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Belluno saluta Visalli, generale pilota coraggioso decorato anche dall’Onu

Le sue imprese nella storia dell’Aviazione, i funerali si svolgeranno domani mattina alle 10.30 nella parrocchia di Mussoi

BELLUNO. Una vita che potrebbe diventare un romanzo o un film d’avventura. È una storia carica di imprese al limite e riconoscimenti ai massimi livelli quella di Felice Visalli, che venerdì prossimo avrebbe compiuto 88 anni. Visalli è mancato venerdì, a causa di una malattia che aveva affrontato con il suo spirito coraggioso di sempre. I funerali si svolgeranno domani mattina alle 10.30 nella parrocchia di Mussoi.

Nato a Reggio Calabria ma messinese doc, Visalli abitava a Belluno dal 1992, quando decise di seguire due dei suoi figli, Irma e Paolo, e di chiudere la carriera alla Brigata Cadore come ufficiale di collegamento dell’Aviazione dell’Esercito. Visalli infatti era un Generale Pilota e le sue missioni sono rimaste nella storia dell’Aviazione italiana. A Belluno è stato vicepresidente dell’Associazione dei Siciliani Heliopolis. Specializzato nell’utilizzo dei carri armati, ma soprattutto nelle tecniche del volo, Visalli era stato addestrato al volo strumentale, qualificato quale comandante di pattuglia di volo tattico, abilitato al pilotaggio di elicotteri multiruolo, da combattimento e da trasporto, con migliaia di ore di volo all’attivo di cui buona parte in teatri operativi di guerra. Numerosi e prestigiosi gli incarichi di comando svolti, tra i quali la Chief of Air Staff Operation in Libano. Fu proprio in Libano, nell’ambito della missione umanitaria italiana tra il 1980 e il 1985, che si distinse per determinazione e coraggio in operazioni che gli sono valse un “Encomio solenne” dell’Esercito italiano per il salvataggio di un equipaggio di elicottero abbattuto da elementi Hasbollah, una “Medaglia del Parlamento francese” per aver portato in salvo un parlamentare e il suo staff pilotando con destrezza un elicottero colpito da ignoti e una “Menzione per comportamento coraggioso” da parte del Vicesegretario dell’Onu. Numerose sono le decorazioni attribuite al Generale Visalli tra cui alcune medaglie d’oro: la “Mauriziana” e quelle per il “Lungo periodo di servizio”, per il “Lungo periodo di comando” e per la “Lunga navigazione aerea”.

In Libano, a Sidone nel 1986, si offrì come ostaggio in cambio della liberazione degli uomini del suo reparto, catturati dopo che il loro elicottero era stato abbattuto, ma Visalli aveva anche straordinarie doti diplomatiche e la sua trattativa permise il rilascio di tutti i militari italiani.

«Era uno spirito curioso, un appassionato di novità tecnologiche, un uomo carico di vitalità e pieno di amici», racconta la figlia Irma, nota esponente del Pd. Visalli lascia la moglie Francesca e una terza figlia, Imma. I nipoti si occuperanno di disperdere le sue ceneri: metà nello stretto di Messina e l’altra metà a Tiberiade, in Israele.

Pubblicato su Corriere delle Alpi