Chiese in Provincia di Trento - città di : Cappella della Madonna delle Grazie

Cappella della Madonna delle Grazie

TRENTO
Pelugo (TN)
Culto: Cattolico
Diocesi: Trento
Tipologia: cappella
La piccola cappella, orientata ad est, sorge fuori dall'abitato di Pelugo, in una verde zona pianeggiante, presso la riva destra del fiume Sarca. La prima notizia documentaria testimonia come l'edificio sia stato eretto da Antonio Cometti tra il 1781 e il 1782, in forma di oratorio aperto su tre lati, che vennero chiusi da mura solo dopo la prima guerra mondiale. Come testimonia la sua intitolazione, la cappella era considerata alla stregua di un piccolo santuario, meta di pellegrinaggio da... Leggi tutto
Fonte: BeWeB - Beni Ecclesiastici in Web

Dettagli

La piccola cappella, orientata ad est, sorge fuori dall'abitato di Pelugo, in una verde zona pianeggiante, presso la riva destra del fiume Sarca. La prima notizia documentaria testimonia come l'edificio sia stato eretto da Antonio Cometti tra il 1781 e il 1782, in forma di oratorio aperto su tre lati, che vennero chiusi da mura solo dopo la prima guerra mondiale. Come testimonia la sua intitolazione, la cappella era considerata alla stregua di un piccolo santuario, meta di pellegrinaggio da Pelugo e da altri paesi della valle e un tempo vi erano esposti alle pareti diversi ex-voto, ma oggi la sua importanza è molto minore. La semplice facciata dagli angoli smussati è inquadrata da due fasce raccordate da una cornice triangolare che delimita il timpano, con iscrizione entro cartella; l'unico ingresso con portale centinato in granito è preceduto da un gradino. Ogni fiancata presenta una finestra a lunetta tra due lesene, come quelle in facciata. L'interno è coperto da una volta a vela ornata di stucchi, ripresi sul catino absidale, marcato da lesene angolari. Le pareti della navata sono concluse da arcate ribassate profilate sempre in stucco.

Pianta

Pianta rettangolare con asse maggiore longitudinale; abside a pianta poligonale irregolare.

Facciata

Facciata a due spioventi con gli angoli smussati, delimitata da un breve zoccolo in granito e da una coppia di fasce tinteggiate in giallo e raccordate da una cornice triangolare che delimita il timpano, centrato da una cartella dipinta con iscrizione; portale centinato in granito; finiture a intonaco tinteggiato.

Prospetti

Breve zoccolo perimetrale in granito. Fiancate marcate ciascuna da una finestra a lunetta tra due lesene, riprese anche lungo le pareti dell'abside. Finiture a intonaco tinteggiato.

Struttura

Strutture portanti verticali: muratura in pietrame. Strutture di orizzontamento: volta a vela in muratura per la navata; catino absidale.

Coperture

Tetto a due spioventi sulla navata e a tre spioventi sull'abside. Struttura portante in legno; manto di copertura in lamiera metallica.

Interni

Navata unica, in cui le pareti sono delimitate da arcate ribassate profilate in stucco, che, per quelle laterali, incorniciano le finestre a lunetta; un gradino separa la navata dall'abside poligonale, segnata da lesene angolari sostenenti il cornicione e chiusa da balaustre lignee. Finiture a intonaco tinteggiato.

Pavimenti e pavimentazioni

Pavimento a mattonelle quadrate di pietra calcarea, disposte a corsi orizzontali.

Elementi decorativi

Decorazione in stucco sulla volta e nel catino absidale; dipinto murale figurato a tempera sulla parete di fondo.

1781/07/19 - 1782/05/20 (costruzione intero bene)

Secondo la tradizione, in un passato indefinito, Donato Nodari di Pelugo fece costruire in località Baltarino un'edicola sacra dedicata alla Madonna e si fece ritrarre come donatore nel dipinto murale che la ornava. La prima menzione documentaria della cappella si trova invece in un documento dell'archivio parrocchiale di Pelugo: vi si ricorda che il 19 luglio 1781 la comunità intera, riunita in "Regola generale", ne decise l'erezione, designando due responsabili e contribuendo con offerte e giornate di lavoro, e che in meno di un anno, il 20 maggio 1782, l'edificio era terminato. In una seguente nota di spesa è citato "mastro Antonio Chometti", pagato con la sua squadra di aiutanti. Si tratta presumibilmente dello stesso Antonio Cometti che con il fratello Francesco eresse la parrocchiale di San Lorenzo a Pinzolo (1765-1767), di Santa Maria Assunta a Cavedine (1776-1783) e di San Martino a Villa Rendena (1777-1786). La costruzione, chiamata "oratorio pubblico", era aperta su tre lati.

1857 - 1857 (ristrutturazione tetto)

In un documento del 1857 si indica come necessario un intervento di ristrutturazione del tetto.

1921/01/01 - 1921/12/08 (ristrutturazione intero bene)

Durante la prima guerra mondiale la popolazione fece voto di restaurare la cappella appena possibile, se il paese fosse stato risparmiato dalle distruzioni e dall'evacuazione. Un primo grandioso progetto di completo rifacimento dell'edificio, firmato dall'ingegner Neubacher (?) & C. di Rovereto, venne presto abbandonato per l'eccessivo costo; un'assemblea generale riunitasi il primo gennaio 1921 decise di intervenire sull'esistente. La cappella, inaugurata l'8 dicembre dello stesso anno, venne chiusa da pareti laterali con finestre a lunetta e coperta con lastre di zinco; stucchi e dipinti furono restaurati (progetto di Enrico Pollini).

1923/06/03 - 1923/06/03 (benedizione carattere generale)

La cappella fu benedetta il 3 giugno 1923 da don Luigi Dalleaste, parroco di Pelugo.

1925 - 1925 (decorazione interno)

Nel 1925 Francesco Valentini dipinse l'immagine della Madonna con Gesù Bambino e santi sulla parete di fondo.

1942 - 1942 (danneggiamento intero bene)

Nel mese di settembre del 1942 la cappella fu danneggiata in maniera marginale dallo straripamento del torrente Bedù.

1955 - 1955 (ristrutturazione intero bene)

Cesare Valentini eseguì un intervento di ritocco della pittura sacra e delle pareti nel 1955; nel 1958, su progetto dell'ingegner Dante Ongari di Spiazzo, si sistemarono la strada d'accesso, il basamento e il marciapiede in granito, la pavimentazione, il portale, la mensa dell'altare.

1967 - 1967 (restauro intero bene)

Un nuovo intervento di restauro risale al maggio del 1967, ad opera del pittore Luigi Delaidotti di Dorsino.

1983 - 1983 (tinteggiatura intero bene)

La tinteggiatura fu rinnovata nel 1983, come testimoniato dall'iscrizione in facciata.

Mappa

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