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E' morto Giuliano Tabacchi, figlio del fondatore della Safilo

Lutto nel mondo economico veneto e bellunese. Ha retto l'azienda per decenni con i fratelli

Si è spento  nella sua casa del centro di Padova l’imprenditore 81enne Giuliano Tabacchi, figlio del fondatore della Safilo Guglielmo e membro di una dinastia di capitani d’industria di cui era stato parte attiva fin da dopo la laurea, nel 1960 a Ca’ Foscari, con una tesi proprio sull’industria delle montature per occhiali.

Giuliano Tabacchi aveva saputo lanciare l’azienda paterna a livello internazionale penetrando nei mercati esteri attraverso una rete diversificata nelle varie unità produttive, specie dopo l’avvio nel 1966 del nuovo stabilimento a Santa Maria di Sala e la creazione a Padova del quartiere generale dell’azienda. Una storia di impegno imprenditoriale e personale che aveva permesso a Giuliano, il maggiore dei tre fratelli Tabacchi, di prendere in mano un'azienda sostanzialmente artigianale portandola alla quotazione in Borsa e facendone nei fatti uno dei colossi mondiali dell’occhialeria.

Un’azienda che, nel periodo d'oro della proprietà Tabacchi poteva contare su sette stabilimenti produttivi (dislocati a Longarone, Santa Maria di Sala, Pieve di Cadore, Martignacco, Precenicco, Linz in Austria e Ormoz in Slovenia), 26 filiali in altrettanti Paesi, 6.700 dipendenti, 24 milioni di occhiali prodotti, un export attestato all’85% in 130 diverse Nazioni, e un portafogli nel quale figurano griffe come Dior, Valentino e Max Mara, Yves Saint Laurent e Diesel, Bottega Veneta, Carrera e poi Armani.

«Mio fratello era malato da tempo» spiega il fratello Dino «ma non ci aspettavamo in alcun modo quanto è successo. Proprio ieri (due giorni fa, ndr) era il suo compleanno e ci siamo sentiti al telefono. Non dava affatto l’impressione di stare male, anzi era lucido come sempre. E tuttavia parlando con sua moglie e suo figlio sembra che già da qualche giorno il suo stato di salute stesse peggiorando. Una grave perdita per l’intera famiglia e per il mondo imprenditoriale italiano e per quello dell’associazionismo locale che in lui aveva visto un punto di riferimento di primo piano per lunghi anni».

Industriale di larghe vedute, eletto con voto plebiscitario alla guida dell’Associazione degli industriali di Padova, promosse l’unificazione della stessa con l’Api, favorendo un salto di qualità nella gestione delle grandi e piccole imprese realizzato nell’Unindustria Padova. Le sue capacità e il suo entusiasmo lo spinsero ad adoperarsi in lungimiranti progetti internazionali, sostenendo il “sistema Padova” ideato dalla camera di Commercio. Poco prima del Natale scorso aveva ricevuto a Palazzo Moroni il sigillo della città, riconoscimento dei suoi meriti per il progresso della comunità. I funerali si svolgeranno martedì 13 marzo 2018 alle 11 nella Chiesa del Santo a Padova.

Pubblicato su Corriere delle Alpi