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Omicidio stradale per il brasiliano

La procura chiude le indagini sull’incidente in cui è morta Barbara Durastante

BELLUNO. Omicidio stradale: chiuse le indagini su Evandro Galhardo Gonsalves. Il perito della procura della Repubblica, Zamumer ha consegnato la perizia sull’incidente che nel mese di dicembre è costato la vita a Barbara Durastante e non vengono sollevati dubbi sulle responsabilità del 39enne di origine brasiliana. Pronta la richiesta di rinvio a giudizio, tanto più che l’uomo era in evidente stato di ebbrezza. Il prelievo del sangue, all’ospedale San Martino ha evidenziato un tasso alcolemico di tre grammi per litro di sangue.

I rilievi di legge erano stati svolti dai carabinieri di Belluno, che sono stati più volte in via Vittorio Veneto, all’altezza del platano contro il quale il 17 dicembre si è schiantata la Fiat Uno e l’ingegnere di San Donà di Piave è arrivato alle loro stesse conclusioni. Secondo la ricostruzione, verso le 21 l’utilitaria a bordo della quale viaggiavano i due - l’uomo alla guida e la 42enne optometrista nativa di Roma sul sedile passeggero - si stava dirigendo verso Ponte nelle Alpi, partita all’altezza del bar Belluno, in fondo a via Simon da Cusighe. Avevano da poco passato il centro Millennium quando, poco dopo il bar Mendoza, l’auto è uscita autonomamente di strada. Ha divelto i cartelli stradali che si trovavano sulla destra, subito dopo il semaforo dell’attraversamento pedonale, e si è poi schiantata contro l’albero davanti al negozio Original Marines.

Un impatto talmente forte da strappare via la portiera lato passeggero della vettura, che dopo aver girato più volte su se stessa si è fermata trasversalmente sulla carreggiata. Per Barbara Durastante, non c’è stato più niente da fare, mentre Evandro Galhardo Gonsalves è stato portato all’ospedale. La donna ha donato le cornee e il padre Roberto ha più volte espresso il desiderio di conoscere chi adesso può vedere, grazie agli occhi della figlia. Barbara Durastante riposa al cimitero cittadino di Prade, accanto alla madre Annamaria Clerici. Sull’albero di via Vittorio Veneto, ci sono ancora i fiori, sotto una bella foto sorridente.

Gigi Sosso

Pubblicato su Corriere delle Alpi