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Cortina in lutto per Geppi Lorenzi, falegname e 11 scudetti in bacheca

Se ne è andato un altro dei grandissimi dell’Hockey Cortina. Il presidente Bernardi: «Mi ricordo la sua forza e le sue grandi mani»

CORTINA. Se ne va un altro monumento dell’hockey ampezzano.

Giuseppe Lorenzi è deceduto ieri all’eta di 81 anni e con ben 11 campionati italiani vinti in carriera all’Olimpico e con svariate presenze in Nazionale. La storia di Giuseppe è la storia dell’hockey a Cortina, squadra in cui Lorenzi ha giocato per 13 stagioni, vincendo quella striscia di scudetti consecutivi rimasta impressa negli annali.

“Geppi” approda in prima squadra nel 1960, non ancora 20enne e rimane fedele alla casacca biancoceleste fino al 1974, anno del suo ritiro. Nel mezzo, come detto, tante vittorie e tante presenze anche nelle fila della Nazionale maggiore.

«Giuseppe era un’ala sinistra molto forte fisicamente», ricorda il presidente del Cortina, Silvio Bernardi, che ha avuto modo di giocare con Lorenzi per alcune stagioni. «un giocatore difficile da marcare e che faceva paura proprio per la sua mole. Mi ricordo le sue mani gigantesche e la sua forza fisica che metteva sempre in difficoltà gli avversari. Non era sicuramente un fuoriclasse ma uno di quei giocatori fondamentali in squadra per fare il lavoro sporco».

Il ricordo di Bernardi va poi anche alla vita fuori dal ghiaccio.

«Giuseppe era un bravissimo falegname, tanto che abbiamo avuto modo di collaborare varie volte e l’ho sempre apprezzato per come sapeva lavorare. Era buono ma guai a stuzzicarlo, noi in spogliatoio avevamo imparato questa cosa e cercavamo di non farlo arrabbiare. Al di la di questo è sempre stato una persona di compagnia e a cui piaceva fare festa».

Lorenzi non frequentava più lo stadio ultimamente, ma era sempre aggiornato sulle vicende che riguardavano il Cortina.

«L’ho incontrato giusto qualche settimana fa», chiosa Bernardi, «e mi ha chiesto novità sul roster, facendomi i complimenti per la squadra che stiamo allestendo. Tutta la società si stringe intorno alla famiglia per questa scomparsa, salutiamo un altro pezzo della nostra gloriosa storia». 

Pubblicato su Corriere delle Alpi