Chiese in Provincia di Trento - città di : Chiesa di Santa Maria Assunta

Chiesa di Santa Maria Assunta
ASSUNZIONE S. Maria Assunta

TRENTO
piazza Milano - Cappella, Lavarone (TN)
Culto: Cattolico
Diocesi: Trento
Tipologia: chiesa
Con orientamento a sud-ovest, la chiesa parrocchiale di Santa Maria Assunta a Lavarone Cappella è stata completamente riedificata tra il 1943 e il 1947 su progetto dell’architetto Pietro Marzani di Villa Lagarina, mantenendo il campanile dell’edificio precedente, settecentesco, dotato di quattro monofore e copertura piramidale ottagonale. La facciata a due spioventi è serrata tra due paraste angolari finite in pietra a vista, come lo zoccolo di base; l’ingresso architravato tripartito è... Leggi tutto
Fonte: BeWeB - Beni Ecclesiastici in Web

Dettagli

Con orientamento a sud-ovest, la chiesa parrocchiale di Santa Maria Assunta a Lavarone Cappella è stata completamente riedificata tra il 1943 e il 1947 su progetto dell’architetto Pietro Marzani di Villa Lagarina, mantenendo il campanile dell’edificio precedente, settecentesco, dotato di quattro monofore e copertura piramidale ottagonale. La facciata a due spioventi è serrata tra due paraste angolari finite in pietra a vista, come lo zoccolo di base; l’ingresso architravato tripartito è elevato su di una scalinata, protetto da una tettoia e sormontato da una trifora a luci centinate. Le fiancate sono marcate da zoccolo e paraste finite in pietra a vista, che separano il volume della navata da quello, leggermente arretrato, del presbiterio. La costruzione sfrutta il dislivello del terreno su cui è costruita ed è dotata di locali di servizio per l’oratorio posti sotto il livello pavimentale della chiesa, della sacrestia (fianco sinistro) e del deposito (fianco destro). La parete di fondo del presbiterio rettangolare reca una grande croce latina al centro. All’interno l’ampia navata unica coperta da grandi cassettoni rettangolari è divisa in cinque campate da paraste; due nicchie simmetriche dal profilo rettangolare ospitano altrettante statue, mentre due altari laterali si trovano a ridosso dell’arco santo, costituito da un’ampia arcata a pieno centro in pietra. Tre gradini conducono al presbiterio a pianta rettangolare con gli angoli smussati, coperto da soffitto piano con listelli di legno applicati formanti un disegno geometrico e perlinato lungo le pareti. Tutte le diciotto monofore centinate sono schermate da vetrate artistiche realizzate dalla ditta Parisi di Trento su disegno di Carlo Bonacina.

Preesistenze

Il campanile è l’unica sopravvivenza della fabbrica precedente.

Pianta

Navata a pianta rettangolare con asse maggiore longitudinale; presbiterio a pianta rettangolare con asse maggiore trasversale.

Facciata

Facciata a due spioventi serrata tra due paraste angolari finite in pietra a vista, come lo zoccolo di base; ingresso architravato tripartito elevato su di una scalinata di cinque gradini, protetto da una tettoia e sormontato da una trifora a luci centinate. Oculo sommitale cieco con traforo a croce greca; finiture a intonaco tinteggiato.

Prospetti

Fiancate marcate da zoccolo e paraste finite in pietra a vista, che separano il volume della navata da quello, leggermente arretrato, del presbiterio, e forate rispettivamente da sette (a sinistra) e otto (a destra) monofore centinate. La costruzione sfrutta il dislivello del terreno su cui è costruita ed è dotata di locali di servizio per l’oratorio posti sotto il livello pavimentale della chiesa, della sacrestia (fianco sinistro) e del deposito (fianco destro), caratterizzati da aperture centinate e finiture in pietra a vista. La parete di fondo del presbiterio rettangolare reca una grande croce latina al centro e un oculo alla sommità.

Campanile

Torre a pianta quadrangolare posta sul lato sinistro, leggermente arretrata rispetto alla facciata, dotata di un accesso con cinque gradini sul lato nord-est; fusto intonacato con cantonali in pietra a vista e quattro monofore centinate nella cella, che si sviluppa senza soluzione di continuità. Tiburio ottagonale forato da oculi sui lati principali e copertura conica, completata da globo e croce apicale.

Struttura

Strutture portanti verticali: muratura in pietrame. Strutture di orizzontamento: soffitto ad ampi cassettoni lignei trasversali, decorati da losanghe o croci di Sant’Andrea, sulla navata; soffitto piano con listelli di legno applicati formanti un disegno geometrico sul presbiterio.

