresso. Infine tra il 2008 e il 2009 fu rifatto il manto di copertura, su progetto dell'architetto Sergio Facchin di Cavalese

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