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«Non dimenticheremo il suo impegno» Dagli scout al sindaco il paese è attonito

A undici anni si era iscritto all’Agesci, poi aveva fatto volontariato Il parroco don Zago è stato a lungo a confortare i nonni del ragazzo 

Il lutto

La voglia di parlare è poca, il dolore tanto. Il ritrovamento del corpo esanime di Giacomo Sartori porta la comunità zumellese a stringersi attorno alla famiglia del ragazzo. Dal parroco Massimiliano Zago al sindaco Stefano Cesa, senza contare gli altri, compreso chi non fa parte della comunità di Mel, fino ad arrivare ai parenti: tutti loro avevano sperato fino all’ultimo che la vicenda, giunta al suo epilogo più tragico, potesse trasformarsi in una favola a lieto fine con l’abbraccio tra il giovane e i suoi cari. Un sogno destinato a rimanere tale per sempre.

In attesa che venga ricostruito con precisione cos’è successo, chi conosceva Giacomo ha voluto esprimere un ricordo, soffermandosi sull’accaduto.

«Purtroppo è arrivata la straziante notizia che meno ci aspettavamo e che non volevamo sentire», dice il sindaco Stefano Cesa, «quella della tragica scomparsa del nostro Giacomo. Il fatto sta provocando una fortissima commozione in tutta la comunità che da giorni vive in uno stato di angoscia, smarrimento e incredulità per questa drammatica vicenda. L’amministrazione comunale, nel raccogliere il sentimento unanime di tutti i paesani, si stringe con grande affetto alla famiglia di Giacomo e, nel partecipare commossi al dolore di famigliari, parenti, amici e conoscenti, chiede a tutti un rispettoso silenzio».

«La comunità zumellese, di cui faccio parte e che rappresento ogni giorno nel Comune di Borgo Valbelluna è rimasta molto colpita e affranta da questo fatto di cronaca», aggiunge il consigliere di minoranza Oliviero Dall’Asen, «e lo ha dimostrato giovedì sera nel momento della preghiera, perché la chiesa era stracolma in occasione della veglia. Giacomo e la sua famiglia sono molto conosciuti. Io stesso sono rimasto scioccato, perché conoscevo bene il ragazzo e specialmente i suoi genitori. In casi come questo non ci sono davvero parole per esprimere ciò che si prova».

Fino a poco tempo prima di trasferirsi a Milano, Giacomo si era dedicato al volontariato. Ma già all’età di undici anni era entrato a far parte del gruppo scout Agesci di Mel, come conferma il presidente Stefano Sto, che lo ricorda «per l’impegno profuso negli anni assieme ai coetanei, che non dimenticheremo».

Una scomparsa che lascia nel gruppo un grande vuoto. Anche se nell’immediato non verranno organizzate iniziative per commemorare Giacomo, alcuni eventi in calendario nel territorio sono stati annullati, come il concerto organizzato ieri sera a Mel.

Non solo. È stata sospesa in segno di cordoglio anche l’iniziativa che avrebbe dovuto tenersi in casa di riposo a Fonzaso, dove lavora Tommaso, il fratello di Giacomo. Nel pomeriggio di ieri si sarebbero dovute tenere delle letture per gli anziani ospiti, ma l’evento non è stato fatto in segno di lutto e di vicinanza alla famiglia.

La vicinanza nei confronti della famiglia Sartori è massima, anche da parte della Chiesa.

Il parroco di Mel, don Massimiliano Zago, ha fatto visita per tutto il pomeriggio ai nonni di Giacomo, per comunicare loro la scomparsa del nipote e per offrire un po’ di conforto.

«Samo un po’ tutti scossi», aggiunge il parroco di Lentiai, don Luca Martorel, «visto che Giacomo era una persona conosciuta non solo a Mel ma un po’ ovunque in zona, così come i suoi famigliari, ai quali serve sostegno in momenti così difficili. La notizia della morte di questo ragazzo è arrivata così all’improvviso che è stata difficile da accettare, per tutti quanti, perché alla fine siamo fatti di carne e ossa. Credo che ci vorrà parecchio tempo prima di riuscire a superarla. La scomparsa di Giacomo è significativa perché porta un coinvolgimento emotivo maggiore rispetto ad altri casi: per giorni siamo rimasti tutti con il fiato sospeso nella speranza di riuscire a ritrovarlo». —

Dante Damin

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Pubblicato su Corriere delle Alpi