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Fontana morto per un incidente l’imprenditore sepolto a Cadola

Il 68enne avrebbe tagliato per sbaglio la corda di sicurezza con la motosega Stava potando un abete nel giardino di casa quando è precipitato da 10 metri

BELLUNO

Una tragica fatalità. La morte di Bruno Fontana è stata un incidente. I rilievi di legge eseguiti dalla Polizia stradale hanno escluso fin da subito responsabilità da parte di terze persone e la salma del 68enne imprenditore bellunese precipitato da un abete del suo giardino è a disposizione della famiglia.

Non possono essere celebrati funerali pubblici, sulla base dell’ordinanza del governatore Luca Zaia, e Fontana riposerà nella tomba di famiglia del cimitero pontalpino di Cadola.

L’uomo viveva da tempo nella località cittadina di Andreane, in una casa di via Caduti 14 Settembre 1944 a poca distanza dal torrente di confine rio Secco, ma era molto più conosciuto nella vicina Ponte nelle Alpi, dove lo si vedeva spesso, dopo che era andato in pensione, in particolare nella zona del vecchio bivio. Lì aveva spostato la sua attività imprenditoriale di assistenza di orologeria industriale, in uno degli spazi commerciali al piano terra del complesso residenziale L’Arca. Si occupava di orologi di controllo e sistema di rilevazione presenze.

La tragedia si è consumata giovedì pomeriggio, verso le 16, durante una calda giornata di sole. Pur rimanendo in casa per l’ordinanza coronavirus, Fontana aveva deciso di potare uno degli abeti del suo giardino.

Aveva usato una scala metallica a pioli per superare la prima parte del tronco e poi si era arrampicato, approfittando anche delle sue ancora indiscutibili capacità fisiche. Era un uomo in piena forma, allo stesso tempo la prudenza gli aveva consigliato di tutelarsi con una sorta di imbragatura dotata di corda. Secondo una prima ricostruzione, mentre stava usando la motosega per potare alcuni rami ha inavvertitamente segato anche il cordino ed è precipitato da un’altezza di una decina di metri.

Una caduta incontrollata e l’atterraggio con la parte alta della schiena, che l’ha fatto morire sul colpo. L’urlo disperato durante la caduta ha richiamato l’attenzione dei vicini e della compagna, che ha chiamato con la massima urgenza il 118, ma quando i sanitari sono arrivati in fondo all’ultima via della città, per Fontana non c’era più niente da fare.

I tentativi di rianimazione non sono serviti, anche perché era inevitabilmente passato un po’ di tempo dal momento della caduta. È intervenuta anche la pattuglia della Polizia stradale, che probabilmente stava per allestire un posto di controllo per l’emergenza sanitaria ed era la più vicina al luogo della tragedia. I poliziotti hanno fatto i rilievi, prima di informare il magistrato di turno che ha dato il via libera all’arrivo del carro funebre e, di conseguenza, alla sepoltura.

Bruno Fontana lascia la figlia Federica, la compagna Nadia, il fratello Giovanni e i nipoti Alessio e Francesca. Come anticipato, riposerà nel cimitero di Cadola, dove sono sepolti i suoi familiari —

Pubblicato su Corriere delle Alpi