Coperture

Tetto a due spioventi sulla navata e sul presbiterio; struttura portante in legno, manto di copertura in tegole canadesi. Campanile coperto da lamiera metallica.

Interni

Ampia navata unica divisa in cinque campate da paraste; ingresso secondario in corrispondenza della terza campata

1759/05/28 - 1759/05/28 (erezione a espositura carattere generale)

Il 28 maggio 1759, in occasione della visita pastorale, il vescovo di Feltre Andrea Minucci concesse l’erezione dei masi della parte orientale dell’altopiano a espositura della Parrocchia di San Floriano di Lavarone, nella pieve di Calceranica, e dispose l’apertura di un luogo di culto nella frazione baricentrica di Cappella.

1759/05/28 - 1769 (costruzione intero bene)

La costruzione della chiesa iniziò quasi subito, con la benedizione della prima pietra impartita dal parroco don Pietro Piccinini. Tuttavia il grandioso progetto originale dovette essere di fatto ridimensionato a causa delle liti con il maso della Chiesa e della mancata copertura finanziaria dell’impresa. Nel 1769 iniziò una prima attività liturgica nel nuovo tempio, rimasto incompiuto; venne infatti terminata e utilizzata solo la zona presbiteriale, mentre la navata rimase allo stato di scheletro scoperto e venne infine abbattuta.

1786/04/16 - 1786/04/16 (cambio di giurisdizione carattere generale)

Il territorio della pieve di Calceranica rimase soggetto alla diocesi di Feltre fino al 16 aprile 1786, quando fu accorpato a quella di Trento.

1830 - 1840 (completamento intero bene)

Nel corso degli anni Trenta dell’Ottocento la chiesa fu soggetta a dei lavori di completamento; visitata da vescovo Tschiderer nel 1840, fu trovata “bella” e “di buon gusto”. Il presule promise ai fedeli la concessione di un curato residente.

1840 - 1857/08/15 (installazione e rinnovo campane)

Sempre nel 1840 o poco dopo due campane della fonderia Colbacchini di Bassano furono poste sul campanile; una delle due si ruppe negli anni seguenti e il 15 agosto 1857 ne vennero benedette altre tre dal parroco don Giovanni Piccinini.

1864/09/23 - 1864/09/23 (consacrazione carattere generale)

Il principe vescovo Benedetto Riccabona consacrò l’edificio il 23 settembre 1864.

1897 - 1897 (definizione dei confini ecclesiastici carattere generale)

Nel 1897 si definirono i confini ecclesiastici delle due giurisdizioni di Lavarone.

1909/10/31 - 1909/10/31 (erezione a parrocchia carattere generale)

Il decreto di erezione della curazia a parrocchia reca la data del 31 ottobre 1909.

1912/12/03 - 1912/12/03 (installazione orologio campanile)

Il Comune di Lavarone fece porre sul campanile un grande orologio, commissionato alla ditta Pestersutz di Rovereto, il 3 dicembre 1912.

1912/12/31 - 1912/12/31 (cambio di giurisdizione carattere generale)

Il 31 dicembre 1912 le due parrocchie di Lavarone Chiesa e Cappella vennero staccate dal decanato di Levico e aggregate a quello neonato di Folgaria.

1920 - 1928 (ristrutturazione intero bene)

Il 18 novembre 1920, dopo la requisizione bellica, il campanile fu nuovamente dotato di tre campane fuse dalla ditta Colbacchini e pagate interamente dallo Stato italiano come risarcimento dei danni di guerra. Nel 1921 la chiesa fu dotata dell’impianto elettrico e di una quarta campana. A conclusione dei lavori di ristrutturazione postbellica, nel mese di luglio del 1928, venne in visita il vescovo Endrici.

1943 - 1947 (abbattimento e ricostruzione intero bene)

Durante la visita pastorale del 28 settembre 1942, il vescovo Carlo de Ferrari rilevò l’insufficienza della chiesa a contenere l’accresciuto numero di fedeli, soprattutto con il recente afflusso dei turisti; già nel gennaio successivo l’architetto Pietro Marzani di Villa Lagarina approntò il progetto di abbattimento e ricostruzione arretrata della chiesa, mantenendo in piedi soltanto il campanile. Il progetto fu approvato dalla curia il 9 luglio, il 16 si diede inizio ai lavori e domenica 18 fu benedetta la prima pietra. Alla fine dell’anno i lavori vennero però sospesi a causa della mancanza di materiali; nel 1944 il progetto di Marzani fu rivisto da un Comitato pro erigenda chiesa e nel luglio dell’anno successivo il cantiere riprese. Nella primavera del 1946 fu demolito il presbiterio d

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