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Muore dieci giorni dopo l’intervento chirurgico Cinque medici indagati

BELLUNO

Cinque medici indagati: tutta l’équipe dell’ospedale San Martino che ha operato di cistifellea Luciano Possamai, il 78enne bellunese deceduto lo scorso 17 maggio. L’ipotesi di reato contestata è quella di omicidio colposo e il pubblico ministero titolare del fascicolo Roberta Gallego ha disposto l’autopsia, conferendo l’incarico ieri mattina al dottor Antonello Cirnelli. I sanitari sono difesi dagli avvocati Valentina Mazzucco, Antinucci e Casciarri, ciascuno dei quali ha nominato un proprio consulente che doveva assistere all’esame autoptico. Novanta giorni per avere le prime risposte.

La famiglia, che aveva organizzato il funerale per mercoledì nella chiesa di Sargnano, vuole conoscere le cause del decesso. Nel frattempo le epigrafi, che spiegavano come eventuali offerte sarebbero state devolute alla Croce Blu, sono state rimosse dalle bacheche della città. Tutto rinviato ai prossimi giorni.

Secondo una prima ricostruzione, una decina di giorni prima Possamai era stato sottoposto a un intervento chirurgico di rimozione della cistifellea. Quella che tecnicamente si chiama colecistectomia sembrava perfettamente riuscita e il paziente è stato dimesso. Una volta tornato a casa, Possamai pareva in buona salute, ma improvvisamente è stato attaccato da dolori che sono diventati via via sempre più forti fino a costringerlo a tornare in ospedale, dove è deceduto.

L’Usl ha informato la Procura della Repubblica ed è partita l’inchiesta, con l’autopsia, che è stata eseguita nella giornata di ieri, nell’obitorio del San Martino. Quello che bisogna capire è la causa del decesso e se questa possa essere in qualche modo collegata all’intervento chirurgico di qualche tempo prima. Da comprendere anche cosa sia successo in sala operatoria.

Al di là della cistifellea e di qualche acciacco normale alla sua età, Possamai era descritto come un uomo in buona salute ed era anche risultato negativo al Covid-19. —

G.S.

Pubblicato su Corriere delle Alpi