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Pianta schiantata dalla tempesta Vaia travolge e uccide un boscaiolo a Valpore

La vittima è il 52 enne Luciano Scariot, titolare dell’impresa boschiva con sede a Rasai. Inutili i soccorsi con l’elicottero



. Maledetta Vaia. Luciano Scariot, titolare dell’impresa di lavori boschivi ha perso la vita ieri pomeriggio in località Valpore quando una pianta già abbattuta dalla tempesta e sulla quale il boscaiolo aveva appena eseguito un taglio è scivolata a valle travolgendolo e trascinandolo a valle per una ventina di metri. A quasi un anno di distanza, la tempesta chiede il tributo di un’altra vita dopo quella di Sandro Pompolani che quel 29 ottobre rimase schiacciato all’interno della sua auto da un tiglio mentre percorreva la Culiada a Feltre.

Sul Grappa tutto succede in frazioni di secondo. Sono le 14, 5 circa quando il colpo di motosega di Scariot provoca la messa in movimento della pianta che si trova già a terra. Un gesto compiuto migliaia e migliaia di volte dal boscaiolo, ma che ha un esito imprevisto e imprevedibile. L’incidente mortale sul lavoro priva la comunità di Seren del Grappa di un imprenditore che negli anni si era costruito una reputazione fatta di grande professionalità tanto che l’azienda, nata una ventina di anni fa, è progressivamente cresciuta e attualmente dà lavoro a diversi operai.

Scariot è su un pendio molto ripido in mezzo al bosco schiantato dalla tempesta Vaia in località Valpore assieme a un suo dipendente che al momento dell’incidente si trova distante qualche decina di metri. Quest’ultimo sente un forte rumore e si accorre sul luogo dove trova il suo datore di lavoro sotto la pianta. Il dipendente dà subito l’allarme che mobilita l’elicottero di Treviso Emergenza che decolla in direzione del versante serenese del Grappa, mentre i vigili del fuoco di Feltre, chiamati in causa alle 14,40, partono a loro volta in direzione delle Valpore.

Il primo ad arrivare è l’elicottero di Treviso Emergenza che aggira le nubi basse, e porta sul posto tecnico e medico dell’equipaggio che vengono sbarcati con un verricello di 40 metri. Purtroppo per Scariot non c’è nulla da fare e al medico non resta che constatarne il decesso. Arrivano i vigili del fuoco di Feltre e anche una pattuglia dei carabinieri di Lamon.

I pompieri hanno il triste compito di liberare il boscaiolo da quell’abbraccio mortale. Muoversi tra le piante richiede grande attenzione anche per loro. Scatta la chiamata allo Spisal che invia i propri ispettori ai quali spetterà di ricostruire la dinamica di quello che a tutti gli effetti è un incidente sul lavoro. In quel bosco Scariot aveva cominciato un primo intervento ancora a marzo e da circa una settimana era tornato perché c’era ancora tanto da fare per liberare il versante della montagna da tutte le piante schiantate dalla tempesta. Un lavoro che gli era stato affidato in quanto ritenuto tra i boscaioli più preparati e attrezzati per muoversi anche in contesti impegnativi come può essere un bosco con piante già abbattute.

La notizia della morte di Luciano Scariot è arrivato a Seren come una mazzata, lasciando attonita la comunità. Conosciutissimo e apprezzato dai suoi concittadini, Luciano Scariot abitava in via Segato a Rasai e nella non lontana zona artigianale aveva la sede della sua impresa che anno dopo anno aveva fatto crescere grazie all’impegno e alla professionalità. Un lavoro fatto prima di tutto con passione, intrapreso dopo un’esperienza lavorativa maturata in gioventù alla Zanussi. Quella stessa passione che ha trasmesso al figlio Mattia che ha già cominciato a seguire le orme paterne. Luciano Scariot lascia la moglie Viviana Ceccato. —



Pubblicato su Corriere delle Alpi