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Da Nebbiù al Sudafrica lutto per Costella

PIEVE DI CADORE. «Arturo Costella era un pilastro importante dell’Abm e dell’emigrazione italiana in Sudafrica, una persona che nonostante il duro lavoro nella miniera, è riuscito ad emergere tanto...

PIEVE DI CADORE. «Arturo Costella era un pilastro importante dell’Abm e dell’emigrazione italiana in Sudafrica, una persona che nonostante il duro lavoro nella miniera, è riuscito ad emergere tanto da diventare un punto di riferimento anche per i giovani». Così ha esordito Oscar De Bona, presidente dell’Associazione Bellunesi nel Mondo, al termine della cerimonia funebre celebrata mercoledì nella chiesa parrocchiale di Nebbiù, in concomitanza con il funerale che a distanza di migliaia di chilometri è stato celebrato alla stessa ora a Johannesburg, in Sudafrica. «Ricordo ancora» ha proseguito, «quando il 5 novembre del 1995, assieme al vescovo di Belluno-Feltre, monsignor Pietro Brollo, consegnammo a Costella il gagliardetto della 109esima Famiglia Bellunese. Conoscevo già l’amico Arturo e conservo di lui uno splendido ricordo. Persona colta, un gran lavoratore e soprattutto innamorato del suo Cadore. Sabato, quando a Ponte nelle Alpi ci sarà il raduno delle Famiglie, Arturo avrà uno spazio per essere ricordato». De Bona era arrivato a Nebbiù insieme al direttore dell’Abm, Marco Crepaz, all’avvocato Maurizio Paniz e all’ex direttore Patrizio De Martin. Anche lo stesso parroco don Enrico, ha sottolineato l’importanza del legame che il defunto, nonostante vivesse a migliaia di chilometri di distanza, aveva sempre mantenuto con la terra natale e con la cultura e la religione apprese in gioventù. Arturo costella è morto il 23 novembre, all’età di 83 anni, a Johannesburg in Sudafrica dove viveva e dov’è stato sepolto.

Pubblicato su Corriere delle Alpi