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Centinaia raccolti in preghiera per l’addio a Gianna Sonaggere

PIEVE DI CADORE

Sono state tantissime le persone che ieri hanno ascoltato in religioso silenzio la funzione religiosa per Gianna Sonaggere, l’ex assistente sociale e volontaria di Pieve di Cadore, morta a San Giovanni Rotondo domenica scorsa, dopo alcuni giorni di degenza in ospedale per essere stata colpita da un ramo mentre era in vacanza in Puglia.

Una morte che ha colpito e addolorato tutta la comunità cadorina perché la sua vita era stata spesa in favore dei più deboli e degli indigenti. Lo ha riconosciuto l’arcidiacono Diego Soravia all’omelia. «Il comportamento in vita di Gianna è stato molto simile a quello illustrato da San Paolo nella sua lettera tratta dal Giudizio finale del Vangelo di san Matteo», ha affermato. «Ha interpretato come meglio non avrebbe potuto le parole di Gesù: “Quando hai visto un affamato, gli hai dato da mangiare, o assetato e gli hai dato da bere; quando hai visto un pellegrino lo hai accolto, o nudo lo hai rivestito, e quando hai visto un malato lo hai visitato”».

Questa sua predisposizione al servizio pubblico era molto conosciuta non solo tra i cittadini di Pieve, ma anche degli altri comuni perché Gianna Sonaggere nella sua veste di assistente sociale si è occupata della casa di riposo di Tai e e di Casa Dolomiti da quando la struttura si è spostata a Pieve. Nelle strutture solo una parte degli ospiti erano cittadini di Pieve. Ma a lei non importava perché trattava tutti allo spesso modo.

«Ho avuto la notizia del suo stato di salute mentre con un gruppo di parrocchiani stavamo assistendo a una funzione religiosa nella Basilica di Maria Ausiliatrice di Torino», ha affermato il sacerdote. «Sembrava ci fosse qualche speranza di miglioramento, ma solo un’ora dopo è arrivata la notizia della morte. Non è stato facile per nessuno accettarla. L’avevo salutata mentre alla mia partenza, stava distribuendo alimentari ai poveri, solo pochi giorni prima. A noi non è rimasto altro che pregare».

All’uscita dalla chiesa le oltre mille persone arrivate da tutto il Cadore per darle l’ultimo saluto, molte delle quali hanno dovuto ascoltare la funzione religiosa sul sagrato a causa delle norme anti Covid, hanno formata una lunga processione fino al camposanto di Pieve. —

Pubblicato su Corriere delle Alpi