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La scomparsa di De Col, Belluno in lutto

L’ex sindaco lanciò la raccolta differenziata e il riordino delle partecipate. Il commiato della politica, degli amici e dei suoi alunni

BELLUNO. Avrebbe compiuto ottant’anni tra pochi giorni e da tempo programmava di festeggiare come si deve, ma ieri la città si è svegliata senza di lui. Ermano De Col, sindaco di Belluno dal 2001 al 2006, se n’è andato nella notte a causa della malattia che lo aveva colpito da qualche tempo, ma senza spegnere in lui la passione per la politica che lo aveva portato a candidarsi anche alle ultime elezioni comunali.

Quella di De Col a Palazzo Rosso è stata un’esperienza lunghissima e generosa, ma c’è una parte di città che lo ricorderà sempre come “il maestro”. Generazioni di bambini bellunesi sono cresciute con i suoi insegnamenti, soprattutto alla scuola di Mussoi, ma non solo, e ieri l’affetto e la stima dei suoi alunni si sono fatti sentire quanto quelli della politica, anche di quella parte più distante dagli ideali di sinistra ai quali è sempre rimasto fedele.

Maestro anche di stile, De Col era un uomo elegante, sportivo, con il contegno dei gentiluomini di una volta e di grande compagnia. Il suo carattere fermo e poco avvezzo ai compromessi ha dettato la linea della sua amministrazione che verrà ricordata soprattutto per aver introdotto in città la raccolta differenziata dei rifiuti. Un impegno di civiltà, cui oggi nessuno rinuncerebbe, ma che allora gli costò la rielezione. «Fu un provvedimento difficile ma giusto e a volte certe scelte vanno fatte anche se non pagano elettoralmente», ricorda Francesco Rasera Berna, che lo affiancò in giunta partecipando all’altra grande riforma avviata da De Col, quella che vide nascere le società partecipate Sersa e Multibel, poi Bellunum.

«Ognuno di noi serba il proprio ricordo personale di Ermano e di quanto vissuto con lui», scrivono Rasera Berna e gli altri componenti di Insieme per Belluno nel ricordare l’ex sindaco, «e ognuno di noi lo mantiene come bene prezioso ed intimo, come intimo è il dolore che proviamo in questo momento. Nell’esperienza di Insieme per Belluno in cui ci siamo ritrovati e poi nella campagna elettorale per Lucia abbiamo sentito che strade diverse si riunivano attorno ai valori fondamentali in cui insieme abbiamo creduto e crediamo: la giustizia sociale, l’eguaglianza, l’antifascismo. E in questo ritrovarci il ruolo di Ermano è stato fondamentale, senza retorica, senza mai essere sopra le righe, ma anche senza mai risparmiarsi fino all’ultimo».

«Per lui l’impegno politico era un dovere civile, un prendersi cura della città e della comunità», aggiunge Lucia Olivotto. «Ermano mi ha insegnato a tenere sempre la schiena dritta, a lottare per le proprie idee e i propri obiettivi. Il suo ultimo desiderio era quello di vedermi sindaco... c’è sempre stato in campagna elettorale. Mancherà, molto».

«Grazie Ermano», il pensiero di Marco Perale. «Abbiamo combattuto molte battaglie insieme. Mancherai a me, a chi ti ha conosciuto e a tutta la città, che perde una persona seria, onesta e appassionata. Sono onorato di essere stato il tuo vice».

Chiunque abbia conosciuto De Col ne serba un ricordo prezioso. «Lo conobbi durante il suo mandato da sindaco», ricorda il primo cittadino Oscar De Pellegrin, che allora era un atleta in attività. «Venne a casa mia. Fu una serata piacevole, era una persona con cui era bello parlare, al di là del pensiero politico. A lui oggi va il nostro grazie per una vita così ben spesa al servizio della comunità. Io e tutta la giunta siamo vicini ai famigliari, ai quali porgiamo le nostre condoglianze».

«Se ne va un uomo saggio, che aveva sempre una parola illuminata e una visione lungimirante. Un amministratore vecchio stampo che ha sempre creduto nell’impegno civico», aggiunge il presidente della Provincia, Roberto Padrin.

«Ritengo che Belluno abbia perso uno dei suoi più significativi rappresentanti ed una persona di grande spessore umano e politico», il pensiero del portavoce provinciale di Fratelli d’Italia, Filippo Osnato, mentre Marzio Sovilla (Lega) ne cita «i valori dell’onestà, della lealtà e della passione». De Col «era una persona con la quale ci si scontrava, sì, d’altra parte le opinioni erano spesso diverse, ma il confronto era sempre costruttivo, leale e rispettoso così come era lui».

Pubblicato su Corriere delle Alpi