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Tutta Pieve di Cadore in lutto per la tragica morte di Gianna

L’ex assistente sociale Sonaggere era stata colpita da un ramo in Puglia. Il fratello: «Si è sempre spesa per i più deboli, in paese come in Africa»

PIEVE DI CADORE.

Una vicenda per certi versi ancora avvolta nel mistero che ha lasciato sgomenta l’intera comunità di Pieve. La drammatica scomparsa in Puglia dell’ex assistente sociale Gianna Sonaggere, 65 anni, a lungo al servizio della cittadinanza con una particolare predisposizione per i più deboli, ha calato un velo di profonda e sentita tristezza sul paese.

Un incidente dai contorni ancora poco chiari. Poche parole, messe insieme dal fratello Fabrizio per ricostruire l’accaduto: «Gianna si è sempre spesa per i più deboli, sia a Pieve che altrove. Le piaceva viaggiare, solitamente andava nei paesi poveri dell’Africa. Lo scorso anno era stata in Etiopia, quest’anno poi, con la vicenda del Covid 19, si è limitata ai confini nazionali.

Aveva scelto, insieme ad altre persone, un cammino tra Abruzzo, Molise e Puglia. Nel giorno di riposo, su una spiaggia di Vieste, è stata colpita accidentalmente da un tronco. La situazione è sembrata seria da subito ma niente lasciava immaginare un epilogo così tragico. La situazione è andata peggiorando e neanche il trasferimento dall’ospedale di Vieste a quello di San Giovanni Rotondo messo in piedi da Padre Pio è servito a salvarle la vita. Il destino ha deciso così».

Fabrizio prova a trattenere le lacrime nel racconto di sua sorella. Sei fratelli in tutto, famiglia numerosa quella dei Sonaggere che nell’aprile scorso ha perso Guido, vittima del Covid 19. «Gianna ha dedicato la sua vita agli altri», prosegue Fabrizio, «sotto varie forme. È stata una colonna dell’associazione Samarcanda che in centro a Pieve ha un negozio equo solidale ma non si è mai tirata indietro quando c’era da organizzare qualcosa».

Ricordo carico di emozione anche quello dell’ex sindaco di Pieve Maria Antonia Ciotti che ha trascorso 15 anni al fianco di Gianna negli uffici del municipio. Gianna Sonaggere aveva chiuso la propria carriera professionale, prima della meritata pensione, con l’attuale sindaco Giuseppe Casagrande che racconta un episodio risalente proprio ai giorni scorsi: «Sono stato contattato da una sua sorella, mi ha detto che Gianna aveva avuto un incidente in Puglia e che per qualche giorno non avrebbe potuto seguire una cosa qui in paese raccomandandomi di farlo io. Una testimonianza, qualora servisse, dell’attaccamento al suo lavoro ed alla sua gente. Anche dal letto di un ospedale, inconsapevole di quello che sarebbe poi stato, al posto di preoccuparsi di se stessa ha pensato agli altri».

«Abbiamo fatto tanti progetti assieme in campo sociale», la ricorda commosso anche il sindaco di Calalzo, Luca De Carlo, «il suo ruolo lo ha sempre interpretato anche oltre l’aspetto professionale, mettendosi a disposizione di tutti in un ambito delicato come quello del sociale. E la ricorderemo come un modello di dipendente pubblico, che faceva del suo lavoro una missione di vita».

I funerali di Gianna Sonaggere si terranno giovedì alle 15 nella chiesa arcidiaconale di Pieve, anticipati di mezz’ora dal rosario. Nel frattempo l’impresa di onoranze funebri A Dolomitica di Pieve è in viaggio dalla Puglia, dove è arrivata ieri nel tardo pomeriggio, per riportare a Pieve la salma della sfortunata donna. —

 

Pubblicato su Corriere delle Alpi