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Messa funebre a Nebbiù per Caterina Costella da decenni in Sudafrica

PIEVE DI CADOREQuesta sera alle 20, nella chiesa parrocchiale di Nebbiù di Cadore, in concomitanza con il funerale che si celebrerà in Sudafrica, sarà celebrata una messa di suffragio per la morte di...

PIEVE DI CADORE

Questa sera alle 20, nella chiesa parrocchiale di Nebbiù di Cadore, in concomitanza con il funerale che si celebrerà in Sudafrica, sarà celebrata una messa di suffragio per la morte di Caterina Costella, 81 anni di Nebbiù, emigrata in quel paese nel 1955.

Pur ammalata da tempo, sembrava non gravemente, è spirata giovedì a Johannesburg, dove risiedeva con il marito nato a Calalzo e con i tre figli.

La notizia inattesa, ha sconvolto il mondo dell’emigrazione bellunese, perché Rina, come si faceva chiamare, era seconda figlia della famiglia di Augusta e Adamo Costella, formatasi a Nebbiù 85 anni fa e rallegrata dalla nascita di ben 8 figli: Arturo, Caterina, Angelo, Nelso, Giuseppe, Giovanni, Ornella e Francesco. Una famiglia che ha trovato nella strada dell’emigrazione la possibilità di vivere lavorando e formare altre famiglie che oggi sono sparse in tre continenti: Europa, Africa e Australia. Una famiglia che negli ultimi 18 mesi ha perso ben 4 componenti: Maria, moglie di Giovanni, che pur originaria del Sudafrica ha sempre amato molto Nebbiù e l’Italia; Arturo, il primogenito che ha fatto da battistrada all’emigrazione della famiglia Costella, deceduto il 23 novembre del 2017; Angelo, nel gennaio del 2017, che con il lavoro nelle miniere del Belgio si era ammalato di silicosi ed è deceduto la primavera scorsa. Ora è toccato a Rina, che sarà sepolta a Johannesburg, sembra provvisoriamente perché sembra che la figlia Augusta la voglia riportare in Italia e seppellirla nel cimitero di Nebbiù dove riposa la madre.

Alla cerimonia sarà assente il fratello Francesco, attualmente negli Stati Uniti dove vive un figlio. Nella foto, scattata nel luglio 2011 giorno della morte della madre Augusta, gli 8 figli per una volta riuniti: in piedi Rina, Arturo, Nelso e Giuseppe; inginocchiati Giovanni, Ornella, Francesco e Angelo. —

Vittore Doro

Pubblicato su Corriere delle Alpi