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Elisoccorso, slalom tra teleferiche «Come pistole sulle teste dei piloti»

Rufus Bristot durissimo: «La politica si dia una mossa. Purtroppo anche le sanzioni sono irrisorie»



«Anche lunedì abbiamo fatto lo slalom tra le teleferiche: di due si conosceva l’esistenza, della terza no». Un secondo caso, dopo quello di sabato, nel giro di pochi giorni: la conferma della regola che di ostacoli del volo non segnalati ne è disseminata tutta la provincia, con rischi sistematici per i soccorritori.

Fabio Rufus Bristot, già capo delegazione Cnsas e consigliere comunale, torna a tuonare. Della materia ha fatto una battaglia: a quasi dieci anni dalla tragedia di Falco, in cui morì l’equipaggio del Suem, ha scritto un libro insieme a Katia Tormen (Falco I-Rems). Ora, sull’episodio di sabato verso forcella Zoppei presenterà un’interrogazione in Comune da spedire a tutti i sindaci bellunesi.

«Ma l’appello, oltre che ai privati che tirano cavi di acciaio tra le valli, lo faccio alla politica», dice, «deve varare le leggi, non ci sono più ma o se, perchè allora diciamo che non ci interessano i 55 morti dell’ultimo trentennio per incidenti di questo tipo. I politici devono dirci se interessa loro la sicurezza di chi va a soccorrere vite». È durissimo Bristot: c’era lui a capo delegazione quel 22 agosto 2009 quando Falco fu “abbattuto” a Rio Gere da cavi di media tensione durante una ricognizione che si rivelò poi un falso allarme. «Devono darsi una mossa».

Le leggi sugli ostacoli al volo sono pronte in Regione ma mancano i decreti attuativi. A livello nazionale invece ci sono disegni di legge di ogni colore. Da anni non si è più intervenuti?

«In Veneto da 6 anni la legge non è attuata. Onestamente la materia è estremamente complessa: in Alto Adige la legge provinciale del 2006 ha trovato a distanza di sei anni le delibere attuative. Qui ci siamo con i tempi, ma ora bisogna produrre, ecco perché mi appello a Bottacin e Zaia, perché si spendano in termini politici e finanziari per allocare risorse per investimenti in software e personale aggiuntivo».

Sul piano nazionale?

«Abbiamo perso molto tempo: ora abbiamo tre disegni di legge, uno del Pd ripresentato da De Menech con la nuova legislatura, e due nuovi: di Fratelli d’Italia e Cinque stelle. Ne manca uno della Lega per coinvolgere tutti in un unico testo unificato che completi l’iter parlamentare. Ma l’auspicio più importante è che, se la politica pensa che la sicurezza non abbia colore, si faccia un decreto legge da convertire in legge entro 60 giorni. Questo è il modo più veloce per affrontare un problema che, per usare le parole del direttore nazionale dell’Agenzia nazionale sicurezza volo, a livello italiano non è mai stato affrontato. Qui parliamo di soccorso, persone che usano l’elicottero per finalità pubbliche».

Sul caso il Cnsas e il Comune si stanno muovendo?

«È una questione di civiltà segnalare cavi aerei. Il Comune farà le verifiche del caso, ma se come sembra c’è un abuso, sarà sanzionato. Qualora risultasse che la teleferica fosse abusiva, comunque non segnalata, la persona verrà sanzionata. Ma sappiamo bene che multare con soli 300 euro un episodio del genere, non scoraggia chi lo commette a farlo nuovamente. Faccio un unico esempio: tra il 2000 e il 2005 sono morte cinque persone a Como perchè l’eli prese una teleferica abusiva su terreno di proprietà della Curia: sono stati tutti assolti. Purtroppo non c’è neanche un sistema sanzionatorio penale importante. E qui parliamo di attentati alla pubblica sicurezza: anche il sistema sanzionatorio deve essere di pari portata. Sabato, se il pilota di Falco avesse fatto un altro tipo di manovra, saremmo a piangere altri morti. Un cavo non segnalato è come una pistola contro la testa».

Gli abusivismi possono essere controllati?

«Invito i sindaci a verificare l’abusivismo che c’è soprattutto in bassa provincia e a far rimuovere tutto. Noi abbiamo avuto un esempio virtuoso: Tiziano De Col, quando ci fu l’incendio sul Monte Coro, fece rimuovere tutte le teleferiche abusive trovate. Ora presenterò un’interrogazione in Comune per sollecitare verifiche e la manderò per conoscenza a tutti i Comuni». —



Pubblicato su Corriere delle Alpi