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La comunità di Fonzaso ha salutato Emilia «La famiglia va avanti lei sarà ancora presente»

Tanta gente ieri al funerale della 63 enne deceduta la scorsa settimana Don Vallotto: «Sono stati giorni duri per i parenti e per due comunità» 

le esequie

Il caldo abbraccio della comunità di Fonzaso è stata la dimostrazione di come Emilia Santurini fosse benvoluta. E con lei la sua famiglia che ieri pomeriggio ha toccato con mano l’affetto dei fonzasini per la loro congiunta tragicamente uccisa a 63 anni nell’incidente stradale avvenuto lunedì della scorsa settimana mentre stava facendo una camminata nella zona industriale. «La famiglia va avanti», ha detto don Alberto Vallotto in uno dei passaggi chiave della sua omelia, «ed Emilia sarà ancora una presenza fondamentale». Il dolore composto del marito Giuseppe e di tutta la famiglia ha trovato ascolto nelle tante persone che ieri hanno affollato la chiesa di Fonzaso e che poi hanno voluto accompagnare il corteo funebre fino al cimitero per la sepoltura.

«Sono stati giorni duri per noi tutti», ha affermato il parroco, «e per i familiari in particolari, per le comunità di Fonzasoe Arten. Una sofferenza portata avanti con tante parole. Improvvisamente Emilia ha lasciato la terra e si è ritrovata davanti a Dio. La vita di Emilia è stata un dono e questa vita strappata in modo così improvviso ci crea sofferenza. In questi casi dobbiamo attingere dalla parola di Dio confidando nel suo abbraccio, nell’amore con cui la accoglie. Adesso Emilia è nella sua dimora».

Parole che hanno inteso alleggerire il peso della perdita che grava sulla famiglia della donna. Famiglia che ha colto l’occasione, affidando il proprio pensiero a don Alberto, per ringraziare tutte le persone che quella notte dell’incidente l’hanno trascorsa in piedi per aiutare nelle ricerche della 63 enne. Ricerche che non hanno dato risultati perché troppo fitta era la nebbia per vedere il suo corpo dietro una recinzione in una zona buia. Solo la luce del giorno successivo ha permesso di scoprire in tutta la sua tragicità cosa era accaduto.

«Emilia non è assente», ha concluso don Alberto, «me è presente nel cuore del marito Renzo, della figlia Erika, del piccolo Mattia e di tutti quelli che le hanno voluto bene».

Tra il pubblico c’era anche il sindaco Giorgio Slongo, il quale ha simbolicamente rappresentato la compattezza e l’unione di una comunità in una tragedia che coinvolge non solo la famiglia di Emilia, ma anche quella dell’investitore. —

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Pubblicato su Corriere delle Alpi